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L’inchino di Kate a Reggio Emilia e la riscoperta dell’infanzia che il digitale non può toccare

La principessa del Galles firma un saggio dopo la visita nella città emiliana, mentre Emirati e Regno Unito varano divieti per i minori e i medici avvertono sui danni cerebrali degli schermi.

In Piazza Grande, sotto un cielo di maggio, Kate Middleton si è chinata verso i bambini di Reggio Emilia con un inchino che ha sorpreso tutti. Poco dopo ha abbracciato a lungo una ragazza disabile, dimenticando il protocollo, e a un piccolo alunno che la reclamava ha sussurrato: «Tornerò». Non era la promessa di una royal tour, ma il gesto di chi aveva appena incontrato qualcosa di essenziale. La due giorni emiliana – prima uscita all’estero dopo la malattia – l’ha portata dentro scuole, laboratori e persino in un agriturismo sui colli parmensi a impastare tortelli d’erbette. Quel viaggio è diventato la materia viva di un saggio pubblicato sul sito della sua Royal Foundation Centre for Early Childhood e affidato in esclusiva italiana al Corriere della Sera.

Nel testo, la principessa del Galles racconta che i bambini «mi danno sempre speranza» e che quelli incontrati a Reggio Emilia «emanavano» apertura, curiosità, capacità di meravigliarsi. La città, spiega, ha fatto dell’infanzia un perno comunitario fin dal dopoguerra: l’approccio dei «cento linguaggi» nato da Loris Malaguzzi tratta i piccoli come membri paritari della società, incoraggiandoli a esprimersi con ogni mezzo verbale e non verbale. Kate vi legge una lezione di umiltà, empatia e altruismo – «competenze sociali ed emotive necessarie per costruire relazioni sane». E in un passaggio che ha rimbalzato da Londra a Dubai, scrive: «In un mondo sempre più digitalizzato, dove gran parte della vita è mediata dagli schermi, il bisogno di un legame umano autentico non è mai stato così grande». La connessione, sostiene, si coltiva nella natura e nella creatività, nutrendo «consapevolezza, empatia, umiltà e, soprattutto, amore».

Quelle parole arrivano mentre due grandi economie avanzate introducono divieti di accesso ai social per i minori. Il governo britannico ha annunciato un ban per gli under 16, atteso per la prossima primavera, e negli Emirati Arabi Uniti una decisione analoga vieta le piattaforme ai minori di 15 anni. Medici e psicologi emiratini spiegano che la corteccia prefrontale, responsabile del controllo degli impulsi, non è ancora completamente sviluppata prima di quell’età, e che i social attivano circuiti dopaminergici simili a quelli delle dipendenze. Negli ambulatori di Ras al-Khaimah e Dubai si vedono già adolescenti con dolori cervicali da postura, ansia, sonno frammentato e disturbi alimentari legati all’esposizione eccessiva. Non è solo una questione di tempo davanti allo schermo: ricerche statunitensi segnalano che a due anni il 90% dei bambini ha già una moderata capacità di usare un tablet, e psicoterapeuti californiani parlano di piccoli di tre o quattro anni «già dipendenti». Parallelamente, tra i millennial e la Gen Z britannica e americana si diffonde il fenomeno dei due telefoni – uno «stupido» per le emergenze e uno smart spento per ore – come tentativo individuale di disintossicazione digitale.

Kate chiude il saggio con una conversazione avuta con un genitore della scuola dei suoi figli nel Berkshire. Alla domanda «se potessimo fare una sola cosa, quale sarebbe?», la sua risposta è stata: «Dare priorità all’amore». Non gesti sentimentali, precisa, ma «amore quieto e incondizionato, costruito sul tempo e sulla pazienza: la gioia trovata nelle cose ordinarie, la magia quotidiana della vita stessa». A Reggio Emilia aveva promesso di tornare. Forse quella promessa è anche un invito a rientrare in uno stato dell’essere che, come scrive, «conoscevamo istintivamente nell’infanzia» e che gli adulti possono provare a riscoprire – non con un device in meno, ma con uno sguardo che torna a posarsi sulle cose semplici.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 4 lingue

49%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa europea continentale
Stampa atlantica / anglosfera/ progressista
allarmepragmatismo

La visita della principessa a Reggio Emilia diventa un appello a riscoprire l'autentica connessione umana in un mondo saturo di schermi. Il suo saggio avverte che i bambini hanno bisogno di esperienze reali per prosperare, riecheggiando le crescenti preoccupazioni sul sovraccarico digitale. La narrazione suggerisce un approccio equilibrato e pragmatico alla tecnologia, mettendo in risalto la speranza e le qualità umane.

Stampa europea continentale/ mediterranea
trionfodistacco

Il viaggio della Principessa del Galles a Reggio Emilia celebra la rinomata filosofia per l'infanzia della città. Il suo saggio, pubblicato dopo la visita, mette in luce l'apertura naturale dei bambini e il modello educativo che la favorisce. La storia si concentra sull'incontro tra la regalità e una tradizione locale di infanzie felici.

