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Sulla vetta del Ben Nevis, il sorriso di Kate e la sfida oltre la diagnosi

Un incontro fortuito su un sentiero scozzese, la principessa del Galles che scala tre montagne in 24 ore per restituire qualcosa a chi, come lei, ha conosciuto la malattia.

Jacky Leung, alpinista scozzese, stava scendendo dal Ben Nevis quando si è trovato davanti una figura familiare, avvolta in una giacca a vento scura e con il cappuccio calato sulla testa. «Non sapevo come chiamarla, non volevo essere scortese», ha raccontato. Era Catherine, principessa del Galles, che saliva verso la cima più alta della Gran Bretagna sotto un cielo grigio e carico di pioggia. Lei gli ha chiesto se fosse riuscito ad arrivare in vetta, e alla sua risposta affermativa ha risposto con un semplice «well done». Poi, quando Leung le ha detto «lei è una fonte di ispirazione», Kate ha sorriso e ha sussurrato «thank you». Un incontro di pochi secondi, senza bodyguard visibili, solo due operatori di ripresa a documentare una salita che era insieme impresa fisica e pellegrinaggio interiore.

Quella salita era il primo atto della National Three Peaks Challenge, una prova di resistenza che impone di scalare nell’arco di 24 ore le tre vette più alte di Scozia, Inghilterra e Galles: Ben Nevis (1.345 metri), Scafell Pike (978 metri) e Snowdon (1.085 metri). In totale 37 chilometri a piedi e oltre 3.000 metri di dislivello, con lunghi trasferimenti in auto tra un massiccio e l’altro. Kate ha affrontato ogni ascesa da sola, accompagnata soltanto dai volontari del soccorso alpino britannico. All’arrivo, ai piedi dello Snowdon, l’attendevano il marito William, i tre figli George, Charlotte e Louis, i genitori Carole e Michael Middleton e il fratello James. Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, nessun membro della famiglia reale aveva mai portato a termine questa sfida.

La principessa, 44 anni, ha scelto di compiere l’impresa per sostenere la Royal Marsden Cancer Charity, l’organizzazione legata all’ospedale londinese dove lei stessa è stata curata per un tumore diagnosticato all’inizio del 2024 e dal quale è stata dichiarata in remissione nel gennaio 2025. In un messaggio pubblicato sui social, accompagnato da una fotografia che la ritrae sorridente sulla cima del Ben Nevis, Kate ha scritto: «Il cancro non colpisce solo il corpo. Cambia il modo di pensare e di sentire e influisce profondamente su ogni aspetto della vita. Lo so per esperienza personale, e so che il percorso durante e dopo le cure richiede ben più della sola medicina». L’iniziativa ha immediatamente catalizzato l’attenzione dei media internazionali, dai quotidiani del Medio Oriente alla stampa indonesiana, che hanno letto nella sfida un gesto di trasparenza e di impegno concreto verso chi affronta la malattia.

La sfida di Kate si inserisce in un percorso di graduale ritorno alla vita pubblica, dopo i mesi di assenza seguiti all’annuncio della diagnosi. La principessa ha spiegato di aver voluto «esplorare la vita oltre la diagnosi» e di restituire qualcosa a chi l’ha sostenuta. La raccolta fondi è destinata a potenziare un approccio olistico alla cura, che integri al trattamento medico il benessere fisico, emotivo, spirituale e sociale dei pazienti. In un video girato prima della partenza, con i capelli sciolti e il viso senza trucco, Kate ha detto: «Sono così grata di essere qui, di essere abbastanza forte da camminare su queste colline. Ma la cosa più importante è restituire qualcosa e riconoscere tutto il lavoro incredibile che si fa in questo Paese». La sua voce, riportata dalle testate europee e arabe, ha trasformato un’impresa sportiva in un messaggio di speranza che ha varcato i confini del Regno Unito.

Resta l’immagine di una donna sola su un sentiero di montagna, con lo zaino in spalla e il cappuccio calato, che sale nella nebbia verso una vetta che è anche un traguardo personale. Non un’icona reale, ma una figura che condivide la fatica e la gratitudine di chi ha attraversato la malattia e cerca, passo dopo passo, un nuovo equilibrio.

