
L’AfD in Sassonia-Anhalt delinea il programma dei primi cento giorni: espulsioni, lavoro coatto e bandiere nazionali
Il congresso di Magdeburgo rilancia la linea radicale del partito, dato oltre il 40% nei sondaggi, mentre il leader Reichardt viene riconfermato nonostante la polemica sul saluto hitleriano.
Il congresso regionale dell’Alternative für Deutschland (AfD) a Magdeburgo ha messo in fila, in un programma per i primi cento giorni di governo, le priorità di un’eventuale amministrazione di estrema destra in Sassonia-Anhalt. Il candidato di punta Ulrich Siegmund ha illustrato ai delegati un decalogo che prevede la disdetta dei trattati sul servizio pubblico radiotelevisivo, l’obbligo di lavoro per i richiedenti asilo, il taglio dei fondi alle fondazioni vicine ai partiti e ai progetti di promozione della democrazia, e l’introduzione di classi separate per i figli di stranieri con permesso di soggiorno a termine. Sul piano simbolico, il programma impone il divieto di esporre la bandiera arcobaleno nelle scuole, sostituita dall’obbligo di issare ogni giorno la bandiera federale tedesca, e trasforma lo slogan istituzionale del Land da “#moderndenken” a “#deutschdenken”. Il documento, che non è stato formalmente votato per il mancato rispetto dei termini statutari, condensa la piattaforma völkisch-autoritaria con cui il partito si presenta alle elezioni regionali del 6 settembre.
La presentazione del piano è stata preceduta dalla riconferma con l’89% dei voti del presidente regionale Martin Reichardt, figura collocata nell’ala più radicale del partito e recentemente al centro di una controversia per una fotografia che, secondo diversi osservatori, lo ritrarrebbe mentre accenna il saluto hitleriano. Reichardt ha aperto i lavori attaccando con durezza l’Unione cristiano-democratica (CDU) del ministro-presidente Sven Schulze, accusata di mentire quando esclude collaborazioni con la Linke e definita una “pseudoconservatrice che penzola dai fili degli estremisti di sinistra”. Secondo gli analisti della politica interna tedesca, la strategia dell’AfD punta a capitalizzare un consenso che i sondaggi collocano stabilmente oltre il 40%, ben davanti alla CDU, e a rendere credibile l’ipotesi di un governo monocolore di destra radicale, il primo in un Land tedesco dal 1945.
Dal punto di vista delle istituzioni di sicurezza, l’Ufficio per la protezione della Costituzione della Sassonia-Anhalt classifica il partito come “sicuramente estremista di destra”. Le misure annunciate – dall’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia alla riduzione del numero dei ministeri, fino alla campagna per la “bellezza della storia tedesca” in chiave turistica – sono lette a Bruxelles e in altre capitali europee come un banco di prova per la tenuta del cordone sanitario democratico in Germania. La stampa italiana ha parlato di “piano shock”, mentre osservatori del mondo arabo hanno sottolineato la centralità della promessa di espellere i migranti irregolari “dal primo minuto”, utilizzando ogni margine legale, compresa la detenzione amministrativa in vista del rimpatrio.
Sul piano finanziario, il programma dell’AfD sconta però una tensione irrisolta tra i tagli annunciati – alle fondazioni, ai progetti per il clima e alle iniziative contro il razzismo – e le nuove spese promesse, come il bonus patente di 1.500 euro per gli apprendisti o il potenziamento della polizia penitenziaria. Interrogato sulla tempistica di misure costose quali l’assegno di benvenuto per i neonati o la gratuità degli asili nido, Siegmund ha rinviato ogni decisione al momento in cui vi sarà “libertà di bilancio”. Il voto del 6 settembre dirà se l’AfD otterrà la maggioranza assoluta o se sarà costretta a cercare alleati, scenario che al momento nessun altro partito contempla. La campagna elettorale entra così nella fase decisiva con la prospettiva, per la Germania e per l’Europa, di un terremoto politico dai contorni ancora tutti da definire.
| Stampa europea continentale | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | −0.10 | neutral |
L'Europa continentale denuncia il programma dell'AfD come una minaccia esistenziale: espulsioni di massa, lavoro coatto e simboli nazionalisti sono un ritorno al peggior passato tedesco.
Si stabilisce un parallelo diretto tra le proposte dell'AfD e le politiche naziste, usando termini come 'lavoro coatto' e 'Hitlergruß' per evocare la memoria storica e delegittimare il partito.
Viene omesso qualsiasi accenno alle giustificazioni dell'AfD, come la sicurezza o la preservazione culturale, e non si dà spazio alle critiche che altri partiti rivolgono all'AfD da posizioni opposte.
Il Golfo arabo registra con distacco le promesse dell'AfD: espulsioni di migranti irregolari sono un punto programmatico come un altro, senza enfasi sulla loro radicalità.
Si adotta un tono piatto e descrittivo, elencando le misure senza aggettivi valutativi, il che normalizza la proposta come parte del dibattito politico ordinario.
Vengono omessi gli elementi più estremi del programma, come il lavoro coatto e il divieto di bandiere arcobaleno, che pure sono presenti nei resoconti europei.
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