
La Francia ordina il blocco di Polymarket: scommesse illegali e rischi di manipolazione
L’Autorità nazionale dei giochi impone ai provider internet di oscurare la piattaforma di mercati predittivi, già vietata in oltre trenta Paesi.
Venerdì 17 luglio 2026 l’Autorità nazionale dei giochi francese (ANJ) ha ordinato ai fornitori di servizi internet di bloccare l’accesso al sito Polymarket, piattaforma statunitense di mercati predittivi. La decisione, adottata il giorno precedente, rende effettivo l’oscuramento del dominio sul territorio francese, dove già dal novembre 2024 erano vietate le transazioni finanziarie con la piattaforma. L’ANJ contesta a Polymarket di operare senza autorizzazione, di offrire scommesse considerate illegali dalla normativa nazionale e di esporre gli utenti a perdite significative, oltre a consentire la manipolazione di alcuni mercati.
Secondo l’ANJ, la pagina iniziale del sito, che mostra in tempo reale le quote associate a eventi futuri, costituisce pubblicità per un’offerta di gioco non autorizzata, reato punito con ammende fino a 100mila euro. L’autorità francese sottolinea inoltre che la piattaforma non dispone di un sistema di identificazione degli utenti conforme alle norme nazionali, circostanza che, nell’ottica di Parigi, agevola l’uso di informazioni privilegiate e le scommesse truccate. A sostegno di questa lettura, l’ANJ richiama l’indagine della procura di Parigi sul possibile sabotaggio di una stazione meteorologica dell’aeroporto Charles de Gaulle, manomessa – secondo gli inquirenti – per vincere una scommessa sulle temperature nella capitale.
La mossa francese si inserisce in un quadro di crescente attenzione regolatoria verso i mercati predittivi. In Europa, secondo fonti dell’ANJ, Germania, Italia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Svizzera, Grecia e Ucraina hanno già adottato restrizioni o blocchi. A maggio la Spagna ha sospeso temporaneamente le operazioni di Polymarket e Kalshi, mentre a giugno il principale regolatore dei derivati statunitense ha pubblicato una bozza di nuove norme per il settore. Fuori dall’Unione, il Brasile ha oscurato a maggio ventisette piattaforme analoghe, con motivazioni simili a quelle francesi: assenza di autorizzazione, rischi finanziari per i consumatori e potenziale uso di informazioni riservate.
Nonostante i divieti, i dati dell’ANJ mostrano che il traffico verso Polymarket dalla Francia ha continuato a crescere, raggiungendo a giugno oltre 578mila visite e più di 205mila visitatori unici. La piattaforma, che consente di scommettere su eventi politici, sportivi, meteorologici e conflitti internazionali, ha attirato l’attenzione anche per casi di insider trading: negli Stati Uniti un militare è stato accusato di aver usato informazioni riservate sull’operazione che ha catturato l’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, mentre la Casa Bianca ha sospeso un operatore di teleprompter sospettato di aver scommesso sui discorsi del presidente Trump. L’ANJ ha precisato che il blocco resterà in vigore finché la piattaforma non si adeguerà alla normativa francese. Nel frattempo, la proposta di regolamentazione statunitense e le iniziative di altri Paesi indicano che il confronto tra autorità pubbliche e mercati predittivi è destinato a intensificarsi.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
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| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
La Francia agisce come guardiana della legalità nel gioco d'azzardo, bloccando una piattaforma straniera che opera al di fuori della legge.
La ripetizione dei termini 'illegale', 'senza autorizzazione' e 'manipolazione' crea una cornice di minaccia che giustifica l'azione statale senza metterne in discussione i fondamenti.
Non menziona che Polymarket è un mercato di previsione usato per eventi politici e già bandito in oltre 30 paesi, il che potrebbe relativizzare l'unicità dell'azione francese.
La Francia stringe la morsa su Polymarket, un mercato di previsione già bandito in decine di paesi, per tutelare i cittadini da scommesse illegali e manipolazioni.
L'uso di espressioni come 'stringe la morsa' e il riferimento al divieto in molti paesi crea una narrazione di inevitabilità e di allineamento internazionale, legittimando l'azione francese come parte di una tendenza globale.
Non riporta le argomentazioni della piattaforma a propria difesa, né eventuali critiche alla decisione francese da parte di esperti di libertà di espressione o di mercati predittivi.
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