
L’Inghilterra si infrange sul muro del Ghana: 0-0 a Boston, tutto rinviato all’ultima giornata
Dominio sterile dell’Inghilterra (79% di possesso, 19 tiri) contro una difesa ghanese di disciplina e fisicità eccezionali; il pareggio lascia entrambe a 4 punti e rinvia il verdetto agli scontri con Panama e Croazia.
Il Gillette Stadium di Foxborough ha consegnato agli archivi un pareggio a reti bianche che è già record statistico: l’Inghilterra ha tenuto il pallone per il 79% del tempo – la percentuale più alta mai registrata da una squadra incapace di segnare in un match mondiale dal 1966 – e ha scagliato diciannove conclusioni, ma il Ghana ha eretto una muraglia difensiva di disciplina e sacrificio fisico. Thomas Tuchel, visibilmente impressionato, l’ha definita «una delle prestazioni fisiche più notevoli che abbia mai visto da una squadra in fase difensiva». I Black Stars, schierati a specchio con un 5-4-1 senza palla, hanno accettato di vivere nella propria metà campo, concedendo un solo tiro nello specchio nei primi cinquantasette minuti e festeggiando lo 0-0 come una vittoria.
La cronaca racconta di un assedio sterile. Bellingham e Rice hanno orchestrato il possesso, ma le corsie di James e Madueke si sono infrante sulla compattezza ghanese. L’occasione più nitida è caduta sui piedi di Kane all’86’: traversa di O’Reilly, ribattuta perfetta, e il capitano ha spedito alto da pochi passi. Prima, Saka aveva trovato la risposta di Asare. Il Ghana, in una delle rare transizioni, ha sfiorato il colpaccio: Fatawu ha lanciato Adu, il cui tiro in scivolata ha colpito Semenyo, vanificando l’azione e un possibile rigore per contatto di Konsa.
Il punto fissa Inghilterra e Ghana a quota 4 nel Gruppo L, entrambe con una vittoria e un pareggio. I Tre Leoni avevano esordito battendo la Croazia 4-2, i Black Stars superando Panama. La Croazia, vittoriosa 1-0 su Panama, insegue a 3 punti. L’ultima giornata, sabato 27 giugno, opporrà l’Inghilterra a Panama e il Ghana alla Croazia: una vittoria garantirebbe a entrambe le capolista l’accesso ai sedicesimi; il Ghana potrebbe qualificarsi anche con un pari, in base alla differenza reti.
Le reazioni riflettono letture opposte. Da Londra, Rice ha ammesso la difficoltà di «giocare contro undici uomini dietro la palla» ma ha predicato ottimismo: «Abbiamo ancora una grande chance di vincere il gruppo». Pickford ha confermato che la squadra si aspettava una gara di contenimento. Tuchel, pur rispettando l’approccio ghanese, ha chiesto maggiore concretezza. Da Accra, Semenyo ha spiegato: «Abbiamo difeso per quasi tutta la partita, era ciò di cui la squadra aveva bisogno». La stampa ghanese ha celebrato il punto come un passo decisivo, mentre i media del Sud-est asiatico hanno interpretato l’impotenza offensiva inglese come un campanello d’allarme per la fase a eliminazione diretta.
Il Gruppo L resta così uno dei più equilibrati. L’Inghilterra conserva il primo posto e il destino nelle proprie mani contro un Panama già eliminato; il Ghana si giocherà tutto contro una Croazia ancora in corsa. La notte di Boston non ha emesso sentenze, ma ha confermato che la strada verso i sedicesimi è lastricata di difese granitiche e occasioni sprecate.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il Ghana ha eretto un muro difensivo insuperabile, frustrando l'Inghilterra e ottenendo un pareggio che avvicina i Black Stars alla qualificazione. Una prestazione di disciplina e sacrificio che lascia il gruppo aperto e riempie d'orgoglio il continente.
L'Inghilterra ha dominato il possesso ma è stata incapace di scardinare la difesa del Ghana, sollevando dubbi sulla propria efficacia offensiva. Nonostante l'ottimismo di Rice e Bellingham, la stampa avverte che la sterilità davanti alla porta potrebbe diventare un problema serio per la fase a eliminazione diretta.
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