Accedi
Edizione delle 16:00 CETgiovedì 25 giugno 2026
307 testate · 17 lingue981 briefing oggi
Giustizia e Dirittomercoledì 24 giugno 2026

Kennedy Center: il giudice vuole spiegazioni sul telone che copre la facciata

Dopo l'ordine di rimuovere il nome di Trump, un telone e impalcature oscurano l'iscrizione originale. Il magistrato federale fissa al 31 luglio il termine per un rapporto congiunto.

Un giudice federale di Washington ha intimato al consiglio di amministrazione del Kennedy Center di fornire, entro la fine di luglio, spiegazioni dettagliate sulla presenza di un telone bianco e di un’impalcatura che ancora coprono la facciata dell’edificio, nonostante il nome dell’ex presidente Donald Trump sia stato rimosso nella notte del 13 giugno in ottemperanza a un ordine del tribunale. Il magistrato Christopher Cooper, nominato durante la presidenza Obama, ha stabilito che le informazioni dovranno essere contenute in un rapporto congiunto tra le parti, da depositare entro sette giorni dalla prossima riunione del consiglio di amministrazione o comunque non oltre il 31 luglio, se le strutture non saranno state smantellate prima.

La vicenda affonda le radici nella decisione del board, rinnovato da Trump con l’inserimento di propri fedelissimi, di ribattezzare a dicembre il centro «Trump Kennedy Center», accostando il nome del tycoon a quello di John F. Kennedy. Secondo i legali della deputata democratica Joyce Beatty, membro ex officio del consiglio e ricorrente nella causa, la ridenominazione violava la legge istitutiva del 1964, che attribuisce al Congresso il potere di assegnare il nome al centro. A maggio il giudice Cooper aveva accolto questa tesi, ordinando la rimozione di ogni riferimento a Trump e sospendendo in via provvisoria la chiusura per due anni dell’istituzione, giudicata frutto di una valutazione «insufficiente e unilaterale» dei costi e dei benefici.

Per l’amministrazione Trump, il nome dell’ex presidente era stato completamente cancellato dalla facciata entro la scadenza del 12 giugno. Tuttavia, il telone e l’impalcatura sono rimasti al loro posto. Secondo i rappresentanti del Kennedy Center, le strutture servirebbero per lavori di riparazione del rivestimento in marmo, senza che sia stata indicata una data di rimozione. Di diverso avviso sono gli esponenti dell’opposizione democratica e i legali di Beatty, che in una memoria depositata lunedì hanno accusato il consiglio di «sfida petulante» e di aver trasformato il telone in una «copertura letterale» dell’iscrizione originale, con l’obiettivo di appellarsi all’ego di Trump. Il giudice Cooper ha respinto la richiesta del centro di sospendere i termini per rispondere al ricorso mentre è in corso l’appello contro l’ordinanza di maggio, e ha chiesto che il rapporto includa anche gli sviluppi sui piani per future costruzioni e per la programmazione artistica.

La disputa si inserisce in uno scontro culturale più ampio. Dopo la presa di controllo del board da parte di Trump, numerosi artisti avevano cancellato le proprie esibizioni, e secondo gli analisti di Washington la mancata programmazione di nuovi spettacoli configura di fatto una chiusura operativa, nonostante il blocco giudiziario. Il centro ha sostenuto in sede di appello che la rimozione del nome Trump comprometterebbe in modo sostanziale la raccolta fondi, perché diversi donatori sarebbero disposti a contribuire solo in presenza di quel riferimento. Il giudice ha tuttavia ribadito che la decisione sul nome spetta al Congresso, e ha lasciato aperta la possibilità di una nuova chiusura solo se basata su un’analisi più approfondita. Il prossimo passaggio atteso è il deposito del rapporto congiunto, mentre l’appello del Kennedy Center prosegue davanti alla corte federale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

41%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa europea continentale
Stampa atlantica / anglosfera
ScetticismoDistacco

Un giudice federale chiede spiegazioni sul telone e le impalcature che ancora coprono la facciata del Kennedy Center, nonostante il nome di Trump sia stato rimosso. L'amministrazione ha ottemperato all'ordine del tribunale, ma la persistenza dei materiali edili solleva interrogativi sulle intenzioni del consiglio.

