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La Germania compra i Tomahawk americani: deterrenza immediata, autonomia europea rinviata

L’accordo annunciato da Merz dopo il vertice Nato di Ankara colma una lacuna strategica tedesca, ma conferma la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti mentre Bruxelles lavora a un sistema di medio raggio continentale.

La Germania acquisterà missili da crociera Tomahawk dagli Stati Uniti e li schiererà sul proprio territorio. L’intesa, raggiunta a margine del vertice Nato di Ankara e annunciata dal cancelliere Friedrich Merz in una dichiarazione al Bundestag, sostituisce il precedente piano – voluto dall’amministrazione Biden e poi bloccato da Donald Trump – che prevedeva il dispiegamento di un battaglione americano dotato di quegli stessi vettori. Secondo fonti governative tedesche, il via libera all’esportazione è atteso per agosto; il numero degli ordigni e delle rampe di lancio Typhon resta classificato, così come la data di consegna, che tuttavia non si preannuncia lontana.

Dal punto di vista di Berlino, l’operazione risponde a una vulnerabilità strategica denunciata da anni dagli esperti militari: la Russia ha schierato nell’exclave di Kaliningrad missili Iskander, potenzialmente in grado di colpire obiettivi nel cuore dell’Europa, mentre la Germania disponeva finora dei soli Taurus, con una gittata di circa 500 chilometri, insufficiente a raggiungere le retrovie russe. I Tomahawk, con una portata fino a 2.550 chilometri, consentono di coprire quell’arco di minaccia e di contribuire alla deterrenza estesa dell’Alleanza. Merz ha sottolineato che l’intesa «chiude un’importante lacuna strategica» e ha collegato l’annuncio all’impegno europeo per sviluppare sistemi propri: i ministri della Difesa riuniti ad Ankara hanno concordato investimenti per 50 miliardi di euro, metà dei quali a carico della Germania, destinati a un futuro missile da crociera di concezione continentale.

L’ottica di Washington è diversa. L’amministrazione Trump aveva congelato il progetto di stazionamento a guida americana perché giudicato in contrasto con la strategia di disimpegno dall’Europa e con la richiesta di una più equa ripartizione degli oneri. La vendita diretta a Berlino soddisfa invece due obiettivi: garantisce profitti all’industria della difesa statunitense e trasferisce l’onere finanziario e operativo sugli alleati, senza inviare personale americano. Secondo analisti di Bruxelles, l’accordo rappresenta un compromesso che permette a Trump di rivendicare un successo commerciale e a Merz di mostrare risultati concreti sul fronte della sicurezza, dopo le tensioni seguite alle critiche tedesche alla campagna militare americana in Iran.

Sullo sfondo resta la questione dell’autonomia strategica europea. La Germania e altri partner – tra cui Francia, Italia e Polonia – stanno lavorando a un sistema di “deep precision strike” di medio raggio, ma i tempi di sviluppo sono lunghi e i Tomahawk fungono da soluzione ponte. Da Mosca, l’intesa è osservata con preoccupazione: già in passato il Cremlino aveva interpretato il possibile schieramento di missili americani in Germania come un’escalation. Il portavoce del Cremlino non ha ancora commentato l’annuncio, ma fonti diplomatiche russe avevano in precedenza messo in guardia contro «nuove minacce alla stabilità strategica».

Il dossier si inserisce in un più ampio riposizionamento della Nato, che ad Ankara ha ribadito l’impegno di difesa collettiva e concordato nuovi aiuti all’Ucraina, pur tra le ombre delle rivendicazioni trumpiane sulla Groenlandia e degli attacchi verbali alla Spagna. La Germania, ha assicurato Merz, raggiungerà l’obiettivo del 5% del Pil per la difesa con largo anticipo. L’iter formale prevede ora l’emissione della licenza di esportazione da parte di Washington entro agosto; a quel punto Berlino potrà finalizzare il contratto e avviare la fase di integrazione operativa, mentre prosegue in parallelo il negoziato europeo per il sistema di nuova generazione.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: European security vs. Russian concerns
45%Media
3 blocchi · posizioni da −0.30 a +0.80
Skeptics of the dealSupporters of the deal
RUSEURIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa russa e CSI−0.30critical
Stampa europea continentale+0.80aligned
Stampa indiana e sudasiatica+0.20neutral
Stampa russa e CSI−0.30
Voce

La Germania si allinea agli USA, ma la Russia osserva con cautela.

Meccanismoselettività critica

Citazioni selettive di fonti occidentali suggeriscono che l'accordo fosse controverso anche negli USA, gettando dubbi sulla sua saggezza.

Omissione

Il tono celebrativo del governo tedesco e il sostegno degli alleati NATO all'accordo vengono omessi.

ScetticismoPragmatismo
Stampa europea continentale+0.80
Voce

La Germania assume la guida della difesa europea, acquistando missili che colpiscono il cuore della Russia.

Meccanismoiperbole securitaria

Un linguaggio iperbolico ('Anti-Putin-Raketen') inquadra l'accordo come una risposta necessaria a una minaccia, legittimando la corsa agli armamenti.

Omissione

La precedente esitazione americana e la potenziale reazione russa vengono omesse, concentrandosi solo sul beneficio strategico.

TrionfoPragmatismo
Stampa indiana e sudasiatica+0.20
Voce

L'India registra l'accordo come un fatto tecnico-militare, senza allinearsi a nessuna parte.

Meccanismodepoliticizzazione tecnica

Un tono distaccato e fattuale e un contesto storico (guerra in Iran) depoliticizzano la storia, presentandola come una transazione di armi di routine.

