
Al Comic-Con, il cinema si specchia tra multiversi e vecchie glorie
Da Avengers: Doomsday a Clayface, passando per la riapertura dello storico Cinerama Dome, Hollywood riscrive il suo futuro tra nostalgia e reinvenzione.
Quando, due anni fa, Robert Downey Jr. salì sul palco della Hall H del Comic-Con di San Diego, i seimila fan presenti trattennero il fiato. L’attore che aveva dato volto a Iron Man tornava nell’universo Marvel, ma non come eroe: sarebbe stato il Dottor Destino, il villain del nuovo capitolo corale degli Avengers. L’annuncio, accolto da un boato, ha segnato un punto di svolta nella strategia di Hollywood: la nostalgia non è solo un omaggio, ma il motore di una nuova fase creativa.
Quest’anno, il ritorno dei Marvel Studios nella sala più ambita della convention ha mostrato le prime immagini di Avengers: Doomsday, in uscita a dicembre. Il trailer, proiettato davanti a una folla in delirio, intreccia generazioni di eroi: gli X-Men originali di Patrick Stewart e Ian McKellen combattono accanto al nuovo Quartetto Fantastico, mentre Chris Evans riprende lo scudo – e il martello di Thor – in un cameo che ha infiammato i social. Non è un semplice crossover, ma la chiusura di un ciclo narrativo lungo quasi vent’anni, come ha spiegato il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige, delineando un futuro più “snello” dopo il capitolo conclusivo Secret Wars.
Dall’altra parte della barricata, la DC Studios ha scelto una strada diversa. Il trailer di Clayface, diffuso alla vigilia del Comic-Con, svela un horror psicologico ambientato tra The Batman di Matt Reeves e il suo atteso sequel. Il protagonista è un attore hollywoodiano sfigurato che, in seguito a un esperimento clandestino, acquisisce il potere di mutare forma, precipitando in una spirale di vendetta. Diretto da James Watkins e scritto da Mike Flanagan, il film arriverà nelle sale italiane nell’autunno del 2026, proponendo una lettura più intima e disturbante del mito supereroistico. Accanto a questo, la serie HBO Lanterns, presentata in anteprima, rilegge il personaggio di Lanterna Verde in chiave poliziesca, con Kyle Chandler e Aaron Pierre detective di provincia.
In questo crocevia di universi narrativi, un’altra notizia restituisce il senso di un rito che resiste: lo storico Cinerama Dome di Hollywood, chiuso dal 2020, riaprirà nel 2028 grazie a un accordo tra Alamo Drafthouse e Sony Pictures. La cupola geodetica, con il suo schermo curvo di 26 metri, tornerà a proiettare pellicole in 70mm, senza servizio al tavolo, preservando l’esperienza cinematografica nella sua forma più pura. Per il pubblico europeo, abituato a sale d’essai e festival, questa riapertura suona come un segnale: il grande schermo non è un relitto del passato, ma il luogo dove le storie – siano esse di supereroi o di attori maledetti – trovano la loro dimensione più autentica.
Mentre i fan di tutto il mondo si preparano a maratone di recupero per decifrare gli intrecci del multiverso, un’immagine resta impressa: quella di Matt Hagen, il Clayface di Tom Rhys Harries, che davanti a uno specchio vede il proprio volto sciogliersi in una materia informe. È la stessa materia di cui sono fatti i sogni – e gli incubi – di Hollywood, in un’epoca in cui il cinema, tra vecchie glorie e nuove paure, continua a guardarsi allo specchio.
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