
Iran, beffa al 96’: l’Austria pareggia e nega il passaggio ai sedicesimi
Dopo tre pareggi e un gol annullato dal Var, l’Iran sperava in un successo di Austria o Algeria: il 3-3 al 96’ regala il passaggio a entrambe e condanna Team Melli.
A due minuti dalla qualificazione, l’Iran vede svanire la sua prima storica partecipazione alla fase a eliminazione diretta di un Mondiale per effetto del pareggio 3-3 tra Austria e Algeria. Al 96’ del match di Kansas City, Sasa Kalajdzic incorna in rete il cross disperato di Michael Gregoritsch e fissa il risultato che manda entrambe le squadre ai sedicesimi, lasciando fuori la nazionale mediorientale per un solo punto nella classifica delle migliori terze.
Il Team Melli aveva archiviato il Gruppo G con tre pareggi (1-1 contro Belgio, Nuova Zelanda ed Egitto) e attendeva i verdetti altrui. Già contro l’Egitto, a Seattle, la vittoria era sfumata in modo crudele: un colpo di testa vincente di Shoja Khalilzadeh al 93’ era stato annullato dal Var per un fuorigioco misurato sull’alluce. In precedenza, il capitano Mehdi Taremi aveva fallito un rigore e centrato una traversa. Nonostante i tre punti, l’Iran era rimasto in bilico, consapevole che servivano risultati favorevoli nelle altre partite.
Il destino ha preso forma nella giornata di sabato. Ghana e Uzbekistan avevano perso, facendo ricadere ogni speranza iraniana sull’ultimo match del Gruppo J. Austria e Algeria, entrambe a quota tre punti, sapevano che un pareggio avrebbe qualificato entrambe, un successo ne avrebbe eliminate una. L’Iran sperava in una vincitrice. Al 93’, il gol di Riyad Mahrez per il 3-2 algerino aveva regalato a Team Melli quattro minuti di estasi: l’Austria sarebbe stata fuori e l’Iran dentro. Ma il colpo di testa di Kalajdzic ha rovesciato tutto, riportando il punteggio in parità e gettando gli iraniani nello sconforto.
La delusione si somma a una campagna mondiale già segnata da tensioni geopolitiche. A causa del conflitto tra Usa e Iran, la squadra ha dovuto basarsi a Tijuana, in Messico, e raggiungere le sedi delle partite con visti temporanei di 24 ore, tra controlli severi e ostacoli logistici. Dopo il pareggio con l’Egitto, Taremi aveva parlato di «disastro» e messo in dubbio la reale accoglienza della sua nazionale. Nello spogliatoio di Seattle, i giocatori avevano lasciato un biglietto in cui invocavano il fair play e denunciavano il rischio di un «biscotto» tra Austria e Algeria: «Veniamo da una terra che per migliaia di anni ha messo l’onore sopra la vittoria. Forse i punti si possono conquistare in molti modi, ma il rispetto no». Quelle parole sono diventate l’amaro epitaffio di un’eliminazione maturata fuori dal campo.
L’Iran esce così imbattuto, ma fuori, da un torneo in cui le circostanze esterne hanno pesato non meno degli episodi arbitrali. Austria e Algeria avanzano: gli austriaci incontreranno la Spagna il 2 luglio, gli algerini la Svizzera. Per l’Iran, invece, il Mondiale si chiude senza sconfitte ma con l’ennesima uscita prematura.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il sogno mondiale dell'Iran scade sul più bello, spento da un pareggio austriaco all'ultimo respiro. Il sollievo per l'eliminazione iraniana traspare, con un titolo che li congeda senza cerimonie.
Il sospetto di 'biscotto' aleggia sulla partita tra Austria e Algeria, condannando l'Iran all'eliminazione. La stampa italiana esprime indignazione per questa presunta combine e ricorda l'appello iraniano al fair play come un'amara ironia.
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