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domenica 28 giugno 2026

Sulla vetta del Ben Nevis, il sorriso di Kate e la sfida oltre la diagnosi

Un incontro fortuito su un sentiero scozzese, la principessa del Galles che scala tre montagne in 24 ore per restituire qualcosa a chi, come lei, ha conosciuto la malattia.

Jacky Leung, alpinista scozzese, stava scendendo dal Ben Nevis quando si è trovato davanti una figura familiare, avvolta in una giacca a vento scura e con il cappuccio calato sulla testa. «Non sapevo come chiamarla, non volevo essere scortese», ha raccontato. Era Catherine, principessa del Galles, che saliva verso la cima più alta della Gran Bretagna sotto un cielo grigio e carico di pioggia. Lei gli ha chiesto se fosse riuscito ad arrivare in vetta, e alla sua risposta affermativa ha risposto con un semplice «well done». Poi, quando Leung le ha detto «lei è una fonte di ispirazione», Kate ha sorriso e ha sussurrato «thank you». Un incontro di pochi secondi, senza bodyguard visibili, solo due operatori di ripresa a documentare una salita che era insieme impresa fisica e pellegrinaggio interiore.

Quella salita era il primo atto della National Three Peaks Challenge, una prova di resistenza che impone di scalare nell’arco di 24 ore le tre vette più alte di Scozia, Inghilterra e Galles: Ben Nevis (1.345 metri), Scafell Pike (978 metri) e Snowdon (1.085 metri). In totale 37 chilometri a piedi e oltre 3.000 metri di dislivello, con lunghi trasferimenti in auto tra un massiccio e l’altro. Kate ha affrontato ogni ascesa da sola, accompagnata soltanto dai volontari del soccorso alpino britannico. All’arrivo, ai piedi dello Snowdon, l’attendevano il marito William, i tre figli George, Charlotte e Louis, i genitori Carole e Michael Middleton e il fratello James. Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, nessun membro della famiglia reale aveva mai portato a termine questa sfida.

La principessa, 44 anni, ha scelto di compiere l’impresa per sostenere la Royal Marsden Cancer Charity, l’organizzazione legata all’ospedale londinese dove lei stessa è stata curata per un tumore diagnosticato all’inizio del 2024 e dal quale è stata dichiarata in remissione nel gennaio 2025. In un messaggio pubblicato sui social, accompagnato da una fotografia che la ritrae sorridente sulla cima del Ben Nevis, Kate ha scritto: «Il cancro non colpisce solo il corpo. Cambia il modo di pensare e di sentire e influisce profondamente su ogni aspetto della vita. Lo so per esperienza personale, e so che il percorso durante e dopo le cure richiede ben più della sola medicina». L’iniziativa ha immediatamente catalizzato l’attenzione dei media internazionali, dai quotidiani del Medio Oriente alla stampa indonesiana, che hanno letto nella sfida un gesto di trasparenza e di impegno concreto verso chi affronta la malattia.

La sfida di Kate si inserisce in un percorso di graduale ritorno alla vita pubblica, dopo i mesi di assenza seguiti all’annuncio della diagnosi. La principessa ha spiegato di aver voluto «esplorare la vita oltre la diagnosi» e di restituire qualcosa a chi l’ha sostenuta. La raccolta fondi è destinata a potenziare un approccio olistico alla cura, che integri al trattamento medico il benessere fisico, emotivo, spirituale e sociale dei pazienti. In un video girato prima della partenza, con i capelli sciolti e il viso senza trucco, Kate ha detto: «Sono così grata di essere qui, di essere abbastanza forte da camminare su queste colline. Ma la cosa più importante è restituire qualcosa e riconoscere tutto il lavoro incredibile che si fa in questo Paese». La sua voce, riportata dalle testate europee e arabe, ha trasformato un’impresa sportiva in un messaggio di speranza che ha varcato i confini del Regno Unito.

Resta l’immagine di una donna sola su un sentiero di montagna, con lo zaino in spalla e il cappuccio calato, che sale nella nebbia verso una vetta che è anche un traguardo personale. Non un’icona reale, ma una figura che condivide la fatica e la gratitudine di chi ha attraversato la malattia e cerca, passo dopo passo, un nuovo equilibrio.

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