
Kiev sotto il più grande attacco missilistico balistico dall’inizio della guerra
La Russia ha lanciato 41 missili e 125 droni sulla capitale ucraina, uccidendo una persona e ferendone 13, mentre cresce la pressione per nuovi sistemi di difesa aerea.
Nella notte tra sabato e domenica, la Russia ha lanciato su Kiev il più massiccio attacco con missili balistici dall’inizio dell’invasione su larga scala del 2022. Secondo le forze aeree ucraine, sono stati impiegati 41 missili di vario tipo – di cui almeno 25 balistici, inclusi Iskander e ipersonici Zircon – e 125 droni d’attacco. Le difese aeree hanno intercettato 18 missili e 108 droni, ma le esplosioni hanno squarciato la notte per oltre un’ora, provocando un morto e almeno 13 feriti, incendi in cinque distretti e danni a edifici residenziali, un dormitorio, un supermercato e magazzini.
Il ministro degli Esteri ucraino ad interim, Andrii Sybiha, ha denunciato su X «il più grande numero di missili balistici dall’inizio della guerra – circa quattro dozzine – in un brutale attacco terroristico contro la capitale ucraina», chiedendo «risposte adeguate e forti» e una «pressione devastante su Mosca». Da parte russa, il ministero della Difesa ha rivendicato un attacco contro obiettivi militari, citando impianti di produzione di droni Flamingo e componenti per missili Neptune, oltre a un terminale postale usato per assemblare droni e sistemi di guerra elettronica. Secondo analisti occidentali, l’attacco si inserisce in una strategia di logoramento delle difese aeree ucraine, già provate dalla carenza di intercettori Patriot.
L’Ucraina sta affrontando una cronica penuria di missili Patriot, i soli in grado di contrastare efficacemente i vettori balistici. Nelle ultime settimane, gli attacchi russi con questo tipo di armi si sono intensificati: secondo fonti di Kiev, solo a luglio si sono registrati almeno sette raid balistici sulla capitale. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Washington e Kiev hanno raggiunto un’intesa politica per la concessione di licenze che consentirebbero all’Ucraina di produrre intercettori Patriot sul proprio territorio, con l’obiettivo di avviare la produzione entro fine anno. Tuttavia, secondo fonti diplomatiche europee, i dettagli tecnici e la tempistica restano incerti, mentre la pressione sui partner occidentali affinché accelerino le forniture di sistemi antimissile si fa sempre più stringente.
L’attacco su Kiev è giunto a poche ore da un’incursione ucraina con droni che ha colpito due grandi magazzini della piattaforma di e-commerce Wildberries nelle regioni russe di Tambov e Mosca, uccidendo otto persone e ferendone oltre sessanta. Secondo Kiev, quei siti erano utilizzati per lo stoccaggio di componenti destinati alla produzione di droni e apparecchiature di navigazione per le forze armate russe. La sequenza di azioni e reazioni evidenzia un innalzamento della soglia di rischio: per la prima volta, secondo analisti militari, la Russia ha concentrato in un singolo attacco un numero di missili balistici paragonabile a quelli impiegati nelle fasi più acute del conflitto, mentre l’Ucraina ha rivendicato anche attacchi notturni contro due petroliere russe nel Mar Nero e una gru galleggiante nel Mar d’Azov.
Sul piano diplomatico, la richiesta ucraina di nuovi sistemi di difesa aerea sarà al centro del prossimo vertice dei ministri della Difesa della Nato, previsto per la fine di luglio. Secondo fonti dell’Alleanza, si discuterà anche di un meccanismo accelerato per la produzione su licenza dei Patriot, che potrebbe coinvolgere consorzi industriali europei. Nel frattempo, il Cremlino continua a condizionare qualsiasi ipotesi di tregua al riconoscimento delle annessioni territoriali, mentre l’amministrazione statunitense, secondo indiscrezioni di stampa, starebbe valutando un pacchetto di aiuti militari supplementari da sottoporre al Congresso entro l’estate. La partita della difesa aerea si conferma così il crocevia tecnico e politico su cui si gioca la tenuta ucraina nei prossimi mesi.
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.40 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.20 | neutral |
La Russia ha sferrato un attacco terroristico senza precedenti contro Kiev, uccidendo e ferendo civili. L'Ucraina chiede una risposta forte.
Citando le autorità ucraine e usando il termine 'attacco terroristico', si crea una cornice giuridico-morale che condanna l'azione russa senza menzionare le contromisure ucraine.
Non viene menzionato l'attacco ucraino con droni contro magazzini russi, che ha causato vittime e danni.
La Russia ha colpito Kiev con missili balistici, mentre l'Ucraina ha continuato i suoi attacchi con droni su siti russi. Entrambe le parti subiscono e infliggono danni.
Presentando gli attacchi in sequenza e usando un linguaggio simmetrico ('meanwhile', 'continued its own assault'), si normalizza l'idea di una guerra di attrito reciproco.
La Russia ha lanciato un attacco missilistico su Kiev, causando una vittima e feriti. Le autorità ucraine hanno riferito di aver abbattuto 18 missili.
Utilizzando un linguaggio fattuale e citando fonti ufficiali senza aggettivi valutativi, si presenta l'evento come una notizia di cronaca, evitando di prendere posizione.
Non viene menzionato l'attacco ucraino con droni contro magazzini russi, che faceva parte della stessa notte di attacchi reciproci.
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