Omissione

Il contesto politico del vertice NATO e la controversia sull'accordo, così come i toni celebrativi o critici di altri blocchi, vengono omessi.

DistaccoPragmatismo

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giovedì 9 luglio 2026

La Germania compra i Tomahawk americani: deterrenza immediata, autonomia europea rinviata

L’accordo annunciato da Merz dopo il vertice Nato di Ankara colma una lacuna strategica tedesca, ma conferma la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti mentre Bruxelles lavora a un sistema di medio raggio continentale.

La Germania acquisterà missili da crociera Tomahawk dagli Stati Uniti e li schiererà sul proprio territorio. L’intesa, raggiunta a margine del vertice Nato di Ankara e annunciata dal cancelliere Friedrich Merz in una dichiarazione al Bundestag, sostituisce il precedente piano – voluto dall’amministrazione Biden e poi bloccato da Donald Trump – che prevedeva il dispiegamento di un battaglione americano dotato di quegli stessi vettori. Secondo fonti governative tedesche, il via libera all’esportazione è atteso per agosto; il numero degli ordigni e delle rampe di lancio Typhon resta classificato, così come la data di consegna, che tuttavia non si preannuncia lontana.

Dal punto di vista di Berlino, l’operazione risponde a una vulnerabilità strategica denunciata da anni dagli esperti militari: la Russia ha schierato nell’exclave di Kaliningrad missili Iskander, potenzialmente in grado di colpire obiettivi nel cuore dell’Europa, mentre la Germania disponeva finora dei soli Taurus, con una gittata di circa 500 chilometri, insufficiente a raggiungere le retrovie russe. I Tomahawk, con una portata fino a 2.550 chilometri, consentono di coprire quell’arco di minaccia e di contribuire alla deterrenza estesa dell’Alleanza. Merz ha sottolineato che l’intesa «chiude un’importante lacuna strategica» e ha collegato l’annuncio all’impegno europeo per sviluppare sistemi propri: i ministri della Difesa riuniti ad Ankara hanno concordato investimenti per 50 miliardi di euro, metà dei quali a carico della Germania, destinati a un futuro missile da crociera di concezione continentale.

L’ottica di Washington è diversa. L’amministrazione Trump aveva congelato il progetto di stazionamento a guida americana perché giudicato in contrasto con la strategia di disimpegno dall’Europa e con la richiesta di una più equa ripartizione degli oneri. La vendita diretta a Berlino soddisfa invece due obiettivi: garantisce profitti all’industria della difesa statunitense e trasferisce l’onere finanziario e operativo sugli alleati, senza inviare personale americano. Secondo analisti di Bruxelles, l’accordo rappresenta un compromesso che permette a Trump di rivendicare un successo commerciale e a Merz di mostrare risultati concreti sul fronte della sicurezza, dopo le tensioni seguite alle critiche tedesche alla campagna militare americana in Iran.

Sullo sfondo resta la questione dell’autonomia strategica europea. La Germania e altri partner – tra cui Francia, Italia e Polonia – stanno lavorando a un sistema di “deep precision strike” di medio raggio, ma i tempi di sviluppo sono lunghi e i Tomahawk fungono da soluzione ponte. Da Mosca, l’intesa è osservata con preoccupazione: già in passato il Cremlino aveva interpretato il possibile schieramento di missili americani in Germania come un’escalation. Il portavoce del Cremlino non ha ancora commentato l’annuncio, ma fonti diplomatiche russe avevano in precedenza messo in guardia contro «nuove minacce alla stabilità strategica».

Il dossier si inserisce in un più ampio riposizionamento della Nato, che ad Ankara ha ribadito l’impegno di difesa collettiva e concordato nuovi aiuti all’Ucraina, pur tra le ombre delle rivendicazioni trumpiane sulla Groenlandia e degli attacchi verbali alla Spagna. La Germania, ha assicurato Merz, raggiungerà l’obiettivo del 5% del Pil per la difesa con largo anticipo. L’iter formale prevede ora l’emissione della licenza di esportazione da parte di Washington entro agosto; a quel punto Berlino potrà finalizzare il contratto e avviare la fase di integrazione operativa, mentre prosegue in parallelo il negoziato europeo per il sistema di nuova generazione.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: European security vs. Russian concerns
45%Media
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Stampa russa e CSI−0.30critical
Stampa europea continentale+0.80aligned
Stampa indiana e sudasiatica+0.20neutral
Stampa russa e CSI−0.30
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La Germania si allinea agli USA, ma la Russia osserva con cautela.

Meccanismoselettività critica

Citazioni selettive di fonti occidentali suggeriscono che l'accordo fosse controverso anche negli USA, gettando dubbi sulla sua saggezza.

Omissione

Il tono celebrativo del governo tedesco e il sostegno degli alleati NATO all'accordo vengono omessi.

ScetticismoPragmatismo
Stampa europea continentale+0.80
Voce

La Germania assume la guida della difesa europea, acquistando missili che colpiscono il cuore della Russia.

Meccanismoiperbole securitaria

Un linguaggio iperbolico ('Anti-Putin-Raketen') inquadra l'accordo come una risposta necessaria a una minaccia, legittimando la corsa agli armamenti.

Omissione

La precedente esitazione americana e la potenziale reazione russa vengono omesse, concentrandosi solo sul beneficio strategico.

TrionfoPragmatismo
Stampa indiana e sudasiatica+0.20
Voce

L'India registra l'accordo come un fatto tecnico-militare, senza allinearsi a nessuna parte.

Meccanismodepoliticizzazione tecnica

Un tono distaccato e fattuale e un contesto storico (guerra in Iran) depoliticizzano la storia, presentandola come una transazione di armi di routine.

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