
In Iran l’inflazione vola all’88,6% e il tetto agli affitti scatena il conflitto sociale
Il caro-case, alimentato da sanzioni e svalutazione, travolge le famiglie mentre il governo impone un tetto del 25% agli aumenti, contestato da proprietari e inquilini.
L’ultimo dato mensile diffuso dal Centro Statistico iraniano fissa l’inflazione puntuale all’88,6% su base annua per il mese di Khordad (22 maggio-21 giugno 2026), con un incremento medio dei dodici mesi al 62%. Dentro questa fiammata, la componente abitativa gioca un ruolo decisivo: il prezzo degli immobili è aumentato dell’80% rispetto ai livelli precedenti l’inizio delle ostilità con Israele e Stati Uniti, mentre i canoni di locazione sono cresciuti ben oltre la media dei prezzi, spingendo famiglie operaie e lavoratori dipendenti a destinare fino al 50-70% del reddito alla casa.
Le radici della pressione vanno cercate nella svalutazione del rial (che in un anno ha perso circa metà del proprio valore), nell’immissione di liquidità bancaria nel settore immobiliare attraverso canali speculativi e nell’aumento del 97% dei prezzi dei materiali da costruzione. A tutto questo si aggiunge, secondo fonti immobiliari locali, un tasso di sfitto degli uffici sceso ai minimi storici, che restringe ulteriormente l’offerta. Per arginare la crisi, il Consiglio dei Capi dei tre Poteri ha imposto un tetto del 25% agli aumenti dei canoni, ma la misura ha generato una frattura profonda: gli inquilini la considerano inadeguata alla loro capacità di spesa, mentre i proprietari lamentano che i costi di manutenzione e il valore degli immobili sono cresciuti ben oltre quel limite, svuotando di efficacia la norma e favorendo accordi in nero.
Non siamo di fronte a un’anomalia iraniana isolata. In Brasile, nei primi cinque mesi del 2026, gli affitti sono saliti del 4,4%, un ritmo superiore all’inflazione generale (IPCA al 3,2%) e all’indice di rivalutazione dei contratti (IGP-M al 3,79%), in un contesto di mercato surriscaldato e bassa vacanza, ma con un’inflazione complessiva contenuta. Mentre lì il fenomeno appare ciclico, in Iran l’esplosione del costo della casa denuncia uno squilibrio strutturale amplificato dalle sanzioni, che nessun intervento amministrativo potrà sanare senza un riequilibrio macroeconomico. Il prossimo indice dei prezzi al consumo e l’andamento dei canoni nella stagione estiva, tradizionalmente di picco per i traslochi, saranno i segnali per misurare la tenuta sociale di un Paese dove il diritto all’abitazione è ormai travolto dall’inflazione.
| Stampa iraniana e affini | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
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