
Houston, il Brasile si prepara alla prima notte da dentro o fuori: Ancelotti invoca mente e cuore
Alla vigilia degli ottavi di finale contro un Giappone che ha già battuto i verdeoro in amichevole, il tecnico italiano nasconde la formazione e dosa il recupero di Neymar.
Sotto il tetto climatizzato dell’NRG Stadium di Houston, Carlo Ancelotti ha trasformato la conferenza della vigilia in un piccolo teatro degli enigmi. «Non do la formazione, così non state troppo tranquilli», ha scherzato con i giornalisti, rifiutandosi di confermare se per la prima volta in quattordici mesi ripeterà lo stesso undici. L’Italia calcistica che lo ha visto trionfare in Europa riconosce il copione: l’ironia serve a mascherare la tensione di un match che il tecnico stesso ha definito «non un mata-mata, ma un mata. Non c’è ritorno». Il Brasile arriva all’appuntamento con il Giappone, valido per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026, forte di due vittorie nette nella fase a gironi ma consapevole che il livello degli avversari – Haiti e Scozia – non offre garanzie assolute.
La probabile formazione ricalca quella che ha travolto la Scozia: Alisson tra i pali, Danilo e Douglas Santos terzini, Marquinhos e Gabriel Magalhães centrali; a centrocampo Casemiro, Bruno Guimarães e Lucas Paquetá; in attacco il giovane Rayan, Matheus Cunha e Vinícius Júnior, capocannoniere del torneo con quattro reti. Resta fuori Raphinha, ancora alle prese con l’infortunio alla coscia destra. La vera incognita è Neymar: rientrato dopo un mese di stop per un problema al polpaccio, ha giocato un quarto d’ora contro la Scozia. Ancelotti assicura che «può giocare più di quindici minuti, sta molto meglio», ma lega il suo impiego al contesto della partita. Secondo la stampa brasiliana, l’idea è di averlo come arma a partita in corso, magari da falso nueve, ruolo in cui lo stesso tecnico lo vede capace di «infilare passaggi, finalizzare, apparire in area».
Dall’altra parte, il Giappone di Hajime Moriyasu si presenta con la mentalità della squadra che non ha nulla da perdere. «Il Mondiale comincia adesso. Vogliamo sfidarli e vincere», ha dichiarato il ct nipponico, forte di un percorso che in dodici mesi ha visto i Samurai Azzurri battere l’Inghilterra a Wembley e rimontare proprio il Brasile in amichevole a Tokyo, da 0-2 a 3-2. L’attaccante Takumi Minamino, seppur indisponibile per infortunio, ha parlato di «mentalità da sfavoriti» come chiave per sorprendere. L’analisi che arriva dall’Asia sottolinea la crescita costante del movimento giapponese, capace di imporre ritmi alti e un’organizzazione difensiva che Ancelotti ha elogiato senza riserve: «Hanno una struttura chiarissima in difesa e in attacco, sono una delle migliori squadre al mondo».
Il tabellone offre al Brasile un incrocio che molti analisti sudamericani giudicano favorevole, ma il tecnico italiano respinge ogni calcolo: «Non vedo un favorito chiaro, questo Mondiale è molto equilibrato». Il capitano Marquinhos ha ricordato la lezione del 2022 contro la Croazia e la recente sconfitta del suo Paris Saint-Germain contro il Botafogo nel Mondiale per Club, a dimostrazione che «il calcio si sta livellando, bisogna dimostrare in campo». La squadra ha preparato la partita con sessioni video dedicate ai movimenti dei giapponesi e ha provato i calci piazzati nell’ultimo allenamento al Dynamo Stadium. Chi vincerà affronterà la vincente di Norvegia-Costa d’Avorio, in programma il giorno successivo a Dallas.
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