Stampa europea continentale
ScetticismoDistacco

Il giudice federale che ha ordinato la rimozione del nome di Trump dal Kennedy Center ora chiede al governo di spiegare il telone e le impalcature ancora sulla facciata. L'amministrazione afferma che il nome è stato rimosso, ma lo stato di copertura dell'edificio suggerisce che la questione sia tutt'altro che chiusa.

Articoli correlati

Leggi di più
Ultim'ora
Bayer trionfa alla Corte Suprema sul glifosato, ma il movimento salutista si allontana da Trump·Dalla posata di plastica all’orario dei pasti: i gesti quotidiani che ridisegnano la salute metabolica·Registro cellulari in Messico: proroga scaglionata fino a dicembre, ma restano i dubbi sulla privacy·L’intelligenza artificiale alza i prezzi di Apple: rincari fino a 300 dollari su Mac e iPad·Mondiali 2026, Sudafrica-Canada apre gli ottavi; la Russia torna in campo con l’Under 15·Venezuela, doppio terremoto in 39 secondi: un raro ‘doblete sismico’ e oltre 160 morti·La cartilla, il portale, il test: i riti di passaggio dell’estate 2026·Mondiale 2026: Ecuador all’ultima spiaggia, Giappone e Svezia per il Brasile·Bayer trionfa alla Corte Suprema sul glifosato, ma il movimento salutista si allontana da Trump·Dalla posata di plastica all’orario dei pasti: i gesti quotidiani che ridisegnano la salute metabolica·Registro cellulari in Messico: proroga scaglionata fino a dicembre, ma restano i dubbi sulla privacy·L’intelligenza artificiale alza i prezzi di Apple: rincari fino a 300 dollari su Mac e iPad·Mondiali 2026, Sudafrica-Canada apre gli ottavi; la Russia torna in campo con l’Under 15·Venezuela, doppio terremoto in 39 secondi: un raro ‘doblete sismico’ e oltre 160 morti·La cartilla, il portale, il test: i riti di passaggio dell’estate 2026·Mondiale 2026: Ecuador all’ultima spiaggia, Giappone e Svezia per il Brasile·
Agg. 23:072 lingue · 3 testate
PrecedenteGiustizia e DirittoSuccessivo
3 testate|2 lingue|3 min lettura
mercoledì 24 giugno 2026

Kennedy Center: il giudice vuole spiegazioni sul telone che copre la facciata

Dopo l'ordine di rimuovere il nome di Trump, un telone e impalcature oscurano l'iscrizione originale. Il magistrato federale fissa al 31 luglio il termine per un rapporto congiunto.

Un giudice federale di Washington ha intimato al consiglio di amministrazione del Kennedy Center di fornire, entro la fine di luglio, spiegazioni dettagliate sulla presenza di un telone bianco e di un’impalcatura che ancora coprono la facciata dell’edificio, nonostante il nome dell’ex presidente Donald Trump sia stato rimosso nella notte del 13 giugno in ottemperanza a un ordine del tribunale. Il magistrato Christopher Cooper, nominato durante la presidenza Obama, ha stabilito che le informazioni dovranno essere contenute in un rapporto congiunto tra le parti, da depositare entro sette giorni dalla prossima riunione del consiglio di amministrazione o comunque non oltre il 31 luglio, se le strutture non saranno state smantellate prima.

