
Dal G7 di Évian armi a Kiev e nuove sanzioni a Mosca, mentre Trump incassa il sì sull’accordo con l’Iran
I leader delle sette maggiori economie promettono più difesa aerea e missili a lungo raggio all’Ucraina, rafforzano le sanzioni energetiche contro la Russia e benedicono l’intesa Usa-Iran che riapre lo Stretto di Hormuz.
Il vertice del G7 di Évian-les-Bains, sulle rive francesi del Lago Lemano, ha prodotto una dichiarazione congiunta che segna un riallineamento significativo delle potenze occidentali su due fronti caldissimi: la guerra in Ucraina e la crisi mediorientale. Per la prima volta sotto il secondo mandato di Donald Trump, i leader di Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Unione Europea sono riusciti a firmare un testo comune su tutti i dossier geopolitici, come ha sottolineato con sollievo il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il comunicato notturno, diffuso dalla presidenza francese di Emmanuel Macron, promette a Kiev un’accelerazione nelle forniture di sistemi di difesa aerea, intercettori e capacità a lungo raggio, e si spinge fino a ipotizzare licenze per ampliare la produzione militare ucraina sul proprio territorio.
La novità più rilevante per gli equilibri energetici globali – e per l’Italia, che dipende fortemente dalle rotte del Golfo Persico – è però l’intreccio tra il sostegno a Kiev e l’accordo provvisorio tra Washington e Teheran. I leader del G7 hanno accolto l’intesa come «un’opportunità storica per impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari e affrontare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche». La riapertura dello Stretto di Hormuz, prevista dall’accordo, consente ora di colpire con maggiore efficacia il settore petrolifero e del gas russo: le sanzioni aggiuntive annunciate contro Mosca si appoggiano proprio sulla ritrovata fluidità delle rotte energetiche, riducendo il rischio di contraccolpi sui mercati. Non a caso, il comunicato finale impegna i Sette a diversificare le vie di approvvigionamento e ad aumentare le scorte strategiche.
Sul piano politico, il vertice ha mostrato un Trump inedito, disposto a incassare il consenso alleato sul dossier iraniano mentre rilancia la propria immagine di pacificatore. Il presidente americano ha definito «molto buono» l’incontro con Volodymyr Zelensky e ha esortato la Russia a «fare un accordo», sostenendo di aver già risolto otto guerre e giudicando quella ucraina «la più facile da chiudere». Parole che a Kiev e nelle capitali europee vengono accolte con prudente pragmatismo: secondo analisti dell’Europa orientale, il vero banco di prova sarà la capacità di Washington di tradurre la pressione sanzionatoria e militare in un negoziato credibile con Mosca, mentre da Bruxelles si insiste perché ogni passo sia coordinato con l’Unione.
Il G7 ha inoltre chiesto un cessate il fuoco immediato in Libano e ha collegato la stabilizzazione del fronte iraniano al disarmo di Hezbollah, in un quadro regionale che resta fragilissimo. L’attenzione al Mediterraneo orientale e al Golfo tocca direttamente gli interessi italiani, dalla missione Unifil alla sicurezza energetica, e spiega l’attivismo della premier Giorgia Meloni nel ribadire, nei bilaterali di Évian, la necessità di un approccio integrato tra NATO, UE e G7.
Guardando avanti, la dichiarazione di Évian delinea un’agenda densa di incognite. L’aumento degli aiuti militari a Kiev e le nuove sanzioni a Mosca rischiano di allargare la forbice tra un Occidente che ritrova unità d’intenti e una Russia sempre più isolata, mentre l’accordo con l’Iran – che sarà formalizzato nei prossimi giorni in Svizzera – dovrà dimostrare di reggere alle diffidenze interne americane e alle ambiguità di Teheran. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, la partita si gioca sulla capacità di trasformare questa finestra diplomatica in una architettura di sicurezza stabile, che non dipenda esclusivamente dagli umori della Casa Bianca.
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I leader del G7 hanno ribadito il loro sostegno all'integrità territoriale ucraina e hanno concordato di aumentare la pressione sull'economia di guerra russa. Hanno promesso di rafforzare le sanzioni, in particolare sui settori petrolifero e del gas. L'incontro ha anche toccato altri dossier geopolitici, ma il focus è rimasto sull'assistenza militare a Kiev.
Riuniti a Évian-les-Bains, i leader del G7 hanno dichiarato un sostegno incrollabile alla difesa della libertà e della sovranità ucraina. Hanno concordato di aumentare le forniture di sistemi di difesa aerea e armi a lungo raggio, e di aiutare il paese a superare il prossimo inverno. Nuove sanzioni colpiranno l'economia di guerra russa, con un focus sul settore energetico.
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