
Maxi multa Ue ad AliExpress: 550 milioni per i prodotti illegali
La Commissione europea infligge la sanzione più alta mai comminata ai sensi del Digital Services Act alla piattaforma cinese, accusata di non aver arginato la vendita di merci contraffatte e pericolose.
La Commissione europea ha comminato ad AliExpress una multa da 550 milioni di euro per aver violato gli obblighi di valutazione e mitigazione dei rischi previsti dal Digital Services Act (DSA). È la sanzione più elevata mai irrogata da Bruxelles in applicazione di questo regolamento, e supera nettamente i 200 milioni inflitti a Temu nel maggio scorso e i 120 milioni alla piattaforma X. La decisione, annunciata il 20 luglio 2026, impone alla società del gruppo Alibaba di presentare entro il 20 ottobre un piano d’azione dettagliato per correggere le carenze riscontrate, pena l’applicazione di penalità periodiche.
Secondo la ricostruzione della Commissione, AliExpress non avrebbe adeguatamente dimensionato il personale incaricato di verificare le inserzioni, sovrastimando l’efficacia dei propri sistemi automatici di rilevamento. I test condotti dai servizi europei hanno mostrato che prodotti contraffatti, giocattoli non sicuri e cosmetici pericolosi restavano in vendita per settimane anche dopo essere stati individuati, e in molti casi venivano addirittura raccomandati agli utenti attraverso i meccanismi di suggerimento della piattaforma prima di essere rimossi. Bruxelles contesta inoltre un sistema sanzionatorio giudicato inefficace: i venditori recidivi potevano continuare a operare, e il meccanismo obbligatorio di autorizzazione dei marchi, pensato per arginare le falsificazioni, sarebbe stato facilmente eluso a causa di controlli insufficienti. «La diffusione di abbigliamento contraffatto, giocattoli insicuri e cosmetici pericolosi non è un costo inevitabile dello shopping online, ma un inadempimento degli obblighi di AliExpress», ha dichiarato la vicepresidente Henna Virkkunen.
La piattaforma cinese ha definito la sanzione «sproporzionata» e ha fatto sapere di stare valutando tutte le opzioni disponibili, compreso un eventuale ricorso. AliExpress rivendica gli investimenti compiuti in sicurezza dei prodotti e tutela dei consumatori, e sostiene che la multa non rifletta il quadro normativo consolidato né i miglioramenti proattivi introdotti. La sanzione, tuttavia, si inserisce in un più ampio giro di vite dell’Unione nei confronti delle piattaforme di e-commerce extraeuropee, in un momento in cui il volume dei pacchi di basso valore importati dalla Cina ha raggiunto i 5,9 miliardi di unità nel 2025. Dal luglio 2026, inoltre, è in vigore un dazio di tre euro su ogni pacco di valore inferiore a 150 euro proveniente da Paesi terzi, misura che colpisce in primo luogo i grandi retailer asiatici.
Dal punto di vista del diritto europeo, la multa rappresenta meno dell’1% del fatturato globale di Alibaba, pari a circa 122 miliardi di euro, restando ben al di sotto del tetto massimo del 6% previsto dal DSA. Bruxelles tiene a precisare che l’azione non è diretta contro le imprese cinesi in quanto tali, ma contro qualunque operatore che, operando nel mercato unico, non rispetti le regole comuni. L’indagine, aperta nel marzo 2024, aveva già portato nel giugno 2025 all’accettazione di alcuni impegni vincolanti su notifica e rimozione dei contenuti, ma il procedimento sulle carenze nella valutazione dei rischi sistemici è rimasto aperto fino alla decisione odierna. Ora la palla passa ad AliExpress: il piano atteso per ottobre sarà esaminato dal Comitato europeo per i servizi digitali, e la Commissione si riserva di adottare ulteriori misure in caso di inadempienza.
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
| Stampa cinese | 0.00 | neutral |
L'Unione Europea sanziona con fermezza AliExpress per la mancata protezione dei consumatori, imponendo una multa record e richiedendo un piano correttivo.
La narrazione si basa sulla legittimità dell'azione regolatoria europea, presentando la multa come una conseguenza logica e necessaria delle violazioni accertate.
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