
Micron infiamma i listini asiatici: Nikkei e Kospi toccano nuovi record
I risultati trimestrali del produttore di memorie, quadruplicati grazie alla domanda di intelligenza artificiale, innescano un rally tecnologico globale e spingono al rialzo le piazze di Tokyo e Seul.
I conti di Micron Technology hanno superato ogni previsione, con un utile netto di 28,2 miliardi di dollari e ricavi per 41,5 miliardi, trainati dalla domanda insaziabile di chip di memoria per l'intelligenza artificiale. La reazione dei mercati è stata immediata: il titolo è balzato fino al 18% nel dopo-Borsa di Wall Street, e i futures sul Nasdaq 100 sono saliti di quasi il 2%, trascinando le piazze asiatiche.
Il meccanismo è noto: i data center che addestrano i modelli di IA richiedono memorie ad alta larghezza di banda (HBM), un segmento in cui Micron compete con i colossi sudcoreani. La società ha annunciato di aver siglato sedici contratti pluriennali con clienti strategici per un valore complessivo di 22 miliardi di dollari, un segnale che la carenza di offerta durerà almeno fino al 2027, come confermato dal management. Secondo gli analisti di Wall Street, questi accordi riducono la tradizionale volatilità ciclica del settore e offrono una visibilità senza precedenti sui ricavi futuri.
L'onda si è propagata con forza in Asia. A Tokyo, il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo del 4,6% a 72.366 punti, un nuovo massimo storico, sospinto dai titoli dei semiconduttori come Tokyo Electron e Advantest. A Seul, il Kospi ha toccato un record con un balzo del 5,9%, grazie a Samsung Electronics e SK Hynix, quest'ultima salita di oltre l'11% anche per l'annuncio di una quotazione a Wall Street da 29 miliardi di dollari. Gli investitori asiatici hanno interpretato i risultati di Micron come la conferma che la domanda di memorie resterà robusta, allontanando i timori di un rallentamento degli investimenti in infrastrutture per l'IA.
Sul fronte macroeconomico, il calo del petrolio – il Brent è sceso sotto i 74 dollari al barile per i progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e per l'aumento dell'offerta – ha offerto un ulteriore sostegno ai listini, alleviando le pressioni inflazionistiche. Il dollaro, tuttavia, si è rafforzato ai massimi da sette mesi, creando qualche tensione sulle valute asiatiche. L'attenzione ora si sposta sul dato PCE, l'indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve, atteso in accelerazione. La lettura fornirà indicazioni cruciali sulla traiettoria dei tassi, in un contesto in cui i rendimenti dei Treasury sono già scesi bruscamente.
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L'indice Nikkei di Tokyo è balzato di oltre 2.000 punti in mattinata, per poi estendere i guadagni a più di 3.000 punti, trainato da forti acquisti sui titoli legati all'intelligenza artificiale e ai semiconduttori. Il rally è seguito alle previsioni di utili di Micron Technology, superiori alle attese, che hanno rassicurato gli investitori sulla domanda sostenuta di chip di memoria.
Micron ha presentato uno dei report tecnologici più impressionanti dell'anno, polverizzando le previsioni degli analisti con un'impennata del 1.215% degli utili e ricavi record. I risultati hanno scatenato un boom dei titoli dei chip, facendo schizzare le azioni Micron nel dopo-borsa e alimentando un ampio rally sui mercati asiatici, mentre il boom dell'IA non mostra segni di rallentamento.
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