
Lagos tra alluvioni e rifiuti: il colera minaccia la megalopoli, mentre l’umidità scatena infezioni della pelle
Le piogge eccezionali e i rifiuti non raccolti innalzano il rischio di epidemie idriche; dermatologi da Brasile e Nigeria mettono in guardia su micosi, acne e irritazioni cutanee legate al clima tropicale e all’uso prolungato di condizionatori e trucco.
Le inondazioni che da giugno sommergono interi quartieri di Lagos hanno trasformato le strade in canali di acqua mista a liquami, facendo scattare l’allarme colera tra gli epidemiologi nigeriani. Con oltre 13.000 tonnellate di rifiuti prodotti ogni giorno e un sistema di drenaggio in gran parte ostruito da scarichi abusivi, la combinazione di acque reflue e detriti organici crea le condizioni ideali per la proliferazione del Vibrio cholerae e di altri patogeni. Secondo i funzionari della sanità pubblica locale, i casi di malaria sono già in aumento a causa del ristagno che favorisce la riproduzione delle zanzare, mentre la contaminazione delle fonti idriche informali espone centinaia di migliaia di residenti a tifo, dissenteria e, appunto, colera.
La crisi ambientale ha riacceso il dibattito sulla gestione urbanistica della capitale economica nigeriana. Il governatore Babajide Sanwo-Olu ha disposto lo sgombero immediato dei cumuli di spazzatura e ha contestualmente consegnato 3,1 miliardi di naira di indennizzi a 331 proprietari terrieri i cui appezzamenti sono stati espropriati per grandi opere infrastrutturali, tra cui la nuova autostrada costiera Lagos-Calabar. Tuttavia, imprenditori immobiliari e ingegneri locali chiedono un’indagine indipendente sull’allineamento del tracciato: il percorso definitivo, spostato più all’interno rispetto al progetto originale del 2006, avrebbe creato un “effetto valle” che ostacola il deflusso naturale delle acque verso l’Atlantico, aggravando gli allagamenti nei quartieri adiacenti. Il governo federale, responsabile dei lavori, non ha ancora risposto alla richiesta di verifica tecnica.
In questo contesto di umidità estrema e temperature elevate, la salute della pelle diventa un indicatore sensibile delle condizioni ambientali. Dermatologi attivi in Brasile e in Nigeria segnalano un incremento delle micosi cutanee, favorite dal prolungato contatto con indumenti umidi e dalla permanenza in costume bagnato dopo la spiaggia. Indossare abiti asciugati lentamente e non rilavati dopo la pioggia, spiegano gli specialisti, può veicolare spore fungine e batteri, causando tigna, eczema e follicoliti. Anche l’uso intensivo dell’aria condizionata, sempre più diffuso negli uffici e nelle abitazioni di Lagos, secca le mucose e la cute, riducendo le difese naturali e predisponendo a infezioni respiratorie e dermatiti.
Sul fronte della cosmesi, professionisti del settore in Spagna e Argentina mettono in guardia contro l’applicazione di fondotinta pesanti su pelli mature in climi umidi: la miscelazione con creme idratanti leggere e l’uso di toni caldi come il marrone cioccolato o il verde salvia aiutano a evitare l’effetto “cartonato” che accentua le rughe. In Brasile, il caso di un’influencer che ha sviluppato acne severa dopo settimane di trucco quotidiano ha riacceso l’attenzione sulla necessità di una doppia detersione e di una corretta idratazione, specie quando sudore e sebo si accumulano sotto strati di prodotto. Il prossimo banco di prova per Lagos sarà l’efficacia dell’operazione di sgombero rifiuti e l’eventuale avvio di una perizia indipendente sull’impatto idraulico dell’autostrada costiera, mentre le autorità sanitarie monitorano la curva dei ricoveri per sospette infezioni gastrointestinali.
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