
Nagelsmann lascia la panchina tedesca: il dopo-Mondiale apre la strada a Klopp
Dopo l'eliminazione ai rigori contro il Paraguay, il commissario tecnico rassegna le dimissioni e la Federcalcio tedesca avvia subito i colloqui con l'ex tecnico del Liverpool.
Quattro giorni dopo l'uscita più precoce della sua storia recente, la Germania volta pagina. Julian Nagelsmann ha ufficialmente rassegnato le dimissioni da commissario tecnico della nazionale, ponendo fine a un ciclo iniziato nel settembre 2023 e interrotto bruscamente dal 3-4 ai calci di rigore contro il Paraguay nel turno dei sedicesimi di finale del Mondiale 2026. La decisione, comunicata dalla DFB nella tarda mattinata di venerdì, arriva dopo un vertice di tre ore a Francoforte in cui i vertici federali – il presidente Bernd Neuendorf, il direttore sportivo Rudi Völler e il presidente della Bundesliga Hans-Joachim Watzke – avevano ascoltato le spiegazioni del tecnico e, secondo la stampa tedesca, gli avevano suggerito di considerare un passo indietro volontario. Nagelsmann, che subito dopo la sconfitta aveva dichiarato di non essere «uno che scappa», ha infine chiesto egli stesso la risoluzione del contratto, che sarebbe scaduto nel 2028, e riceverà una buonuscita di circa sette milioni di euro.
L'eliminazione contro il Paraguay ha rappresentato il terzo fallimento consecutivo della Germania in un Mondiale, dopo le uscite nella fase a gironi del 2018 e del 2022. La Mannschaft, campione del mondo nel 2014, non vince una partita a eliminazione diretta nella competizione da oltre un decennio. Nella notte di Boston, la squadra di Nagelsmann era passata in svantaggio al 42' per un gol di Julio Enciso, aveva pareggiato con Kai Havertz al 54' e aveva poi ceduto dal dischetto: per la prima volta nella sua storia, la Germania perdeva una lotteria dei rigori in un Mondiale, dopo aver vinto tutti e quattro i precedenti. Il percorso nel torneo era stato altalenante: un 7-1 inaugurale contro Curaçao, una vittoria sofferta contro la Costa d'Avorio e una sconfitta per 2-1 contro l'Ecuador che aveva già incrinato le certezze.
La rapidità con cui la DFB ha gestito la transizione segna una discontinuità rispetto al passato. Dopo i flop del 2018 e del 2022, l'allenatore era stato confermato per mesi, alimentando un clima di stallo. Questa volta, il comunicato federale che annunciava le dimissioni di Nagelsmann conteneva già il nome del successore designato: Jürgen Klopp. «La dirigenza della DFB cercherà ora il colloquio con Jürgen Klopp», si legge, «il quale ha già segnalato la sua disponibilità di massima ad assumere l'incarico». Klopp, attuale responsabile globale del calcio per il gruppo Red Bull, ha un contratto fino al 2029 ma, secondo indiscrezioni, una clausola verbale gli consentirebbe di liberarsi per guidare la nazionale. La prospettiva di un indennizzo al club – una prima assoluta per la federazione tedesca – non sembra rappresentare un ostacolo insormontabile, anche grazie ai nuovi contratti di sponsorizzazione.
La stampa europea ha letto l'episodio come l'ennesimo scossone per una grande tradizione calcistica. In Spagna, Marca ha titolato «Il Mondiale ha già un'altra vittima», mentre in Francia L'Équipe ha parlato di «più grande sconvolgimento del torneo finora». In Italia, la Gazzetta dello Sport ha sottolineato la volontà tedesca di «non perdere tempo» per voltare pagina. Oltre a Nagelsmann, lasciano la nazionale anche i suoi assistenti Benjamin Glück e Benjamin Hübner, mentre il direttore generale Andreas Rettig ha annunciato che non rinnoverà il contratto in scadenza a fine anno per motivi personali. Restano invece al loro posto il preparatore dei portieri Andreas Kronenberg e il tecnico degli standard Mads Buttgereit.
La Germania tornerà in campo il 24 settembre nella Nations League contro i Paesi Bassi, in un girone che comprende anche Grecia e Serbia. Nel frattempo, Klopp continuerà il suo lavoro di commentatore televisivo per Magenta TV fino alla conclusione del Mondiale, mentre la DFB avvia i negoziati formali. L'eredità di Nagelsmann – 23 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte in 37 partite, con un quarto di finale all'Europeo casalingo del 2024 – si chiude con la sensazione, diffusa tra gli analisti tedeschi, che il talento di una generazione (Wirtz, Musiala) non sia stato sufficiente a invertire una parabola discendente che dura ormai da tre lustri.
| Stampa latinoamericana | +0.40 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
Klopp è la soluzione immediata alla crisi; la Germania ha trovato il suo condottiero.
La narrazione personifica la soluzione in una figura eroica, semplificando un fallimento complesso in un semplice cambio di leadership.
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