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Geopolitica e Politicagiovedì 25 giugno 2026

Francia ferma la petroliera Deliver: nuova stretta sulla flotta ombra russa

Macron annuncia il sequestro al largo della Sicilia, quinta operazione francese contro navi sospettate di eludere le sanzioni petrolifere.

La marina francese ha abbordato e posto sotto sequestro la petroliera Deliver mentre transitava al largo delle coste siciliane il 23 giugno. L’operazione, resa nota due giorni dopo dal presidente Emmanuel Macron, è stata motivata da una violazione del diritto marittimo internazionale. La nave, lunga 274 metri e battente bandiera camerunense, era partita il 4 giugno dal terminal petrolifero russo di Primorsk, sul Baltico, con destinazione Singapore. Secondo le autorità di Parigi, la Deliver appartiene alla cosiddetta “flotta ombra” che Mosca utilizzerebbe per aggirare i tetti al prezzo del greggio e le restrizioni all’export imposte dai paesi occidentali dopo l’invasione dell’Ucraina.

Dal punto di vista dell’Eliseo e della Commissione europea, l’intercettazione si inserisce in una campagna coordinata per aumentare i costi della guerra per la Russia e impedire che il commercio petrolifero finanzi lo sforzo bellico. “Non permetteremo alla flotta ombra di eludere le sanzioni e alimentare le operazioni militari russe”, ha scritto Macron su X, sottolineando la determinazione europea. Bruxelles ha infatti autorizzato gli Stati membri a fermare in acque mediterranee le navi straniere sospettate di legami con la Russia, e la Francia ha già condotto operazioni analoghe: dall’autunno scorso sono stati bloccati i tanker Grinch, Boracay, Deyna e Tagor, in alcuni casi rilasciati dopo il pagamento di multe milionarie per irregolarità nella documentazione di bandiera. Pochi giorni prima del caso Deliver, il Regno Unito aveva sequestrato nel Canale della Manica la petroliera Smyrtos, con un carico di centomila tonnellate di greggio russo.

Nell’ottica di Mosca, queste azioni costituiscono una violazione del diritto internazionale e un’interferenza illecita nella libertà di navigazione. Il Cremlino ha già annunciato che valuterà tutte le opzioni legali disponibili, compresa la possibilità di ricorrere a tribunali internazionali, qualora il carico sequestrato venisse messo all’asta. La risposta russa si è finora tradotta anche nell’estensione delle liste di rappresentanti europei colpiti da divieti d’ingresso. Gli analisti del settore marittimo osservano tuttavia che la completa paralisi della flotta ombra resta difficile: le navi possono operare in giurisdizioni di paesi terzi e i carichi vengono spesso venduti già al momento dell’imbarco, rendendo complessa l’attribuzione della proprietà.

La vicenda tocca direttamente gli interessi europei e italiani. Il Mediterraneo è un crocevia di rotte petrolifere e la presenza di centinaia di tanker vetusti, spesso privi di coperture assicurative adeguate, solleva preoccupazioni per i rischi ambientali in un mare già fragile. Secondo fonti diplomatiche a Bruxelles, l’obiettivo delle operazioni di polizia marittima non è solo sanzionatorio ma anche dissuasivo: rendere sempre più oneroso e rischioso l’utilizzo di queste navi. Al momento la Deliver si trova sotto controllo francese a est di Malta, in attesa delle verifiche sul carico e sulla documentazione. Non è escluso che, come nei casi precedenti, possa essere rilasciata dopo l’irrogazione di sanzioni pecuniarie, ma il segnale politico resta quello di una pressione crescente su uno dei canali ancora attivi di finanziamento dell’economia di guerra russa.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa russa e CSIStampa europea continentale
Stampa russa e CSI
ScetticismoVittimismo

I media russi presentano il fermo come un'operazione francese basata su accuse non provate, sottolineando che la nave batteva bandiera camerunense e che il legame con Mosca è solo presunto. L'episodio viene inquadrato nell'ennesima pressione occidentale, mentre si ricorda che il diritto marittimo viene usato in modo selettivo contro la Russia.

Stampa europea continentale
TrionfoUrgenza

La stampa continentale europea celebra l'operazione come una prova della determinazione comune contro la flotta ombra russa. L'intercettazione del Deliver viene letta come un segnale che le sanzioni non resteranno lettera morta e che i Paesi UE sono pronti a colpire chi finanzia lo sforzo bellico di Mosca.

