
Kamchatka: scosse fino a magnitudo 6.9, allerta tsunami rientrata
Venerdì una sequenza sismica con epicentro in mare ha fatto tremare la penisola russa; le autorità avevano diramato un avviso di possibili onde anomale, poi rientrato senza conseguenze.
Venerdì 19 giugno 2026, a partire dalle 18:51 ora locale (9:51 di Mosca), una serie di terremoti ha interessato la costa orientale della Kamchatka, nell’Estremo Oriente russo. Le scosse, con ipocentri localizzati a profondità comprese tra 15 e 16 chilometri sotto il fondale del Pacifico, sono state avvertite distintamente nella capitale regionale Petropavlovsk-Kamčatskij, dove l’intensità ha raggiunto i 4 gradi della scala MSK-64. Non sono stati segnalati feriti o danni materiali rilevanti.
Secondo i dati diffusi dal ramo kamchatiano del Servizio Geofisico Unificato dell’Accademia Russa delle Scienze (FIC EGS RAN), l’evento principale ha avuto una magnitudo compresa tra 6.3 e 6.9, a seconda delle rilevazioni. Le prime stime indicavano un valore di 6.9, successivamente corretto a 6.3 dalle medesime fonti. L’epicentro è stato localizzato a circa 180 chilometri a sud-est di Petropavlovsk. Il Ministero per le Situazioni di Emergenza (MChS) ha immediatamente diramato un’allerta tsunami, prevedendo possibili onde di altezza modesta: fino a 38 centimetri per il villaggio di Nikol’skoe, 25 centimetri per Ust’-Kamčatsk e 6 centimetri per il capoluogo. È stato chiesto alla popolazione di evitare le zone costiere, ma non è stata disposta alcuna evacuazione.
Le comunicazioni ufficiali hanno mostrato alcune oscillazioni nel numero e nell’intensità delle scosse. Mentre i bollettini iniziali parlavano di due eventi principali (magnitudo 5.6 e 6.9), aggiornamenti successivi hanno riferito di una terza scossa di magnitudo 6.3 e di oltre dieci repliche (aftershock) registrate nell’arco di un’ora e mezza. La magnitudo massima resta quindi oggetto di una lieve discrepanza tra i valori di 6.9 e 6.3, attribuibile alla rapida revisione dei dati strumentali da parte del centro geofisico.
La Kamchatka si trova lungo la Cintura di fuoco del Pacifico, una delle aree a più elevata sismicità del pianeta. Nelle stesse ore, un evento di minore entità – un sismo di magnitudo 4.1 – è stato registrato in Messico, nello stato del Chiapas, con epicentro a 111 chilometri a sud di Ciudad Hidalgo, senza provocare danni. Le autorità messicane hanno colto l’occasione per ribadire le raccomandazioni di protezione civile in caso di terremoto. I due episodi, pur non collegati, testimoniano l’attività tettonica che interessa simultaneamente diversi segmenti del margine pacifico.
In serata, il MChS ha revocato l’allerta tsunami per la Kamchatka, confermando che non è stato osservato alcun innalzamento anomalo del livello del mare. Il monitoraggio sismico prosegue, mentre le comunità locali sono tornate alla normalità. Le autorità regionali non hanno segnalato criticità.
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Una serie di potenti scosse fino a magnitudo 6.9 ha colpito la costa orientale della Kamchatka, facendo scattare un'allerta tsunami poi revocata. I residenti hanno avvertito tremori fino al quarto grado, mentre le autorità hanno invitato a non sostare sul litorale e monitorano le repliche.
Un forte terremoto di magnitudo 6.3 è stato registrato al largo della Kamchatka russa, ma le autorità meteorologiche malesi hanno subito escluso qualsiasi minaccia di tsunami per il Paese. L'evento è stato trattato come un dato sismico distante, senza implicazioni locali.
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