Accedi
Edizione delle 16:00 CETmercoledì 1 luglio 2026
311 testate · 17 lingue1296 briefing oggi
Sportmartedì 30 giugno 2026

Il ritorno sul ghiaccio dei russi: via libera dell’ISU, ma solo in veste neutrale

Dopo oltre tre anni di bando, i pattinatori di Russia e Bielorussia potranno gareggiare senza bandiera né inno, a patto di non aver sostenuto la guerra in Ucraina.

Con una decisione attesa da mesi e maturata sull’orlo della nuova stagione, il Consiglio dell’International Skating Union ha sciolto il gelo che dal marzo 2022 teneva lontani dai palcoscenici internazionali i pattinatori russi e bielorussi. A partire dal 1° luglio, figura, velocità e short track riaccoglieranno quegli atleti, ma in una veste rigorosamente neutrale: niente bandiera, niente inno, niente colori nazionali. Potranno formare una squadra neutrale (AIN) anche per le gare a squadre e le staffette, mentre per i giudici e i dirigenti il ritorno resta congelato almeno fino al termine della stagione 2026/27.

La strada che ha portato a questa riapertura passa per il precedente olimpico di Milano-Cortina 2026, dove sei atleti russi – tra cui i pattinatori Adeliia Petrosian e Petr Gumennik – avevano gareggiato da neutrali senza incidenti. L’ISU ha esplicitamente richiamato le raccomandazioni del CIO e l’esperienza di altre federazioni, ma ha scelto una linea più prudente rispetto a ginnastica, scherma e nuoto, che hanno già riammesso i russi con i simboli nazionali. I criteri di neutralità sono netti: nessun legame attivo con le forze armate o i servizi di sicurezza, nessuna partecipazione a operazioni belliche in Ucraina, nessun sostegno pubblico al conflitto dopo il febbraio 2022. Una commissione indipendente potrà verificare i singoli casi, con possibilità di appello.

Negli ambienti sportivi di Mosca la notizia è stata accolta come un passo verso la normalizzazione, anche se non sono mancate le voci di chi, come la tre volte campionessa olimpica Irina Rodnina, ha minimizzato l’assenza della bandiera: «Sul podio sapranno tutti che siamo la Russia». Più pragmatica la lettura dei tecnici: la pattinatrice Petrosian e Gumennik sono gli unici a possedere un ranking sufficiente per il Grand Prix; tutti gli altri dovranno ripartire dai tornei Challenger, con quote ridotte a un solo rappresentante per nazione ai Campionati Europei e Mondiali. Un azzeramento che costringerà la scuola russa, a lungo dominatrice, a un lungo inseguimento.

Sull’altra sponda europea, la decisione è osservata con cautela. Diverse capitali e la stessa Ucraina avevano criticato la riammissione con simboli nazionali decisa da altre federazioni, e l’ISU ha voluto marcare la differenza ribadendo che il bando era una «misura protettiva» e non una sanzione, e che eventuali problemi di sicurezza potranno far scattare nuove restrizioni. Per i pattinatori italiani, che negli anni di assenza russa avevano guadagnato spazio nelle classifiche internazionali, si profila un orizzonte più affollato. La prima verifica arriverà già con l’assegnazione degli inviti ai Challenger di inizio stagione, primo gradino di una scalata che avrà il suo primo vero banco di prova ai Mondiali del 2027.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

47%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa europea continentale
Stampa russa e CSI/ Statale
TrionfoPragmatismo

La decisione dell'ISU segna il ritorno trionfale dei pattinatori russi sulla scena internazionale. Il divieto di esporre bandiera e inno è visto come un dettaglio tecnico superabile, mentre si sottolinea che la federazione russa resta una delle più influenti al mondo. L'attenzione è tutta sulla prossima stagione agonistica e sulla possibilità di tornare a vincere.

Stampa europea continentale
ScetticismoDistacco

L'ISU riammette con cautela i pattinatori russi e bielorussi in qualità di atleti neutrali, imponendo rigide condizioni. Restano esclusi coloro che hanno sostenuto la guerra contro l'Ucraina o prestato servizio nelle forze armate, mentre la presenza di giudici e ufficiali resta congelata. La decisione è presentata come una misura condizionata, soggetta a verifica continua di sicurezza e integrità.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
La morsa Uefa stringe Juve e Aston Villa, il mercato cerca vie d’uscita·Addio a Stars Hollow: Gilmore Girls scompare da Netflix USA, mentre luglio ridisegna le mappe dello streaming globale·Nord Stream, la procura tedesca incrimina un ex soldato ucraino: è la prima accusa formale·Caldo record negli Usa, piogge torrenziali in Messico, gelo in Argentina: il mondo alle prese con eventi estremi·Enola Holmes e l’ultimo tuffo: il mistero di un franchise che non vuole finire·La tunica lacerata: a Écône i lefebvriani consumano lo scisma·Visti, il mondo a due velocità: gli Emirati aprono, Capo Verde chiude·Il sonno e la curva a U: così il riposo modella invecchiamento e cuore·La morsa Uefa stringe Juve e Aston Villa, il mercato cerca vie d’uscita·Addio a Stars Hollow: Gilmore Girls scompare da Netflix USA, mentre luglio ridisegna le mappe dello streaming globale·Nord Stream, la procura tedesca incrimina un ex soldato ucraino: è la prima accusa formale·Caldo record negli Usa, piogge torrenziali in Messico, gelo in Argentina: il mondo alle prese con eventi estremi·Enola Holmes e l’ultimo tuffo: il mistero di un franchise che non vuole finire·La tunica lacerata: a Écône i lefebvriani consumano lo scisma·Visti, il mondo a due velocità: gli Emirati aprono, Capo Verde chiude·Il sonno e la curva a U: così il riposo modella invecchiamento e cuore·
Agg. 20:252 lingue · 3 testate
3 testate|2 lingue|3 min lettura
martedì 30 giugno 2026

