
L’Africa riscrive i record mondiali: nove su dieci agli ottavi
Il presidente della CAF Motsepe celebra la storica percentuale di qualificazione e annuncia un vertice tecnico in vista del 2030, mentre la Coppa d’Africa si allarga a 28 squadre.
Nove delle dieci nazionali africane iscritte al Mondiale 2026 hanno superato la fase a gironi, un traguardo che ridisegna la geografia del calcio globale. Solo la Tunisia è rimasta esclusa, mentre Marocco ed Egitto hanno spinto la propria corsa fino ai quarti e agli ottavi di finale. Per la prima volta il continente ha portato il 90% delle proprie rappresentanti alla fase a eliminazione diretta, una percentuale che ridimensiona il 40% del 2022 e lo zero del 2018. Il dato, snocciolato dal presidente della Confederazione africana Patrice Motsepe in una conferenza a Johannesburg, è stato accolto dagli osservatori del calcio africano come la conferma di un salto di qualità tecnico e organizzativo a lungo atteso.
L’exploit non è stato casuale. Il nuovo formato a 48 squadre ha offerto più slot, ma l’Africa ha saputo trasformare la quantità in rendimento: con il 20,8% delle partecipanti totali, ha piazzato il 28,1% delle squadre agli ottavi, seconda solo all’Europa. Capo Verde, Senegal, Costa d’Avorio, RD Congo, Sudafrica, Ghana e Algeria hanno tutte lasciato il segno, mentre il Marocco ha centrato i quarti per la seconda edizione consecutiva. Motsepe ha parlato di «progressi significativi» e ha già individuato aree di miglioramento, annunciando un simposio con tecnici, ex giocatori ed esperti per mettere a punto le raccomandazioni in vista del Mondiale 2030.
La spinta riformatrice non si ferma alla rassegna iridata. La CAF ha ufficializzato l’allargamento della Coppa d’Africa a 28 squadre a partire dall’edizione 2027, che sarà ospitata per la prima volta in Africa orientale da Kenya, Uganda e Tanzania. Il nuovo format prevede sette gironi da quattro, con le prime due e le due migliori terze agli ottavi. Secondo l’ottica della Confederazione, l’obiettivo è allargare la base competitiva e offrire a più paesi l’esperienza del grande palcoscenico, in un percorso che nel 2019 aveva già portato il torneo da 16 a 24 squadre.
Parallelamente, il calcio femminile africano riceve un’iniezione di risorse senza precedenti. Il montepremi della Coppa d’Africa femminile in programma a luglio in Marocco è stato portato a 5,8 milioni di dollari, con un aumento del 67% rispetto all’edizione precedente. La vincitrice incasserà due milioni di dollari, il doppio del 2024, mentre ogni partecipante riceverà 150mila dollari di gettone. L’intervento, che porta la crescita complessiva del prize money a oltre il 900% dall’inizio dell’attuale gestione, è letto dagli addetti ai lavori come un tassello di una strategia più ampia per rendere il calcio africano competitivo a ogni latitudine.
Il prossimo banco di prova sarà il vertice tecnico convocato dalla CAF, che dovrà tradurre l’entusiasmo in un piano di sviluppo sostenibile. Sul tavolo ci sono anche le richieste di allargamento delle competizioni per club e il potenziamento delle infrastrutture, con l’obiettivo dichiarato di dotare ogni federazione di uno stadio a norma. Le qualificazioni per la Coppa d’Africa 2027 scatteranno a settembre, mentre il Ghana, eliminato dalla Colombia ai sedicesimi mondiali, è già proiettato sul girone C che lo attende insieme a Costa d’Avorio, Somalia e Gambia.
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Il presidente della CAF proclama il record come successo collettivo africano e progetto di crescita.
Si utilizzano dichiarazioni ufficiali e dati percentuali per trasformare un evento sportivo in una narrazione di progresso continentale.
Il CAF annuncia riforme strutturali per ampliare la partecipazione e aumentare i premi nelle competizioni africane.
Riportando decisioni senza celebrare il record mondiale, la narrazione si sposta sullo sviluppo istituzionale e sulla pianificazione futura.
Il blocco non menziona il record mondiale delle squadre africane, concentrandosi invece esclusivamente sulle decisioni strutturali del CAF.
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