
In Europa, in attesa di un abbraccio che forse non arriverà
Harry e Meghan sono già sul continente con i figli, ma la negata scorta di polizia nel Regno Unito congela la prima visita familiare in quattro anni e il desiderio di riconciliazione con Carlo III.
C’è un luogo imprecisato d’Europa, in queste ore, dove due bambini americani dai titoli reali giocano lontano dai riflettori. Archie ha sette anni, Lilibet cinque, e secondo il magazine americano People hanno già lasciato la California con i genitori per una vacanza privata prima di quella che doveva essere la grande rimpatriata. Il principe Harry e Meghan Markle sono sul continente, ma il viaggio nel Regno Unito – il primo in famiglia dopo il Giubileo di Platino del 2022 – è diventato all’improvviso un’ipotesi sospesa, un desiderio che rischia di infrangersi contro un diniego burocratico.
Il nodo è la sicurezza. Venerdì scorso, a pochi giorni dalla partenza prevista per gli eventi degli Invictus Games a Birmingham, il team del duca di Sussex ha ricevuto la comunicazione che nessuna protezione di polizia finanziata con fondi pubblici sarà garantita alla famiglia durante il soggiorno. La decisione arriva dal Royal and VIP Executive Committee (Ravec), l’organismo dell’Home Office che valuta la scorta per i membri anziani della famiglia reale. Fonti vicine al principe lo descrivono come «addolorato» e «sconvolto»: Harry, che ha perso l’anno scorso una battaglia legale per ottenere una protezione automatica, considera quelle misure indispensabili per non esporre i figli all’assedio dei paparazzi fin dal momento dell’atterraggio. «Non permetterà che i suoi bambini vivano tutto questo», ha confidato un insider al Guardian.
La vicenda si carica di una risonanza che va oltre la cronaca dinastica. Per il lettore italiano, abituato a una monarchia britannica che mescola ritualità e modernità, il braccio di ferro sulla scorta mette a nudo la condizione ibrida dei Sussex: né pienamente reali né semplici cittadini privati. Harry e Meghan avevano accettato l’invito di re Carlo a soggiornare in una residenza reale – un gesto che la stampa britannica ha interpretato come un’apertura alla riconciliazione – ma fonti di Buckingham Palace precisano di non aver ancora ricevuto conferma formale. La protezione sarebbe garantita solo all’interno della tenuta; per il resto, il duca dovrebbe affidarsi alla squadra di sicurezza privata che lo segue dalla California. Il governo britannico, da parte sua, si trincera dietro la formula di un sistema «rigoroso e proporzionato», senza fornire dettagli.
In questa sospensione, l’immagine più nitida è forse quella dei due bambini che non vedono il nonno re da quando erano poco più che neonati. Archie e Lilibet sono cresciuti in un altro mondo, e il loro eventuale incontro con Carlo III – l’ultimo risale alle celebrazioni per la regina Elisabetta – avrebbe il sapore di un piccolo evento storico privato. Harry, che a settembre aveva preso un tè con il padre a Clarence House, continua a cercare una soluzione. Ma la cornice europea di questa attesa, con la famiglia già in vacanza chissà dove, restituisce la sensazione di un destino sospeso tra due sponde, in attesa che un comitato londinese decida se un nonno potrà riabbracciare i nipoti.
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