
Beasley e Davis incriminati: la combine che scuote il basket americano
L'ex guardia dei Bucks avrebbe truccato le proprie statistiche per saldare debiti di gioco, mentre l'inchiesta federale conta già 34 imputati.
Lunedì la procura federale di Brooklyn ha incriminato Malik Beasley ed Ed Davis, due volti noti della NBA, insieme all'agente Paolo Zamorano e ad altri tre complici, per un sistema di scommesse fraudolente che avrebbe manipolato partite della stagione 2023-24. Secondo l'atto d'accusa, Beasley, allora in forza ai Milwaukee Bucks, concordava con Davis – suo ex compagno a Minnesota e definito il 'guardiano' dell'operazione – se sotto-performare o eccedere in punti e rimbalzi, fornendo informazioni riservate che il gruppo sfruttava per piazzare puntate mirate sui mercati 'prop bet'. In cambio, Beasley riceveva tangenti, spesso sotto forma di riduzione o cancellazione di debiti di gioco contratti proprio con Davis.
Il meccanismo è emerso in almeno tre incontri: contro Cleveland il 26 gennaio 2024, quando Beasley avrebbe deliberatamente limitato i rimbalzi (ne catturò tre, uno sotto la linea), contro Charlotte il 27 febbraio (pochi punti, tanti rimbalzi) e contro i Clippers il 10 marzo (sovra-performance a rimbalzo). Le scommesse piazzate dai complici ammontavano a centinaia di migliaia di dollari. La difesa di Beasley, per voce dell'avvocato Steve Haney, respinge le accuse definendo l'incriminazione un atto unilaterale e invocando la presunzione d'innocenza. I capi d'imputazione – associazione a delinquere per frode telematica, corruzione sportiva e riciclaggio – comportano pene fino a vent'anni di reclusione.
L'inchiesta, condotta dall'FBI, si inserisce in un'operazione molto più ampia che ha già portato all'incriminazione di 34 persone, tra cui altri ex giocatori come Terry Rozier – accusato di aver accettato 100.000 dollari per uscire anzitempo da una partita nel 2023 – e Damon Jones, che martedì si è dichiarato colpevole. Jontay Porter, bandito a vita dalla lega, aveva patteggiato a luglio. Negli ambienti sportivi statunitensi, il caso solleva interrogativi sulla tenuta dell'integrità del gioco, in un'epoca in cui le scommesse legalizzate moltiplicano i punti di contatto tra atleti e scommettitori.
Le conseguenze per Beasley sono già pesanti: i Detroit Pistons avevano ritirato un'offerta di contratto triennale da 42 milioni di dollari dopo essere stati informati dell'indagine federale. Il giocatore, che nella stagione 2024-25 aveva realizzato 319 triple (uno dei soli cinque nella storia a superare quota 300), non è più sceso in campo nella NBA e ha giocato brevemente a Porto Rico. Davis, ritiratosi nel 2022 dopo dodici stagioni e otto franchigie, è accusato di aver piazzato direttamente le puntate sulle prestazioni dell'ex compagno. Gli arresti sono scattati lunedì in diverse località degli Stati Uniti; Beasley e Zamorano si costituiranno nei prossimi giorni, mentre il processo a Rozier è fissato per febbraio 2027. L'ombra della combine si allunga su una lega che fatica a scrollarsi di dosso lo spettro del gioco d'azzardo.
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Due ex giocatori NBA sono stati incriminati in un'indagine federale sulle scommesse sportive. Le accuse sostengono che uno di loro, mentre giocava per i Milwaukee Bucks, abbia adattato il proprio rendimento in base alle tendenze delle puntate. L'inchiesta prosegue con nuovi capi d'imputazione.
Lo scandalo scommesse NBA si aggrava con l'incriminazione di Malik Beasley e Ed Davis. L'accusa descrive un sistema in cui Beasley avrebbe intenzionalmente manipolato le sue prestazioni per favorire gli scommettitori, orchestrato da un agente e complici. Le frodi, per centinaia di migliaia di dollari, minano l'integrità dello sport professionistico.
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