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Francia ferma la petroliera Deliver: nuova stretta sulla flotta ombra russa

Macron annuncia il sequestro al largo della Sicilia, quinta operazione francese contro navi sospettate di eludere le sanzioni petrolifere.

La marina francese ha abbordato e posto sotto sequestro la petroliera Deliver mentre transitava al largo delle coste siciliane il 23 giugno. L’operazione, resa nota due giorni dopo dal presidente Emmanuel Macron, è stata motivata da una violazione del diritto marittimo internazionale. La nave, lunga 274 metri e battente bandiera camerunense, era partita il 4 giugno dal terminal petrolifero russo di Primorsk, sul Baltico, con destinazione Singapore. Secondo le autorità di Parigi, la Deliver appartiene alla cosiddetta “flotta ombra” che Mosca utilizzerebbe per aggirare i tetti al prezzo del greggio e le restrizioni all’export imposte dai paesi occidentali dopo l’invasione dell’Ucraina.

Dal punto di vista dell’Eliseo e della Commissione europea, l’intercettazione si inserisce in una campagna coordinata per aumentare i costi della guerra per la Russia e impedire che il commercio petrolifero finanzi lo sforzo bellico. “Non permetteremo alla flotta ombra di eludere le sanzioni e alimentare le operazioni militari russe”, ha scritto Macron su X, sottolineando la determinazione europea. Bruxelles ha infatti autorizzato gli Stati membri a fermare in acque mediterranee le navi straniere sospettate di legami con la Russia, e la Francia ha già condotto operazioni analoghe: dall’autunno scorso sono stati bloccati i tanker Grinch, Boracay, Deyna e Tagor, in alcuni casi rilasciati dopo il pagamento di multe milionarie per irregolarità nella documentazione di bandiera. Pochi giorni prima del caso Deliver, il Regno Unito aveva sequestrato nel Canale della Manica la petroliera Smyrtos, con un carico di centomila tonnellate di greggio russo.

Nell’ottica di Mosca, queste azioni costituiscono una violazione del diritto internazionale e un’interferenza illecita nella libertà di navigazione. Il Cremlino ha già annunciato che valuterà tutte le opzioni legali disponibili, compresa la possibilità di ricorrere a tribunali internazionali, qualora il carico sequestrato venisse messo all’asta. La risposta russa si è finora tradotta anche nell’estensione delle liste di rappresentanti europei colpiti da divieti d’ingresso. Gli analisti del settore marittimo osservano tuttavia che la completa paralisi della flotta ombra resta difficile: le navi possono operare in giurisdizioni di paesi terzi e i carichi vengono spesso venduti già al momento dell’imbarco, rendendo complessa l’attribuzione della proprietà.

La vicenda tocca direttamente gli interessi europei e italiani. Il Mediterraneo è un crocevia di rotte petrolifere e la presenza di centinaia di tanker vetusti, spesso privi di coperture assicurative adeguate, solleva preoccupazioni per i rischi ambientali in un mare già fragile. Secondo fonti diplomatiche a Bruxelles, l’obiettivo delle operazioni di polizia marittima non è solo sanzionatorio ma anche dissuasivo: rendere sempre più oneroso e rischioso l’utilizzo di queste navi. Al momento la Deliver si trova sotto controllo francese a est di Malta, in attesa delle verifiche sul carico e sulla documentazione. Non è escluso che, come nei casi precedenti, possa essere rilasciata dopo l’irrogazione di sanzioni pecuniarie, ma il segnale politico resta quello di una pressione crescente su uno dei canali ancora attivi di finanziamento dell’economia di guerra russa.

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I media russi presentano il fermo come un'operazione francese basata su accuse non provate, sottolineando che la nave batteva bandiera camerunense e che il legame con Mosca è solo presunto. L'episodio viene inquadrato nell'ennesima pressione occidentale, mentre si ricorda che il diritto marittimo viene usato in modo selettivo contro la Russia.

Stampa europea continentale
TrionfoUrgenza

La stampa continentale europea celebra l'operazione come una prova della determinazione comune contro la flotta ombra russa. L'intercettazione del Deliver viene letta come un segnale che le sanzioni non resteranno lettera morta e che i Paesi UE sono pronti a colpire chi finanzia lo sforzo bellico di Mosca.

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