Accedi
Edizione delle 16:00 CETdomenica 5 luglio 2026
311 testate · 17 lingue815 briefing oggi
Geopolitica e Politicamartedì 30 giugno 2026

L’esultanza del ministro Usa per l’Iran fuori dal Mondiale e la sfida di Teheran: ‘Non siete degni’

Markwayne Mullin ha dichiarato di aver ballato per l’eliminazione della squadra iraniana, provocando la sarcastica replica del capo della diplomazia Abbas Araghchi e riaprendo la ferita dei rapporti tra i due paesi.

La gioia espressa dal segretario alla Sicurezza interna statunitense Markwayne Mullin per l’uscita dell’Iran dal Mondiale 2026 – «ho ballato e cantato», ha detto – ha innescato un duro scambio diplomatico con Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto con un tweet al vetriolo: «Mission accomplished, signor Mullin. Avete anche dimostrato al mondo di non avere alcun titolo per ospitare un torneo internazionale». L’episodio, che ha immediatamente fatto il giro dei media globali, getta un’ombra sulla capacità degli Stati Uniti di garantire un clima di neutralità e rispetto nelle manifestazioni sportive.

Secondo fonti dell’amministrazione Trump, le restrizioni imposte alla delegazione iraniana – base logistica a Tijuana, in Messico, e obbligo di lasciare il territorio americano subito dopo ogni partita – erano motivate da ragioni di sicurezza. Mullin ha sostenuto che quasi la metà degli accompagnatori proposti da Teheran aveva legami diretti con i Guardiani della rivoluzione, organizzazione considerata terroristica da Washington. Da Teheran, invece, si denuncia una campagna di ostilità premeditata: il ct Amir Ghalenoei ha parlato di «squadra più oppressa del torneo», mentre la federazione ha presentato reclami ufficiali alla Fifa. La risposta del portavoce della nazionale iraniana è stata ancora più tagliente, evocando il bombardamento americano di una scuola a Minab, nel febbraio scorso, che secondo il New York Times sarebbe stato attribuito a un errore militare statunitense e che costò la vita a 168 bambini – un episodio che i giocatori iraniani hanno ricordato con un distintivo durante le partite.

La vicenda si inserisce in un contesto di altissima tensione tra i due paesi, reduci da un conflitto armato nel Golfo Persico proprio all’inizio del 2026. Le misure restrittive, compreso il ritiro dei visti per alcuni dirigenti come il presidente federale Mehdi Taj (ex comandante dei pasdaran), avevano già sollevato critiche da parte di osservatori europei e sudamericani, che vi leggevano una violazione dello spirito di accoglienza che dovrebbe contraddistinguere un paese ospitante. La Fifa, dal canto suo, non ha ancora commentato le dichiarazioni di Mullin, ma il presidente Gianni Infantino aveva in precedenza ammesso di non poter «controllare tutto». Alcuni europarlamentari hanno chiesto un’indagine sul premio per la pace assegnato dalla stessa Fifa a Donald Trump, segno di un crescente disagio verso la commistione tra sport e politica.

Al di là delle polemiche, l’eliminazione dell’Iran – giunta per differenza reti dopo tre pareggi nel girone – lascia sul tavolo interrogativi sulla credibilità del modello organizzativo americano in vista di futuri grandi eventi. La prossima Coppa del Mondo per club e le Olimpiadi di Los Angeles 2028 potrebbero risentire di questo clima di sfiducia. Per il momento, il dossier resta aperto: la Fifa non ha avviato procedimenti formali, ma le diplomazie di diversi continenti seguono con attenzione l’evolversi della situazione, consapevoli che il precedente potrebbe ridefinire gli standard di condotta per i paesi ospitanti.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

60%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affiniStampa atlantica / anglosfera
Stampa iraniana e affini/ Regime
IndignazioneVittimismoRevanscismo

Il gesto del capo della sicurezza interna statunitense, che ha danzato per festeggiare l'eliminazione dell'Iran dai Mondiali, è una provocazione deliberata e un insulto alla dignità nazionale. La reazione diplomatica iraniana è giusta e necessaria per difendere l'onore del paese. L'episodio dimostra l'ostilità sistematica degli Stati Uniti verso l'Iran.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
TrionfoScetticismoIronia

La reazione del capo della sicurezza interna USA è stata un'innocua espressione di gioia per l'eliminazione di una squadra di un regime oppressivo. Le proteste iraniane sono esagerate e strumentali, tipiche di un governo che cerca di distrarre dai propri fallimenti interni. L'episodio non merita un vero scandalo diplomatico.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Trump celebra i 250 anni degli USA: elogi, attacchi ai ‘comunisti’ e un’America divisa·Hayabusa2 sfiora Torifune, la difesa planetaria si fa strada·Russia accusa Kiev di aver rifiutato tregua per la restituzione delle salme a Kostiantynivka·250 anni di indipendenza USA: Trump unisce patriottismo e campagna elettorale, mentre il caldo estremo sconvolge i festeggiamenti·Nel 2025 la cultura pop rifugge l’oblio: i giocattoli tornano, Madonna si confessa, Lizzo appende manifesti·Kim Jong Un accelera il riarmo navale nucleare dai ponti del cacciatorpediniere Kang Kon·Dumfries al Real Madrid: 20 milioni per il laterale che completa la rivoluzione di Mourinho·Mbappé: «Sappiamo giocare sporco», la Francia avanza tra le polemiche·Trump celebra i 250 anni degli USA: elogi, attacchi ai ‘comunisti’ e un’America divisa·Hayabusa2 sfiora Torifune, la difesa planetaria si fa strada·Russia accusa Kiev di aver rifiutato tregua per la restituzione delle salme a Kostiantynivka·250 anni di indipendenza USA: Trump unisce patriottismo e campagna elettorale, mentre il caldo estremo sconvolge i festeggiamenti·Nel 2025 la cultura pop rifugge l’oblio: i giocattoli tornano, Madonna si confessa, Lizzo appende manifesti·Kim Jong Un accelera il riarmo navale nucleare dai ponti del cacciatorpediniere Kang Kon·Dumfries al Real Madrid: 20 milioni per il laterale che completa la rivoluzione di Mourinho·Mbappé: «Sappiamo giocare sporco», la Francia avanza tra le polemiche·
Agg. 23:023 lingue · 3 testate
PrecedenteGeopolitica e PoliticaSuccessivo
3 testate|3 lingue|3 min lettura
martedì 30 giugno 2026

