
Haaland, il Mondiale continua online: meme, rap e 500 neonati in Perù
L'attaccante norvegese, eliminato ai quarti, ha segnato sette gol e scatenato un'ondata virale che va dai nomi di battesimo ai video rap adolescenziali.
La Norvegia di Erling Haaland si è fermata ai quarti di finale del Mondiale 2026, sconfitta 2-1 dall'Inghilterra. L'attaccante del Manchester City ha chiuso il suo primo torneo iridato con sette reti, a un solo gol dai capocannonieri Lionel Messi e Kylian Mbappé, confermandosi come uno dei protagonisti assoluti della competizione.
L'impatto di Haaland ha però travalicato i confini del rettangolo verde. In Perù, nazione che non si è qualificata al torneo, il nome del centravanti norvegese è diventato una scelta popolare per i nuovi nati. Secondo i dati del Registro nazionale di identificazione e stato civile (Reniec), oltre 500 bambini sono stati registrati con il nome Haaland o Erling Haaland nelle settimane del Mondiale. Un fenomeno che, come riportato dalla stampa sudamericana, si inserisce in una tradizione locale: in Perù si contano già migliaia di cittadini battezzati Messi, Ronaldo o Neymar.
Parallelamente, il web ha riscoperto un video del 2016 in cui un Haaland sedicenne rappa con due compagni della nazionale giovanile norvegese nel gruppo Flow Kingz. Il brano, intitolato «Kygo jo», è tornato virale superando i 18 milioni di visualizzazioni, e il dj Kygo ne ha curato un remix. Dalla Russia, invece, è emersa la figura di Anastasia Kostromina, una giovane che ha imitato la mimica e la camminata del calciatore in un video diventato virale su Instagram, raccogliendo milioni di like e l'attenzione dei media scandinavi.
In Germania, gli analisti dei media hanno descritto Haaland come un maestro del meme, capace di cavalcare l'ironia del web con un'autenticità rara per una star globale. Durante il torneo, il suo profilo Instagram è cresciuto di 30 milioni di follower, raggiungendo quasi 70 milioni, mentre i video brevi a lui dedicati hanno superato 683 milioni di visualizzazioni. Haaland ha risposto a un paragone con una cipollina primaverile condividendo un meme di un cane che si ritrae imbarazzato, ha postato un selfie accanto a Shrek definendolo «gemello» e ha accettato con humour le etichette di «babygirl» e «walking green flag» affibbiategli dalla comunità online americana. La sua capacità di ridere di sé stesso, notano gli osservatori tedeschi, ha ridefinito l'immagine della mascolinità sportiva, mostrando che la forza può convivere con la tenerezza e l'autoironia.
Eliminata la Norvegia, il Mondiale di Haaland prosegue sugli schermi di tutto il mondo. Il suo lascito non si misura solo nei gol, ma in un nuovo modello di celebrità calcistica, in cui il confine tra atleta e fenomeno di internet si fa sempre più sottile. Per il calcio europeo, e in particolare per un'Italia che fatica a produrre icone globali capaci di parlare alle nuove generazioni, il caso Haaland rappresenta un punto di riferimento e una sfida culturale.
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I genitori peruviani hanno parlato: Erling Haaland è il nome del futuro. I suoi gol potrebbero non aver vinto i Mondiali, ma hanno conquistato il cuore di una nazione.
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Prima di essere un'icona globale, Erling Haaland era solo un rapper con un sogno. Quel vecchio video dimostra che è sempre stato un intrattenitore.
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Haaland non è solo un calciatore; è una macchina di meme. Dai cipollotti ai sosia russi, internet se lo è appropriato.
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