
Kenya, il lockdown di Nairobi e la memoria delle proteste Gen Z
A due anni dalle manifestazioni anti-tasse, il governo blinda la capitale mentre i giovani commemorano le vittime e chiedono giustizia.
Il 25 giugno 2026, la polizia keniota ha sigillato le principali arterie di accesso a Nairobi con posti di blocco e barriere di filo spinato, paralizzando il trasporto pubblico e privato, mentre il Paese commemorava il secondo anniversario delle proteste guidate dalla Generazione Z contro il Finance Bill del 2024. Le misure, descritte dalle autorità come necessarie per garantire l’ordine pubblico, hanno di fatto isolato il quartiere centrale degli affari, con ripercussioni su migliaia di pendolari e attività commerciali.
Secondo fonti governative, il presidente William Ruto ha ribadito il diritto costituzionale a manifestare pacificamente, ma ha messo in guardia contro disordini e distruzione di proprietà. Il ministro dell’Interno Kipchumba Murkomen ha dichiarato che la polizia era pronta a proteggere i manifestanti, dopo aver ricevuto le notifiche previste. Tuttavia, secondo gli organizzatori delle commemorazioni, l’obiettivo era onorare le oltre sessanta vittime delle proteste del 2024 e le ulteriori decine di morti durante le manifestazioni del 2025, e rilanciare le richieste di riforme della polizia, responsabilità per gli abusi e sollievo economico. A Mombasa, una marcia commemorativa si è svolta pacificamente dopo un’intesa con le autorità locali, mentre a Kisumu centinaia di giovani hanno preferito registrarsi per il voto in vista delle elezioni del 2027, segnando un parziale spostamento dalla piazza alle urne.
Le barricate hanno scatenato la reazione della Commissione per i diritti umani del Kenya, che ha denunciato la violazione di un ordine dell’Alta Corte del 2025 che vietava l’ostruzione delle strade senza preavviso, e ha chiesto la rimozione immediata dei blocchi. Secondo l’Independent Policing Oversight Authority, un organismo di controllo, almeno 127 persone sono state uccise dalle forze di sicurezza durante le proteste degli ultimi due anni, in un clima di quasi totale impunità. Il movimento Gen Z, nato dall’opposizione a nuove tasse e alla corruzione, ha incrinato le tradizionali divisioni etniche e si è affermato come un attore politico fluido, capace di mobilitazione digitale. Secondo analisti politici locali, il presidente Ruto, già accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale per le violenze post-elettorali del 2007-2008 (caso poi archiviato), sta cercando di contenere il dissenso in vista delle elezioni del 2027, mentre l’opposizione appare frammentata.
Il governo ha annunciato un fondo di quasi 15 milioni di dollari per risarcire circa 2.000 vittime di abusi tra il 2017 e il 2025, ma le organizzazioni per i diritti umani lo hanno respinto, denunciando esclusioni, indennizzi inadeguati e mancanza di trasparenza. Le proteste commemorative sono proseguite in diverse città, con scontri segnalati a Githurai, dove la polizia ha usato gas lacrimogeni. Il dossier resta aperto: la magistratura dovrà pronunciarsi sul rispetto dell’ordine della Corte, mentre il Paese si avvia verso un ciclo elettorale che, secondo osservatori regionali, potrebbe acuire le tensioni tra la necessità di ordine pubblico e la tutela dei diritti civili.
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Lo Stato keniota ha risposto alle proteste commemorative con un'imponente dimostrazione di forza, bloccando strade chiave e schierando ingenti forze di sicurezza intorno al parlamento. A Mombasa, invece, i giovani si sono riuniti pacificamente in abiti neri per una funzione religiosa in memoria delle vittime delle manifestazioni anti-tasse del 2024. I sopravvissuti portano ancora cicatrici fisiche ed emotive, mentre la dura risposta della polizia riporta alla mente le brutalità del passato.
Il Kenya commemora il secondo anniversario delle letali proteste contro la legge finanziaria del 2024, tra timori di nuove violenze. La repressione poliziesca di due anni fa ha causato oltre 60 morti e centinaia di feriti, e ora i gruppi della società civile temono la risposta del governo alle nuove manifestazioni. Gli osservatori notano che il ricorso alla violenza di Stato è diventato sempre più diffuso in Kenya negli ultimi anni.
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