
Il 4 luglio diviso: l’America spegne 250 candeline tra due feste rivali e un pessimismo diffuso
Mentre Trump trasforma il semiquincentenario in un raduno MAGA, un americano su cinque rifiuta di partecipare e il 40% dubita che la nazione sopravviva altri 250 anni.
Il duecentocinquantesimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti si sta consumando all’insegna di una frattura istituzionale e simbolica senza precedenti recenti. Secondo i sondaggi condotti da Reuters/Ipsos, un cittadino su cinque ha dichiarato che non prenderà parte ad alcuna celebrazione, mentre due su cinque mettono in dubbio la capacità del Paese di durare per un altro quarto di millennio. La ricorrenza, che nel 1976 aveva unito la nazione in un’ondata di ottimismo nonostante la stagflazione e le ferite del Vietnam, si presenta oggi come uno specchio delle divisioni politiche che attraversano la società americana, con due comitati organizzatori paralleli – la commissione bipartisan America250, istituita dal Congresso nel 2016, e Freedom 250, creata per ordine esecutivo dal presidente Trump – che operano in competizione piuttosto che in coordinamento.
Dalla prospettiva dell’amministrazione Trump, il semiquincentenario rappresenta l’occasione per mettere in scena una dimostrazione di forza e di orgoglio nazionale sotto la regia diretta della Casa Bianca. Freedom 250 ha rilevato la programmazione degli eventi nella capitale, sostituendo il festival culturale previsto dalla commissione congressuale con la Great American State Fair, una fiera degli Stati sul National Mall inaugurata da un comizio del presidente e destinata a culminare il 4 luglio con quello che Trump ha definito «il più spettacolare raduno MAGA di sempre». La zecca federale emetterà una moneta commemorativa con l’effigie presidenziale. Almeno nove Stati a guida democratica e diversi artisti, tra cui Martina McBride e i Commodores, hanno ritirato la propria partecipazione, sostenendo di essere stati indotti a credere che l’evento avesse carattere apartitico. La commissione America250, dal canto suo, ha dirottato le proprie risorse su iniziative diffuse sul territorio e su una contro-programmazione a Los Angeles con ospiti come Queen Latifah e Chris Stapleton, evitando ogni coordinamento con la struttura voluta dalla presidenza.
Il malessere registrato dai sondaggi affonda le radici in una percezione di declino che stride con i dati oggettivi. Come rilevato da analisti economici e demografici, l’aspettativa di vita è salita di oltre sei anni dal 1976, la mortalità infantile e quella per cancro sono in calo, e il tasso di omicidi è lontano dai picchi degli anni Ottanta. Eppure, secondo gli storici interpellati, l’idea stessa di celebrare la nazione è diventata un atto politico e partigiano. La contea di Bucks, in Pennsylvania, vinta da Trump nel 2024 per meno di trecento voti, è divenuta un microcosmo di questa spaccatura: residenti che conservano cimeli del bicentenario del 1976 oggi dichiarano di non voler condividere la festa con chi sostiene l’attuale presidenza, mentre altri vedono nel momento attuale una ritrovata grandezza. La bandiera a stelle e strisce, un tempo simbolo unificante, viene ora esibita da alcuni come segno di appartenenza politica e da altri capovolta in segno di protesta.
Osservatori europei e australiani colgono nella celebrazione un’America che proietta all’esterno un’immagine di potenza spettacolare – con 860.000 fuochi d’artificio sulla capitale e una parata navale a New York – ma che appare internamente logorata. Dalla prospettiva di Bruxelles e di altre capitali occidentali, la piega assunta dal semiquincentenario solleva interrogativi sulla tenuta del modello democratico statunitense e sulla capacità di Washington di esercitare una leadership coesa. Le celebrazioni proseguiranno fino al 10 luglio, ma il dossier resta aperto: la commissione congressuale non ha ancora chiarito il proprio ruolo futuro, mentre la Casa Bianca sembra intenzionata a capitalizzare l’anniversario in chiave elettorale, lasciando in eredità un precedente di commemorazione nazionale esplicitamente partigiana.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 4 lingue
Il 250° compleanno dell'America è oscurato da un profondo pessimismo nazionale e da divisioni politiche, con celebrazioni rivali sulle coste opposte e milioni di cittadini che rifiutano di partecipare. La bandiera stessa è diventata un simbolo di parte, e il raduno di Trump sul National Mall è segnato da scarsa affluenza e fallimenti logistici. Nonostante i dati economici mostrino miglioramenti rispetto al 1976, un senso pervasivo di ingiustizia e avidità domina l'umore pubblico.
Gli Stati Uniti celebrano il 250° anniversario con uno spettacolo pirotecnico da record e un festival che porta l'impronta personale di Trump, tra monete commemorative e passaporti speciali. I critici denunciano i costi enormi e l'impatto ambientale, ma il presidente resta indifferente, promettendo la festa di compleanno più spettacolare di sempre.
Allarga lo sguardo
BAT taglia 9.000 posti: l’AI guida la ristrutturazione del colosso del tabacco
5 lingue · 12 testate
Da TechnologyWhatsApp introduce gli username: il numero di telefono non sarà più la chiave di accesso
5 lingue · 10 testate
Da Science & HealthEbola Bundibugyo, il contagio si allarga: quarta provincia in Congo e primo caso in Francia
6 lingue · 12 testate