L’esultanza del ministro Usa per l’Iran fuori dal Mondiale e la sfida di Teheran: ‘Non siete degni’

Markwayne Mullin ha dichiarato di aver ballato per l’eliminazione della squadra iraniana, provocando la sarcastica replica del capo della diplomazia Abbas Araghchi e riaprendo la ferita dei rapporti tra i due paesi.

La gioia espressa dal segretario alla Sicurezza interna statunitense Markwayne Mullin per l’uscita dell’Iran dal Mondiale 2026 – «ho ballato e cantato», ha detto – ha innescato un duro scambio diplomatico con Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto con un tweet al vetriolo: «Mission accomplished, signor Mullin. Avete anche dimostrato al mondo di non avere alcun titolo per ospitare un torneo internazionale». L’episodio, che ha immediatamente fatto il giro dei media globali, getta un’ombra sulla capacità degli Stati Uniti di garantire un clima di neutralità e rispetto nelle manifestazioni sportive.

Secondo fonti dell’amministrazione Trump, le restrizioni imposte alla delegazione iraniana – base logistica a Tijuana, in Messico, e obbligo di lasciare il territorio americano subito dopo ogni partita – erano motivate da ragioni di sicurezza. Mullin ha sostenuto che quasi la metà degli accompagnatori proposti da Teheran aveva legami diretti con i Guardiani della rivoluzione, organizzazione considerata terroristica da Washington. Da Teheran, invece, si denuncia una campagna di ostilità premeditata: il ct Amir Ghalenoei ha parlato di «squadra più oppressa del torneo», mentre la federazione ha presentato reclami ufficiali alla Fifa. La risposta del portavoce della nazionale iraniana è stata ancora più tagliente, evocando il bombardamento americano di una scuola a Minab, nel febbraio scorso, che secondo il New York Times sarebbe stato attribuito a un errore militare statunitense e che costò la vita a 168 bambini – un episodio che i giocatori iraniani hanno ricordato con un distintivo durante le partite.

La vicenda si inserisce in un contesto di altissima tensione tra i due paesi, reduci da un conflitto armato nel Golfo Persico proprio all’inizio del 2026. Le misure restrittive, compreso il ritiro dei visti per alcuni dirigenti come il presidente federale Mehdi Taj (ex comandante dei pasdaran), avevano già sollevato critiche da parte di osservatori europei e sudamericani, che vi leggevano una violazione dello spirito di accoglienza che dovrebbe contraddistinguere un paese ospitante. La Fifa, dal canto suo, non ha ancora commentato le dichiarazioni di Mullin, ma il presidente Gianni Infantino aveva in precedenza ammesso di non poter «controllare tutto». Alcuni europarlamentari hanno chiesto un’indagine sul premio per la pace assegnato dalla stessa Fifa a Donald Trump, segno di un crescente disagio verso la commistione tra sport e politica.

Al di là delle polemiche, l’eliminazione dell’Iran – giunta per differenza reti dopo tre pareggi nel girone – lascia sul tavolo interrogativi sulla credibilità del modello organizzativo americano in vista di futuri grandi eventi. La prossima Coppa del Mondo per club e le Olimpiadi di Los Angeles 2028 potrebbero risentire di questo clima di sfiducia. Per il momento, il dossier resta aperto: la Fifa non ha avviato procedimenti formali, ma le diplomazie di diversi continenti seguono con attenzione l’evolversi della situazione, consapevoli che il precedente potrebbe ridefinire gli standard di condotta per i paesi ospitanti.

Divergenza delle fonti

Geopolitica e Politica · 3 testate · 3 lingue

60%Alta

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole17%
Critico83%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affiniStampa atlantica / anglosfera
Stampa iraniana e affini/ Regime
IndignazioneVittimismoRevanscismo

Il gesto del capo della sicurezza interna statunitense, che ha danzato per festeggiare l'eliminazione dell'Iran dai Mondiali, è una provocazione deliberata e un insulto alla dignità nazionale. La reazione diplomatica iraniana è giusta e necessaria per difendere l'onore del paese. L'episodio dimostra l'ostilità sistematica degli Stati Uniti verso l'Iran.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
TrionfoScetticismoIronia

La reazione del capo della sicurezza interna USA è stata un'innocua espressione di gioia per l'eliminazione di una squadra di un regime oppressivo. Le proteste iraniane sono esagerate e strumentali, tipiche di un governo che cerca di distrarre dai propri fallimenti interni. L'episodio non merita un vero scandalo diplomatico.

Questa notizia è apparsa su

3 testate · 3 lingue

Allarga lo sguardo

Da Economy & Markets

Auto, crescita a due velocità: Brasile e Russia accelerano, l’Indonesia resta in attesa

4 lingue · 10 testate

Da Technology

L’intelligenza artificiale accelera senza controllo: le risposte normative da Mosca a Bruxelles

5 lingue · 18 testate

Da Science & Health

Così l'esercizio regolare dimezza il rischio infarto: le nuove mappe della salute

5 lingue · 11 testate

Leggi di più