
L’avanzata globale dell’auto cinese sfida i dazi e ridisegna i mercati
Nonostante le tariffe europee, i veicoli elettrici e ibridi made in China guadagnano quote in tutti i continenti, mentre il Brasile segna record nell’export di pollame.
Le tariffe compensative imposte dall’Unione Europea nell’ottobre 2024 non hanno frenato l’ascesa delle case automobilistiche cinesi sul mercato comunitario. Secondo i dati raccolti dagli analisti di Bruxelles, nel primo trimestre del 2026 le immatricolazioni di veicoli di marchi cinesi – prodotti in patria o da brand controllati – hanno raggiunto l’8,7% del totale, con un balzo di quasi quattro punti percentuali in un anno. La quota ha superato per la prima volta quella dei costruttori giapponesi, spinta da prezzi competitivi e da un’offerta che ha rapidamente integrato motori ibridi plug-in e a combustione, non soggetti ai dazi aggiuntivi pensati per i soli elettrici puri.
La strategia di adattamento è visibile in tutti i principali mercati. Nel Regno Unito, a giugno le elettriche hanno toccato il 30% delle vendite, con Tesla Model Y in vetta, mentre in Italia il semestre si è chiuso con un +9,6% e le BEV al 10,1% nel mese. In Messico le immatricolazioni hanno segnato un record storico per un primo semestre, con i marchi cinesi – molti dei quali non dichiarano i dati ufficiali – che spingono la crescita reale ben oltre il +5,3% registrato. Anche in Russia il mercato dei veicoli a nuova energia (NEV) ha raddoppiato i volumi rispetto al 2025, con il marchio locale Evolute che accelera la transizione dalla grande alla piccola componentistica per rispondere a una domanda in forte espansione. Dal Sud-est asiatico, le Filippine hanno visto le vendite di elettrificati salire del 36% nel primo trimestre, mentre in Cambogia le immatricolazioni di EV sono triplicate da marzo a maggio, sospinte dal caro-carburanti innescato dalle tensioni in Medio Oriente.
A sostenere la fiducia dei consumatori contribuisce l’evidenza sempre più solida sulla durata delle batterie. Studi condotti in Australia su flotte reali indicano che i pacchi moderni perdono circa l’1,8% di capacità all’anno, ben al di sotto delle stime iniziali, e che la maggior parte conserva oltre l’80% della carica dopo 200.000 chilometri. Parallelamente, un gruppo di ricerca della Cornell University ha messo a punto un processo di rigenerazione diretta degli elettrodi che recupera fino al 95% delle prestazioni originali, riducendo i costi di riciclo del 56% e attenuando la pressione sulle materie prime critiche. La combinazione di longevità e riciclabilità sta sgretolando uno degli ultimi argini psicologici all’adozione di massa.
Sul fronte opposto, il mercato interno cinese mostra segnali di saturazione: a giugno le consegne di elettriche e ibride plug-in sono scese del 7% su base annua, con i consumatori in attesa di ulteriori sconti. Pechino, che aveva reagito con misure mirate contro alcolici francesi e carni suine spagnole dopo l’introduzione dei dazi UE, evita tuttavia un’escalation generalizzata perché considera il mercato europeo strategicamente irrinunciabile. La risposta industriale è la delocalizzazione: GAC e Xpeng hanno avviato la produzione in Europa, mentre in Russia la localizzazione del crossover elettrico Evolute i-Sky è attesa entro l’estate.
In un quadro di riassetto degli scambi globali, il Brasile offre un controcanto significativo. Le esportazioni di carne di pollo hanno chiuso il primo semestre con un volume record di 2,94 milioni di tonnellate (+12,9%) e un fatturato di 5,7 miliardi di dollari, nonostante le tensioni nel Golfo Persico. La Cina si conferma primo acquirente, ma la crescita più marcata arriva da Giappone, Unione Europea e Corea del Sud, a dimostrazione di come, in settori maturi, la competitività logistica e sanitaria possa ancora prevalere sulle turbolenze geopolitiche.
| Stampa russa e CSI | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.80 | aligned |
| Stampa cinese | −0.70 | critical |
| Stampa sud-est asiatica | −0.30 | critical |
La Russia riproietta il rallentamento come fisiologico e punta sui veicoli ibridi per mantenere la crescita.
Citando dati di mercato e la compensazione degli ibridi, si normalizza il calo come fase transitoria.
Non menziona il rallentamento cinese né il boom australiano, isolando il caso russo.
L'Australia celebra il crollo del mito della batteria e l'impennata delle vendite di EV.
Presentando prove di durata delle batterie e dati di vendita record, si smonta lo scetticismo.
Non menziona il calo cinese né la compensazione ibrida russa, isolando il successo australiano.
La Cina denuncia la spirale discendente delle consegne e la debolezza dei consumatori.
Enfatizzando il calo anno su anno e le dichiarazioni di un venditore, si costruisce un quadro di crisi.
Non menziona il boom australiano né la compensazione ibrida russa, isolando il declino cinese.
L'Indonesia mette in guardia dalle false speranze sugli incentivi e invita al realismo.
Riportando il rinvio degli incentivi e il consiglio del CEO, si legittima la prudenza.
Non menziona la crescita globale dell'EV in Australia e Russia, concentrandosi solo sulle difficoltà locali.
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