
L’Europa convoca gli ambasciatori russi e impone sanzioni per la campagna di sabotaggio informatico
Francia, Germania e Paesi Bassi reagiscono a un’ondata di attacchi cibernetici attribuiti all’FSB e al GRU, mentre l’Unione Europea e il Regno Unito varano nuove misure restrittive coordinate.
Tre capitali europee – Parigi, Berlino e Amsterdam – hanno annunciato in rapida successione la convocazione degli ambasciatori russi, accompagnata da pacchetti di sanzioni mirate contro individui ed entità legati ai servizi di sicurezza di Mosca. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato che la Francia sanzionerà nove persone e quattro organismi responsabili di una «vasta campagna informatica orchestrata dall’FSB», mentre il governo tedesco ha parlato di «attacchi cibernetici ostili» e i Paesi Bassi hanno denunciato intrusioni in telecamere private lungo le rotte di trasporto di materiale militare. L’Unione Europea, con il sostegno del Regno Unito, ha adottato un nuovo quadro sanzionatorio che colpisce ufficiali del GRU, gruppi di criminali informatici e società private, accusando la Russia di aver costruito un «ecosistema cibernetico malevolo» che integra attori statali e non statali.
Secondo le cancellerie europee, gli attacchi – condotti contro ministeri, aziende e infrastrutture critiche in almeno dieci Paesi, tra cui Polonia, Finlandia, Romania e Cipro – avevano un duplice obiettivo: lo spionaggio industriale e il sabotaggio operativo. Barrot ha citato esplicitamente il caso delle ferrovie polacche, già colpite nel novembre 2025 da un’operazione che Varsavia definì «atto di terrorismo di Stato». Fonti diplomatiche di Bruxelles sottolineano che la campagna rientra in una strategia di guerra ibrida più ampia, fatta di incursioni aeree, avvistamenti di droni su basi NATO e interferenze nei processi elettorali, e che la risposta coordinata di oggi mira a innalzare il costo delle operazioni clandestine senza chiudere i canali di dialogo.
Da Mosca, il Cremlino respinge le accuse come infondate. Il portavoce Dmitrij Peskov ha bollato la «coalizione dei volenterosi» – il gruppo di alleati dell’Ucraina riunito oggi a Parigi – come una «coalizione di guerrafondai», mentre il presidente Vladimir Putin, in un incontro con le agenzie di stampa internazionali a giugno, aveva già definito le denunce europee un pretesto per giustificare «piani aggressivi» contro la Federazione Russa. La portavoce del ministero degli Esteri russo non ha ancora commentato le convocazioni, ma fonti vicine all’amministrazione presidenziale fanno notare che l’espulsione di due addetti militari dall’Italia, avvenuta il 9 luglio, rientra nella stessa dinamica di pressione diplomatica che Mosca considera una provocazione.
Per l’Italia, che non figura tra i Paesi direttamente colpiti da questa ondata, la vicenda ha un riflesso immediato nella tenuta del fronte europeo sulle sanzioni e nella sicurezza delle reti infrastrutturali transfrontaliere. Analisti di Bruxelles osservano che il pacchetto odierno, il ventunesimo dall’inizio del conflitto ucraino, segnala la volontà dell’UE di mantenere la pressione su Mosca anche sul terreno immateriale della cybersicurezza, mentre il governo britannico ha colpito 24 tra individui ed entità legate a reti proxy dei servizi russi. La Francia, che ospita il vertice della coalizione a sostegno di Kiev, ha rivendicato la capacità di rilevare e neutralizzare le intrusioni grazie ai dispositivi di Viginum e dell’Anssi, definiti da Barrot «tra i più avanzati in Europa». Le sanzioni entreranno in vigore nei prossimi giorni, parallelamente alla convocazione degli ambasciatori, mentre il Consiglio Affari Esteri dell’UE è atteso a breve per formalizzare l’estensione delle misure restrittive.
| Stampa russa e CSI | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.80 | critical |
La Russia respinge le accuse infondate e denuncia la mancanza di prove, presentandosi come vittima di una campagna di disinformazione occidentale.
Il blocco russo enfatizza l'assenza di prove per invertire l'accusa e presentare la Russia come bersaglio di una campagna coordinata di diffamazione.
Il blocco russo omette i dettagli specifici delle presunte attività informatiche e la risposta coordinata di diversi paesi europei.
L'Europa agisce con fermezza contro la minaccia informatica russa, difendendo la propria sicurezza e sovranità.
Il blocco atlantico presenta le accuse come fatti accertati e sottolinea la risposta coordinata per legittimare le sanzioni come necessarie e proporzionate.
Il blocco atlantico omette la negazione russa e la mancanza di prove pubbliche, trattando le accuse come indiscutibili.
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