
Gakpo, il gol e le lacrime: dedica al figlio mai nato che commuove il Mondiale
L'attaccante olandese segna il vantaggio contro il Marocco e scoppia in lacrime, a pochi giorni dall'annuncio della perdita del bambino che aspettava con la compagna Noa van der Bij.
Al minuto 72 di Olanda-Marocco, ottavo di finale del Mondiale 2026, Cody Gakpo ha raccolto un pallone vagante in area e ha infilato Bono con un destro secco. Subito dopo, invece di esultare, si è accasciato in ginocchio, il volto nascosto nella maglia, scosso dai singhiozzi. I compagni – titolari, panchinari, persino quelli in fase di riscaldamento – lo hanno circondato in un abbraccio collettivo, mentre lui indicava il cielo con un dito, in un gesto che ha zittito lo stadio di Monterrey e ha fatto il giro del mondo.
La reazione non era solo la tensione di un match bloccato. Solo tre giorni prima, la compagna Noa van der Bij aveva annunciato sui social la perdita del figlio che portava in grembo, Elijah Raphael, con un messaggio straziante: «Con il cuore a pezzi, condividiamo la devastante notizia che il nostro bambino è morto durante la gravidanza. Per sempre amato, per sempre nostro figlio». Gakpo, che già è padre del piccolo Samuel, aveva scelto di restare in ritiro con la nazionale, decisione rispettata dalla federcalcio olandese (KNVB) e sostenuta senza riserve dal ct Ronald Koeman e dal capitano Virgil van Dijk. «Non c’è mai stato un momento in cui abbia detto “voglio tornare a casa”», ha raccontato Koeman, mentre Van Dijk ha ricordato che «il calcio è secondario, ci sono cose più importanti nella vita».
L’azione del gol era nata da un’incursione di Crysencio Summerville, che dopo un contrasto è riuscito a servire Gakpo smarcato al centro dell’area. Per l’attaccante del Liverpool si è trattato del terzo centro in questo torneo – dopo la doppietta alla Svezia nel 5-1 della fase a gironi – e del sesto in carriera ai Mondiali, a un solo passo dal record olandese di Johnny Rep. Il gesto tecnico è stato quasi un dettaglio rispetto alla potenza emotiva del momento: appena rialzatosi, Gakpo ha alzato lo sguardo e ha mormorato qualcosa verso l’alto, mentre l’intera panchina olandese si riversava in campo per sostenerlo.
Il Marocco, però, non si è arreso. In pieno recupero, un colpo di testa di Issa Diop ha fissato l’1-1, rinviando ogni verdetto ai tempi supplementari. La partita, combattuta e tesa, ha così messo in secondo piano la cronaca sportiva, trasformandosi in una cornice di umanità che ha unito tifosi, avversari e addetti ai lavori. La federazione olandese, in una nota, aveva chiesto «rispetto per la privacy» e garantito «tutto il supporto possibile» alla famiglia Gakpo.
Con il pareggio, la sfida si è prolungata oltre i novanta minuti: chi supererà il turno affronterà il Canada negli ottavi di finale a Houston. Qualunque sia l’esito, il pomeriggio di Monterrey resterà impresso non per un risultato, ma per l’immagine di un ragazzo che, nel dolore più intimo, ha trovato la forza di giocare e di trasformare un gol in un saluto al figlio mai conosciuto.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La nazionale olandese vive un momento di lutto personale per Cody Gakpo, che ha perso il figlio atteso. Nonostante la tragedia, l'attaccante resta con la squadra ed è pronto a scendere in campo contro il Marocco, con i compagni che si stringono attorno a lui.
Una profonda tragedia personale colpisce il ritiro dei Paesi Bassi: Cody Gakpo ha perso il figlio durante la gravidanza ma ha deciso di continuare il torneo. Il giocatore e la compagna hanno chiesto rispetto per la privacy, mentre la squadra ha espresso piena solidarietà alla vigilia della sfida decisiva contro il Marocco.
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