
Giappone nella morsa del caldo record: prime vittime e allerta in 41 prefetture
Temperature oltre i 40°C, decessi e centinaia di ricoveri. Tokyo invita a indossare pantaloncini in ufficio, ma scoppia la polemica sui 'peli delle gambe'.
Un’ondata di calore eccezionale ha investito il Giappone, facendo registrare martedì 21 luglio il primo 'kokushobi' – letteralmente 'giorno crudelmente caldo' – da quando l’Agenzia meteorologica nazionale ha introdotto il termine ad aprile per le temperature superiori ai 40°C. Le città di Tajimi, Gujo e Toyoda, nel centro del Paese, hanno superato quella soglia, mentre mercoledì la colonnina di mercurio ha raggiunto i 40,5°C a Kuwana e i 40,1°C a Hamamatsu. Le autorità hanno diramato allerte per colpi di calore in 41 delle 47 prefetture.
Secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie e dai vigili del fuoco, nella sola giornata di martedì 287 persone sono state trasportate negli ospedali di Tokyo con sospetti colpi di calore, il numero più alto dell’anno. Nella settimana dal 6 al 12 luglio si erano già registrati 4.580 ricoveri e sette decessi. Fonti locali riferiscono di almeno tre vittime tra gli anziani nelle prime ore dell’emergenza, mentre un agricoltore di 85 anni è stato trovato senza vita in una serra nella prefettura di Tochigi. L’estate scorsa i ricoveri per colpi di calore avevano superato le centomila unità.
Per fronteggiare le temperature e ridurre il consumo di aria condizionata, il governo metropolitano di Tokyo ha rilanciato la campagna 'Cool Biz', invitando i lavoratori a indossare in ufficio pantaloncini, magliette e scarpe da ginnastica. L’iniziativa, promossa dalla governatrice Yuriko Koike, ha però suscitato reazioni contrastanti. Un sondaggio della clinica Gorilla indica che il 53,5% dei giapponesi è contrario all’uso dei pantaloncini sul lavoro, mentre il 46,5% è favorevole. Sui social media è nato il neologismo 'sunehara', crasi di 'molestia da peli delle gambe', per descrivere il disagio provato da alcune donne alla vista delle gambe non depilate dei colleghi. Diverse voci femminili denunciano inoltre un doppio standard: agli uomini è concesso scoprirsi, mentre alle donne si continua a richiedere l’uso di collant.
L’ondata di calore si inserisce in un quadro di temperature estive in costante aumento nell’arcipelago, con un incremento medio di 1,3°C nell’ultimo secolo e un record assoluto di 41,8°C toccato nel 2025. La domanda di elettricità ha spinto i prezzi dell’energia ai massimi da tre anni, aggravati dalla debolezza dello yen e dal rincaro del gas naturale liquefatto. Le autorità invitano la popolazione a idratarsi, usare l’aria condizionata ed evitare attività prolungate all’aperto, mentre l’Agenzia meteorologica prevede che il caldo estremo persista anche nei prossimi giorni.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
Il Giappone registra il primo 'giorno crudelmente caldo' con temperature superiori a 40°C, causando vittime e allerta.
L'uso di un termine ufficiale nuovo ('kokushobi') per descrivere il caldo estremo conferisce autorevolezza e urgenza alla notizia, presentandola come un evento storico e scientifico.
Il blocco atlantico omette la controversia sociale sui pantaloncini e le lamentele per i peli delle gambe, concentrandosi esclusivamente sull'ondata di calore e i suoi pericoli.
L'Europa continentale mette in luce le contraddizioni sociali della campagna Cool Biz di Tokyo, dove le donne denunciano il 'leg hair harassment' come effetto collaterale del nuovo codice di abbigliamento.
La narrazione si concentra su un dettaglio apparentemente minore (i peli delle gambe) per umanizzare e rendere controversa una politica altrimenti razionale, creando un contrasto tra pragmatismo e sensibilità culturale.
Il blocco europeo continentale omette le vittime e la gravità dell'ondata di calore, concentrandosi invece sulla reazione sociale al codice di abbigliamento.
La Russia riporta le tre vittime della calura estrema in Giappone, sottolineando la pericolosità del nuovo termine 'kokushobi' e la frequenza di tali eventi.
L'uso di dati concreti (temperature, numero di morti) e la citazione dell'agenzia meteorologica giapponese conferiscono credibilità e urgenza, presentando la notizia come un avvertimento fattuale.
Il blocco russo omette la controversia sociale sui pantaloncini e la campagna Cool Biz, concentrandosi esclusivamente sulle vittime dell'ondata di calore.
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