
Il tifone Bavi si avvicina a Taiwan, mentre la Cina conta 39 vittime per le alluvioni
Le piogge torrenziali nel Guangxi hanno provocato il crollo di una diga e l’evacuazione di migliaia di persone; il ciclone, il più vasto da decenni, minaccia ora le coste orientali.
Trentanove persone hanno perso la vita nelle inondazioni che hanno colpito la regione meridionale cinese del Guangxi a causa delle piogge portate dalla tempesta tropicale Maysak. Secondo le autorità locali, ventisei decessi sono legati al cedimento parziale della diga del bacino di Liulan, che ha riversato un’ondata di acqua e fango sulla città di Hengzhou. Altre nove risultano disperse, mentre le squadre di soccorso, supportate da droni e imbarcazioni, hanno tratto in salvo oltre diecimila studenti e insegnanti rimasti isolati.
Mentre proseguono le operazioni di bonifica, con strade ancora invase dal fango e interi villaggi ridotti alle fondamenta, l’attenzione si sposta sul tifone Bavi, che sta avanzando verso Taiwan e le isole meridionali del Giappone. L’amministrazione meteorologica centrale di Taiwan ha emesso un’allerta per venti distruttivi, descrivendo il ciclone come il più esteso dal 1995 per raggio di venti violenti, pari a circa 380 chilometri. Le velocità massime sostenute variano tra i 162 e i 184 chilometri orari a seconda delle fonti, con raffiche superiori ai 200, e il centro della tempesta dovrebbe transitare a nord dell’isola nella giornata di sabato.
A Taipei e in altre otto contee settentrionali e orientali scuole e uffici sono stati chiusi, i voli cancellati e i collegamenti marittimi sospesi. Circa cinquecento persone sono state evacuate, in prevalenza dalla contea montuosa di Hualien, dove si monitorano due laghi di sbarramento. Le autorità giapponesi hanno adottato misure analoghe per le isole Sakishima, con supermercati presi d’assalto e voli soppressi. Le proiezioni indicano che Bavi, pur indebolendosi, toccherà terra nella Cina orientale tra le province del Fujian e dello Zhejiang, dove sono già stati mobilitati migliaia di soccorritori e sospesi i traghetti.
Il bilancio delle vittime nel Guangxi resta provvisorio, mentre le ricerche dei dispersi continuano. Le autorità cinesi hanno segnalato anche la fuga di un centinaio di animali da uno zoo allagato e di centinaia di serpenti da un allevamento travolto dall’acqua. La tempesta Bavi, declassata da supertifone, mantiene un campo di vento sufficientemente ampio da interessare aree lontane dal suo occhio, e le piogge torrenziali previste sulle montagne di Taiwan – fino a un metro in tre giorni – alimentano il rischio di frane e inondazioni.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa africana subsahariana | −0.20 | neutral |
L'Atlantico lancia l'allarme: il tifone Bavi è il più grande in 30 anni e si abbatte su Taiwan con forza distruttiva.
Utilizza il paragone storico con il 1995 e la metafora militare 'pied de guerre' per amplificare la percezione di urgenza e gravità.
Tralascia le misure di prevenzione dettagliate e le reazioni della popolazione locale, che appaiono in altri resoconti.
L'Africa subsahariana descrive l'imminente catastrofe con enfasi sulla distruzione, citando onde alte e venti distruttivi.
Adotta un linguaggio sensazionalistico con superlativi ('biggest in years', 'destructive') per catturare l'attenzione, ma senza approfondire i dettagli locali.
Non menziona le chiusure scolastiche e gli avvisi ufficiali emessi da Taiwan, che sono centrali in altre fonti.
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