
La cartilla, il portale, il test: i riti di passaggio dell’estate 2026
Dal Messico all’Iran, passando per Indonesia, Bangladesh e Brasile, milioni di giovani affrontano in queste settimane le scadenze che segnano l’ingresso nell’età adulta tra obblighi militari, ammissioni universitarie e primi stage.
Nella luce ferma di un mattino d’agosto a Città del Messico, un ragazzo nato nel 2008 si presenta al distretto militare con una cartella di documenti e la camicia ben stirata. Ha diciotto anni, l’età in cui la legge messicana gli chiede di farsi rilasciare la Cartilla de Identidad del Servicio Militar Nacional, il libretto che attesta l’adempimento di un dovere civico. Davanti a lui, una fila silenziosa di coetanei attende di essere convocata per la prima delle tredici sessioni obbligatorie di formazione: istruzione militare di base, educazione civica, disciplina. Non è un addestramento al combattimento, spiegano dalla Secretaría de la Defensa Nacional, ma un percorso pensato per rafforzare «il rispetto delle istituzioni e l’impegno cittadino». Chi non si presenta, scoprirà più tardi che quella cartilla può diventare un ostacolo per entrare nelle forze di polizia, in certi uffici pubblici o in alcuni processi di assunzione. Eppure, in questa stessa settimana, a migliaia di chilometri di distanza, altri diciottenni stanno varcando soglie altrettanto decisive, anche se di natura molto diversa.
A Giakarta, il governo indonesiano ha appena aperto le iscrizioni al Programma Magang Nazionale, un imponente schema di tirocini che nel 2026 punta a coinvolgere centocinquantamila neolaureati attraverso tre finestre temporali. La prima ondata, prevista per luglio, ne accoglierà circa cinquantamila, distribuiti tra oltre cinquemila aziende private e quasi tremila uffici ministeriali. Per un giovane indonesiano fresco di laurea, compilare il modulo online non è solo un gesto burocratico: è l’ingresso in un ecosistema di partenariati che include anche ottocentosettantaquattro entità pubbliche, un ponte gettato tra l’università e un mercato del lavoro in cerca di manodopera qualificata. Nel frattempo, a Dacca, l’Università Nazionale del Bangladesh ha avviato le candidature per i corsi di laurea quadriennali in sede: Giurisprudenza, Economia aziendale, Gestione del turismo e dell’ospitalità, Scienze della nutrizione e degli alimenti. Qui la selezione è affidata a un test a risposta multipla da cento punti, che si somma ai voti delle superiori per stilare una graduatoria su duecento. La posta in gioco è alta: solo chi supera lo sbarramento dei trentacinque punti al test può sperare in un posto, e la retta finale, tra iscrizione e registrazione, supera i quindicimila taka.
Anche l’Iran vive in questi giorni la sua stagione di scadenze parallele. All’Università Payam Noor, la registrazione per il trimestre estivo si apre il 13 tir e si chiude il 18: corsi online, esami in presenza, un massimo di nove crediti e una tassa fissa dimezzata. È un’occasione per accelerare il percorso di laurea o per recuperare esami arretrati, in un sistema che consente persino a studenti di altri atenei di frequentare come ospiti, dietro presentazione di una lettera di autorizzazione. Pochi giorni dopo, il 20 shahrivar, si terrà l’esame nazionale per il passaggio dal diploma tecnico alla laurea triennale, con oltre sessantottomila posti disponibili, in gran parte concentrati nelle discipline di Ragioneria, Informatica e Architettura. In Brasile, intanto, l’Università Statale Paulista chiude proprio oggi le iscrizioni per il suo Vestibular de Meio de Ano riservato a chi utilizza il punteggio dell’Enem: venti posti, sedici per le ingegnerie nel campus di Ilha Solteira e quattro per il nuovissimo corso di Lingua e cultura cinese ad Assis, il primo del suo genere nel Paese. La tassa è di venti real, e metà dei posti è destinata a studenti provenienti da scuole pubbliche, con quote per neri, meticci e indigeni.
Osservati nel loro insieme, questi frammenti di cronaca disegnano una geografia dei riti di passaggio che, pur nella diversità dei contesti, condividono una stessa grammatica: la scadenza, il modulo da compilare, la prova da superare. In Messico il timbro sulla cartilla militare sancisce l’appartenenza alla comunità nazionale; in Indonesia il tirocinio fa da anticamera al primo impiego; in Bangladesh e in Brasile il test di ammissione decide chi potrà accedere a un’istruzione superiore di qualità; in Iran l’estate diventa un’aula virtuale per non perdere terreno. Non c’è giudizio di valore in questa simultaneità, solo la constatazione che per milioni di giovani nati intorno al 2008 l’estate del 2026 non è una pausa, ma un crocevia.
Alla fine, resta l’immagine di un clic: quello del ragazzo messicano che riceve la ricevuta di registrazione, quello della studentessa indonesiana che carica il curriculum sul portale governativo, quello del candidato bengalese che invia la domanda prima della mezzanotte del 23 luglio. Un gesto minuscolo, identico in ogni latitudine, che trasforma un obbligo o un’aspirazione in un atto concreto. E mentre lo schermo del computer restituisce un numero di protocollo, fuori dalla finestra l’estate continua a scorrere, indifferente e uguale per tutti.
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Per migliaia di giovani messicani, il primo passo verso l'età adulta coincide con l'obbligo della cartolina militare. Le autorità hanno aperto le iscrizioni per la classe 2008, richiamando anche i ritardatari fino a 39 anni, in un misto di dovere civico e opportunità di riscatto sociale.
Nonostante il ritardo causato dalle condizioni belliche, le università iraniane procedono con le iscrizioni estive e gli esami di passaggio. I giovani cercano di ritagliarsi un futuro accademico mentre il calendario didattico si adatta a un contesto di emergenza nazionale.
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