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venerdì 19 giugno 2026

L’inchino di Kate a Reggio Emilia e la riscoperta dell’infanzia che il digitale non può toccare

La principessa del Galles firma un saggio dopo la visita nella città emiliana, mentre Emirati e Regno Unito varano divieti per i minori e i medici avvertono sui danni cerebrali degli schermi.

In Piazza Grande, sotto un cielo di maggio, Kate Middleton si è chinata verso i bambini di Reggio Emilia con un inchino che ha sorpreso tutti. Poco dopo ha abbracciato a lungo una ragazza disabile, dimenticando il protocollo, e a un piccolo alunno che la reclamava ha sussurrato: «Tornerò». Non era la promessa di una royal tour, ma il gesto di chi aveva appena incontrato qualcosa di essenziale. La due giorni emiliana – prima uscita all’estero dopo la malattia – l’ha portata dentro scuole, laboratori e persino in un agriturismo sui colli parmensi a impastare tortelli d’erbette. Quel viaggio è diventato la materia viva di un saggio pubblicato sul sito della sua Royal Foundation Centre for Early Childhood e affidato in esclusiva italiana al Corriere della Sera.

Nel testo, la principessa del Galles racconta che i bambini «mi danno sempre speranza» e che quelli incontrati a Reggio Emilia «emanavano» apertura, curiosità, capacità di meravigliarsi. La città, spiega, ha fatto dell’infanzia un perno comunitario fin dal dopoguerra: l’approccio dei «cento linguaggi» nato da Loris Malaguzzi tratta i piccoli come membri paritari della società, incoraggiandoli a esprimersi con ogni mezzo verbale e non verbale. Kate vi legge una lezione di umiltà, empatia e altruismo – «competenze sociali ed emotive necessarie per costruire relazioni sane». E in un passaggio che ha rimbalzato da Londra a Dubai, scrive: «In un mondo sempre più digitalizzato, dove gran parte della vita è mediata dagli schermi, il bisogno di un legame umano autentico non è mai stato così grande». La connessione, sostiene, si coltiva nella natura e nella creatività, nutrendo «consapevolezza, empatia, umiltà e, soprattutto, amore».

Quelle parole arrivano mentre due grandi economie avanzate introducono divieti di accesso ai social per i minori. Il governo britannico ha annunciato un ban per gli under 16, atteso per la prossima primavera, e negli Emirati Arabi Uniti una decisione analoga vieta le piattaforme ai minori di 15 anni. Medici e psicologi emiratini spiegano che la corteccia prefrontale, responsabile del controllo degli impulsi, non è ancora completamente sviluppata prima di quell’età, e che i social attivano circuiti dopaminergici simili a quelli delle dipendenze. Negli ambulatori di Ras al-Khaimah e Dubai si vedono già adolescenti con dolori cervicali da postura, ansia, sonno frammentato e disturbi alimentari legati all’esposizione eccessiva. Non è solo una questione di tempo davanti allo schermo: ricerche statunitensi segnalano che a due anni il 90% dei bambini ha già una moderata capacità di usare un tablet, e psicoterapeuti californiani parlano di piccoli di tre o quattro anni «già dipendenti». Parallelamente, tra i millennial e la Gen Z britannica e americana si diffonde il fenomeno dei due telefoni – uno «stupido» per le emergenze e uno smart spento per ore – come tentativo individuale di disintossicazione digitale.

Kate chiude il saggio con una conversazione avuta con un genitore della scuola dei suoi figli nel Berkshire. Alla domanda «se potessimo fare una sola cosa, quale sarebbe?», la sua risposta è stata: «Dare priorità all’amore». Non gesti sentimentali, precisa, ma «amore quieto e incondizionato, costruito sul tempo e sulla pazienza: la gioia trovata nelle cose ordinarie, la magia quotidiana della vita stessa». A Reggio Emilia aveva promesso di tornare. Forse quella promessa è anche un invito a rientrare in uno stato dell’essere che, come scrive, «conoscevamo istintivamente nell’infanzia» e che gli adulti possono provare a riscoprire – non con un device in meno, ma con uno sguardo che torna a posarsi sulle cose semplici.

Divergenza delle fonti

Società e Cultura · 5 testate · 4 lingue

49%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole57%
Critico43%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 4 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa europea continentale
Stampa atlantica / anglosfera/ progressista
allarmepragmatismo

La visita della principessa a Reggio Emilia diventa un appello a riscoprire l'autentica connessione umana in un mondo saturo di schermi. Il suo saggio avverte che i bambini hanno bisogno di esperienze reali per prosperare, riecheggiando le crescenti preoccupazioni sul sovraccarico digitale. La narrazione suggerisce un approccio equilibrato e pragmatico alla tecnologia, mettendo in risalto la speranza e le qualità umane.

Stampa europea continentale/ mediterranea
trionfodistacco

Il viaggio della Principessa del Galles a Reggio Emilia celebra la rinomata filosofia per l'infanzia della città. Il suo saggio, pubblicato dopo la visita, mette in luce l'apertura naturale dei bambini e il modello educativo che la favorisce. La storia si concentra sull'incontro tra la regalità e una tradizione locale di infanzie felici.

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