
Kane ribalta il Congo, ora l’Inghilterra sfiderà il Messico all’Azteca
Una doppietta del capitano inglese evita l’eliminazione e consegna ai Tre Leoni un ottavo di finale ad alta quota contro i padroni di casa, imbattuti e senza gol subiti.
Per settanta minuti l’Inghilterra ha bussato contro una roccia, come avrebbe detto poi il suo allenatore Thomas Tuchel, trovando soltanto i guantoni di un portiere in stato di grazia. Poi, quando l’ombra di un’eliminazione precoce si allungava sullo stadio di Atlanta, Harry Kane ha inventato la rimonta: colpo di testa al 75’ su cross di Anthony Gordon, e cinque minuti dopo un destro potente su respinta per il definitivo 2-1 contro la Repubblica Democratica del Congo. Il gol iniziale di Brian Cipenga, un diagonale al settimo minuto che aveva gelato i tifosi inglesi, resterà nella memoria africana come l’illusione di un’impresa sfiorata, spenta soltanto dalla classe del capocannoniere di sempre dei Tre Leoni ai Mondiali, ora a quota tredici reti.
La stampa inglese ha sottolineato la resilienza di una squadra che non accettava la sconfitta come esito possibile, ma anche le crepe mostrate nella prima mezz’ora, quando un pressing troppo aggressivo aveva aperto spazi letali per le ripartenze congolesi. Tuchel ha parlato di un «enorme svantaggio» in vista della prossima partita: l’altitudine di Città del Messico, impossibile da assimilare in quattro giorni. Eppure, ha aggiunto, «quando il gioco si fa duro, troveremo le risposte». Il ritorno all’Azteca quarant’anni dopo la notte di Maradona – la Mano de Dios e il Gol del Secolo – carica la sfida di un simbolismo che i media messicani hanno già cominciato a evocare.
Nell’ottica messicana, l’ottavo di finale del 5 luglio è molto più di una partita: è l’occasione per vendicare l’unico precedente mondiale, la sconfitta per 2-0 a Wembley nel 1966, e per prolungare un’imbattibilità che dura da quattro gare, con zero gol subiti. Il Tricolor di Javier Aguirre, che ha chiuso il girone battendo l’Ecuador con reti di Quiñones e Jiménez, si presenta come una fortezza psicologica prima ancora che tattica: all’Azteca non ha mai perso un incontro a eliminazione diretta in un Mondiale. Le dichiarazioni raccolte dai giornali messicani mostrano una squadra consapevole del peso storico, ma anche della pressione che graverà sugli avversari.
Le cronache africane, dal canto loro, hanno reso omaggio alla prova generosa della Repubblica Democratica del Congo, capace di mettere alle corde una delle favorite del torneo grazie alla disciplina difensiva e alle parate di Lionel Mpasi, definito da Tuchel «fuori dal mondo». Il portiere ha negato il gol a Bellingham in più occasioni e ha visto un palo salvare i suoi nel primo tempo, prima di arrendersi alla legge del grande centravanti. L’uscita di scena dei Leopardi non sminuisce un percorso che ha ricordato a tutti come il nuovo formato a 48 squadre possa regalare notti di autentica epica sportiva.
L’Inghilterra si appresta dunque a un esame severissimo, con il Messico che attende nel catino dell’Azteca davanti a oltre ottantamila spettatori. Il vincitore troverà nei quarti la vincente di Brasile-Norvegia, in un tabellone che dalla parte dei Tre Leoni si annuncia come un percorso a ostacoli tra le migliori del pianeta. Per Kane e compagni, la notte di Atlanta ha confermato che la strada per il titolo passa attraverso la capacità di soffrire e colpire al momento giusto.
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.35 | aligned |
| Stampa africana subsahariana | −0.80 | critical |
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