
Germania, l’incubo mondiale continua: Paraguay la elimina ai rigori, è il terzo flop di fila
Dopo l’1-1 nei 120 minuti, i tedeschi sbagliano tre penalty e salutano il torneo: crisi profonda, mentre la federazione rinvia la decisione su Nagelsmann.
La notte di Boston resterà a lungo una ferita aperta per il calcio tedesco. Ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026, la Germania è stata eliminata dal Paraguay dopo i calci di rigore: 4-3 il verdetto dal dischetto, dopo che i centoventi minuti si erano chiusi sull’1-1. I sudamericani, guidati da Gustavo Alfaro, erano passati in vantaggio con Julio Enciso al 42’, ma la Mannschaft aveva pareggiato a inizio ripresa con un colpo di testa di Kai Havertz. Il dominio territoriale tedesco – 75% di possesso, ventuno tiri, sedici calci d’angolo – non si è tradotto in gol, e la squadra di Nagelsmann ha mostrato una lentezza di manovra che lo stesso tecnico ha definito «troppo prevedibile».
La svolta mancata è arrivata al 102’, quando Jonathan Tah ha insaccato di testa su corner, ma l’arbitro marocchino Jalal Jayed, dopo revisione al VAR, ha annullato per un contatto giudicato falloso su Orlando Gill. Una decisione che ha scatenato le ire non solo di Nagelsmann («uno scandalo»), ma anche di Jürgen Klopp, opinionista tv durante il torneo, il quale ha paragonato l’episodio ai gol su palla inattiva dell’Arsenal in Premier League. Nella successiva lotteria dei rigori, la Germania ha fallito tre tentativi – con Havertz, Woltemade e lo stesso Tah – mentre il Paraguay ha chiuso la serie con il tiro decisivo di José Canale. A rendere ancora più amara la serata, le immagini della regia audio hanno rivelato che Leon Goretzka, interpellato due volte dal capitano Joshua Kimmich, ha rifiutato di presentarsi dal dischetto, lasciando il compito a un difensore mai utilizzato in carriera per un penalty.
L’eliminazione allunga la serie nera della Germania, che dopo il titolo del 2014 non ha più superato gli ottavi in un Mondiale: fuori ai gironi nel 2018 e nel 2022, ora fuori al primo turno a eliminazione diretta. «È imbarazzante», ha tuonato l’ex campione del mondo Thomas Müller, mentre Jürgen Klinsmann ha parlato di «disastro devastante e ridicolo». La stampa tedesca, da Kicker alla Süddeutsche Zeitung, ha usato parole come «umiliazione» e «fiasco», puntando il dito contro un progetto tecnico che non ha saputo dare identità alla squadra. Anche il capitano Kimmich ha ammesso: «Non abbiamo giocato bene contro nessun avversario, siamo stati eliminati meritatamente».
La Federcalcio tedesca (DFB) ha rinviato ogni decisione sul futuro di Julian Nagelsmann, il cui contratto scade nel 2028. Il presidente Bernd Neuendorf ha annunciato un’analisi approfondita nei prossimi giorni, escludendo un semplice ritorno alla normalità. Il nome di Klopp continua a circolare, ma l’ex tecnico del Liverpool ha gelato le speculazioni: «Non è il momento». Intanto il Paraguay, che non partecipava a un Mondiale da sedici anni, si prepara ad affrontare la vincente di Francia-Svezia negli ottavi, mentre la Germania tornerà in campo a settembre per la Nations League contro l’Olanda, con la necessità di ripensare dalle fondamenta un movimento che, nonostante stadi pieni e talenti come Wirtz e Musiala, fatica a ritrovare la propria anima competitiva.
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La federazione tedesca rimanda la decisione sul futuro di Nagelsmann dopo l'umiliante eliminazione. Si valutano i danni finanziari e si discute già di un possibile successore, con Klopp in pole position. La crisi del calcio tedesco impone una riflessione strategica in vista degli Europei 2028.
L'eliminazione della Germania viene dipinta come un fiasco storico, con la stampa tedesca che usa termini come disastro e vergogna. La frase di Nagelsmann, secondo cui perdere col Paraguay dimostra di non essere una squadra di alto livello, scatena polemiche per la sua arroganza. Il tono è di schadenfreude per il crollo di una potenza, mentre il Paraguay viene celebrato come l'eroe a sorpresa.
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