
La Corte messicana ordina la revisione d'ufficio dei tassi usurari: una svolta per i consumatori
La sentenza impone ai giudici di verificare se gli interessi bancari siano eccessivi, mentre in Argentina si rafforza il diritto di cancellare le carte anche con debiti in sospeso.
La Suprema Corte de Justicia de la Nación messicana ha stabilito un principio destinato a ridefinire i rapporti tra istituti di credito e utenti: i giudici dovranno verificare d'ufficio se i tassi d'interesse applicati dalle banche siano usurari, anche quando il contratto sia stato firmato liberamente. La decisione, assunta il 23 giugno 2026 in sessione plenaria, scardina la presunzione di legalità che finora proteggeva i tassi pattuiti e impone un controllo sostanziale, caso per caso, parametrato al Costo Anual Total (CAT) e alle condizioni di mercato.
Il fondamento giuridico poggia sull'articolo 21.3 della Convenzione americana sui diritti umani, che vieta l'usura, e sull'obbligo costituzionale di proteggere i diritti umani. La Corte ha precisato che la tutela si estende anche alle persone giuridiche, aprendo la strada a un contenzioso che potrebbe coinvolgere non solo i consumatori individuali ma anche piccole e medie imprese. Nell'ottica di Città del Messico, si tratta di un riequilibrio dei poteri negoziali: la banca non potrà più confidare nell'inerzia del giudice per blindare interessi che, in alcuni casi, superano di diverse volte il capitale prestato.
La pronuncia si inserisce in un più ampio movimento di rafforzamento dei diritti dei titolari di carte di credito in America Latina. A Buenos Aires, la Banca Centrale argentina ha recentemente chiarito che i consumatori possono disdire la propria carta in qualsiasi momento, anche in presenza di debiti residui, senza che l'istituto possa esigere il saldo immediato come condizione per la chiusura. Le rate continueranno a essere pagate secondo il piano originario, ma cesserà l'addebito delle spese di mantenimento. Una misura che, secondo gli analisti di Buenos Aires, impedisce alle banche di trattenere i clienti con l'arma del debito pregresso.
Sul fronte pratico, l'educazione finanziaria resta l'argine più efficace. Dalla Colombia, gli esperti ricordano che i tassi delle carte di credito sfiorano il tetto dell'usura (25-27% annuo) e consigliano di utilizzare la carta solo come mezzo di pagamento a saldo, non come finanziamento. Negli Stati Uniti, le società di debt settlement offrono una via d'uscita per chi è già in grave difficoltà: su un debito di 45.000 dollari si può ottenere una riduzione tra il 30 e il 50%, ma a costo di un deterioramento del merito creditizio e di possibili implicazioni fiscali. Anche in Indonesia, la chiusura di un conto di credito digitale come Kredivo richiede la liquidazione di tutte le pendenze e la consapevolezza che l'account non potrà essere riattivato.
Il prossimo banco di prova sarà l'applicazione concreta del criterio stabilito dalla Corte messicana. I tribunali collegiali dovranno ora riesaminare i casi rinviati, confrontando i tassi applicati con il CAT e con le condizioni di mercato al momento della stipula. Le prime sentenze applicative forniranno un parametro per l'intero settore bancario e potrebbero innescare un'ondata di rinegoziazioni. In Argentina, intanto, i consumatori possono già presentare reclamo alla Banca Centrale in caso di rifiuto della disdetta, un'arma che promette di ridurre i costi occulti delle carte di credito.
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La sentenza della Corte messicana rappresenta una vittoria storica per i consumatori, imponendo ai giudici di verificare d'ufficio l'usura dei tassi bancari. Si ribalta così il rapporto di forza tra istituti di credito e cittadini, prevenendo abusi sistematici. Una svolta pragmatica che rafforza la protezione finanziaria in tutta la regione.
L'obbligo per i giudici messicani di riesaminare i tassi d'interesse solleva interrogativi sull'invadenza giudiziaria nei contratti privati. Sebbene la tutela dei consumatori sia legittima, un simile intervento rischia di restringere il credito e aumentare i premi al rischio. Le conseguenze economiche di lungo periodo restano incerte.
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