La vicenda affonda le radici nella decisione del board, rinnovato da Trump con l’inserimento di propri fedelissimi, di ribattezzare a dicembre il centro «Trump Kennedy Center», accostando il nome del tycoon a quello di John F. Kennedy. Secondo i legali della deputata democratica Joyce Beatty, membro ex officio del consiglio e ricorrente nella causa, la ridenominazione violava la legge istitutiva del 1964, che attribuisce al Congresso il potere di assegnare il nome al centro. A maggio il giudice Cooper aveva accolto questa tesi, ordinando la rimozione di ogni riferimento a Trump e sospendendo in via provvisoria la chiusura per due anni dell’istituzione, giudicata frutto di una valutazione «insufficiente e unilaterale» dei costi e dei benefici.

Per l’amministrazione Trump, il nome dell’ex presidente era stato completamente cancellato dalla facciata entro la scadenza del 12 giugno. Tuttavia, il telone e l’impalcatura sono rimasti al loro posto. Secondo i rappresentanti del Kennedy Center, le strutture servirebbero per lavori di riparazione del rivestimento in marmo, senza che sia stata indicata una data di rimozione. Di diverso avviso sono gli esponenti dell’opposizione democratica e i legali di Beatty, che in una memoria depositata lunedì hanno accusato il consiglio di «sfida petulante» e di aver trasformato il telone in una «copertura letterale» dell’iscrizione originale, con l’obiettivo di appellarsi all’ego di Trump. Il giudice Cooper ha respinto la richiesta del centro di sospendere i termini per rispondere al ricorso mentre è in corso l’appello contro l’ordinanza di maggio, e ha chiesto che il rapporto includa anche gli sviluppi sui piani per future costruzioni e per la programmazione artistica.

La disputa si inserisce in uno scontro culturale più ampio. Dopo la presa di controllo del board da parte di Trump, numerosi artisti avevano cancellato le proprie esibizioni, e secondo gli analisti di Washington la mancata programmazione di nuovi spettacoli configura di fatto una chiusura operativa, nonostante il blocco giudiziario. Il centro ha sostenuto in sede di appello che la rimozione del nome Trump comprometterebbe in modo sostanziale la raccolta fondi, perché diversi donatori sarebbero disposti a contribuire solo in presenza di quel riferimento. Il giudice ha tuttavia ribadito che la decisione sul nome spetta al Congresso, e ha lasciato aperta la possibilità di una nuova chiusura solo se basata su un’analisi più approfondita. Il prossimo passaggio atteso è il deposito del rapporto congiunto, mentre l’appello del Kennedy Center prosegue davanti alla corte federale.

Divergenza delle fonti

Giustizia e Diritto · 3 testate · 2 lingue

41%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale71%
Critico29%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa europea continentale
Stampa atlantica / anglosfera
ScetticismoDistacco

Un giudice federale chiede spiegazioni sul telone e le impalcature che ancora coprono la facciata del Kennedy Center, nonostante il nome di Trump sia stato rimosso. L'amministrazione ha ottemperato all'ordine del tribunale, ma la persistenza dei materiali edili solleva interrogativi sulle intenzioni del consiglio.

Stampa europea continentale
ScetticismoDistacco

Il giudice federale che ha ordinato la rimozione del nome di Trump dal Kennedy Center ora chiede al governo di spiegare il telone e le impalcature ancora sulla facciata. L'amministrazione afferma che il nome è stato rimosso, ma lo stato di copertura dell'edificio suggerisce che la questione sia tutt'altro che chiusa.

Questa notizia è apparsa su

3 testate · 2 lingue

Articoli correlati

Crimini & Disastri

Ondata di caldo in Europa: un bimbo di tre anni muore in auto, centinaia di vittime

11 lingue · 45 testate

Crimini & Disastri

Messico, auto travolge i tifosi in festa a Cabo San Lucas: almeno 17 feriti

7 lingue · 16 testate

Sport

Neymar, lacrime e ovazione: il Brasile ritrova il suo simbolo dopo 981 giorni

7 lingue · 16 testate

Leggi di più