Il ritorno sul ghiaccio dei russi: via libera dell’ISU, ma solo in veste neutrale

Dopo oltre tre anni di bando, i pattinatori di Russia e Bielorussia potranno gareggiare senza bandiera né inno, a patto di non aver sostenuto la guerra in Ucraina.

Con una decisione attesa da mesi e maturata sull’orlo della nuova stagione, il Consiglio dell’International Skating Union ha sciolto il gelo che dal marzo 2022 teneva lontani dai palcoscenici internazionali i pattinatori russi e bielorussi. A partire dal 1° luglio, figura, velocità e short track riaccoglieranno quegli atleti, ma in una veste rigorosamente neutrale: niente bandiera, niente inno, niente colori nazionali. Potranno formare una squadra neutrale (AIN) anche per le gare a squadre e le staffette, mentre per i giudici e i dirigenti il ritorno resta congelato almeno fino al termine della stagione 2026/27.

La strada che ha portato a questa riapertura passa per il precedente olimpico di Milano-Cortina 2026, dove sei atleti russi – tra cui i pattinatori Adeliia Petrosian e Petr Gumennik – avevano gareggiato da neutrali senza incidenti. L’ISU ha esplicitamente richiamato le raccomandazioni del CIO e l’esperienza di altre federazioni, ma ha scelto una linea più prudente rispetto a ginnastica, scherma e nuoto, che hanno già riammesso i russi con i simboli nazionali. I criteri di neutralità sono netti: nessun legame attivo con le forze armate o i servizi di sicurezza, nessuna partecipazione a operazioni belliche in Ucraina, nessun sostegno pubblico al conflitto dopo il febbraio 2022. Una commissione indipendente potrà verificare i singoli casi, con possibilità di appello.

Negli ambienti sportivi di Mosca la notizia è stata accolta come un passo verso la normalizzazione, anche se non sono mancate le voci di chi, come la tre volte campionessa olimpica Irina Rodnina, ha minimizzato l’assenza della bandiera: «Sul podio sapranno tutti che siamo la Russia». Più pragmatica la lettura dei tecnici: la pattinatrice Petrosian e Gumennik sono gli unici a possedere un ranking sufficiente per il Grand Prix; tutti gli altri dovranno ripartire dai tornei Challenger, con quote ridotte a un solo rappresentante per nazione ai Campionati Europei e Mondiali. Un azzeramento che costringerà la scuola russa, a lungo dominatrice, a un lungo inseguimento.

Sull’altra sponda europea, la decisione è osservata con cautela. Diverse capitali e la stessa Ucraina avevano criticato la riammissione con simboli nazionali decisa da altre federazioni, e l’ISU ha voluto marcare la differenza ribadendo che il bando era una «misura protettiva» e non una sanzione, e che eventuali problemi di sicurezza potranno far scattare nuove restrizioni. Per i pattinatori italiani, che negli anni di assenza russa avevano guadagnato spazio nelle classifiche internazionali, si profila un orizzonte più affollato. La prima verifica arriverà già con l’assegnazione degli inviti ai Challenger di inizio stagione, primo gradino di una scalata che avrà il suo primo vero banco di prova ai Mondiali del 2027.

Divergenza delle fonti

Sport · 3 testate · 2 lingue

47%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole63%
Critico37%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa europea continentale
Stampa russa e CSI/ Statale
TrionfoPragmatismo

La decisione dell'ISU segna il ritorno trionfale dei pattinatori russi sulla scena internazionale. Il divieto di esporre bandiera e inno è visto come un dettaglio tecnico superabile, mentre si sottolinea che la federazione russa resta una delle più influenti al mondo. L'attenzione è tutta sulla prossima stagione agonistica e sulla possibilità di tornare a vincere.

Stampa europea continentale
ScetticismoDistacco

L'ISU riammette con cautela i pattinatori russi e bielorussi in qualità di atleti neutrali, imponendo rigide condizioni. Restano esclusi coloro che hanno sostenuto la guerra contro l'Ucraina o prestato servizio nelle forze armate, mentre la presenza di giudici e ufficiali resta congelata. La decisione è presentata come una misura condizionata, soggetta a verifica continua di sicurezza e integrità.

Questa notizia è apparsa su

3 testate · 2 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Trump inaugura l’Air Force One donato dal Qatar: tra celebrazioni patriottiche e accuse di conflitto etico

10 lingue · 18 testate

Da Economy & Markets

Il T-MEC entra nel limbo: niente proroga, ma il trattato sopravvive per altri dieci anni

3 lingue · 14 testate

Da Technology

WhatsApp lancia gli username, ma l’India congela il debutto: il nodo è la sicurezza

6 lingue · 20 testate

Leggi di più