
Fine settimana di sangue in Nordamerica: sparatorie a Chicago, Guanajuato e Città del Messico
Almeno 19 morti e 45 feriti in attacchi armati negli Stati Uniti e in Messico; le indagini proseguono per accertare le dinamiche e le responsabilità.
Almeno diciannove persone sono morte e quarantacinque sono rimaste ferite in una serie di attacchi armati avvenuti nell’ultimo fine settimana a Chicago, nello stato messicano di Guanajuato e a Città del Messico.
Secondo i dati diffusi dalla polizia di Chicago, nella metropoli dell’Illinois si sono verificate almeno due dozzine di sparatorie tra venerdì sera e domenica, causando la morte di sette persone e il ferimento di oltre trentotto. Tra gli episodi più gravi, una sparatoria su una strada del South Side la sera di venerdì – durante la festa del Juneteenth, che celebra la fine della schiavitù – ha coinvolto dodici persone ferite, di età compresa tra i 17 e i 47 anni, colpite da colpi esplosi da un SUV. Poche ore prima l’ex presidente Barack Obama aveva inaugurato il suo centro presidenziale nella zona. Il sindaco Brandon Johnson ha condannato l’accaduto, definendolo «un orribile atto di violenza», mentre il presidente Donald Trump è tornato a chiedere l’intervento della Guardia Nazionale e a criticare il governatore democratico J.B. Pritzker per non aver richiesto aiuti federali.
In Messico, due attacchi armati in diverse località del Guanajuato hanno provocato almeno otto morti e sei feriti. Il primo si è verificato sabato pomeriggio a San Luis de La Paz, dove un gruppo armato ha fatto irruzione in un locale che vendeva alcolici nella comunità di Puerto Blanco e ha aperto il fuoco contro gli avventori: tre persone sono decedute e quattro sono rimaste ferite. Poco dopo, a Salamanca, un commando ha sparato su un gruppo di persone che si trovavano vicino a un campo di calcio nella comunità di San Juan de Razos, uccidendone cinque – tra cui due adolescenti – e ferendone altre due. Le autorità locali, con il supporto della Guardia Nazionale, hanno avviato le indagini ma non hanno ancora diffuso le identità delle vittime né eseguito arresti. Fonti della sicurezza messicana ricordano che la regione è da tempo teatro di sanguinose dispute tra il Cartello Jalisco Nuova Generazione e il Cartello di Santa Rosa de Lima.
A Città del Messico, infine, la polizia è intervenuta in un bar del quartiere di San Bartolo Ameyalco, nella delegazione Álvaro Obregón, dove una lite tra giovani si è trasformata in una sparatoria che ha causato la morte di quattro uomini e il ferimento di un quinto. Due persone sono state fermate: il ferito, sospettato di aver partecipato all’aggressione, e una donna di ventidue anni accusata di aver nascosto l’arma.
Tutti gli episodi sono al vaglio delle rispettive autorità giudiziarie; al momento non emergono elementi di collegamento tra loro. Le indagini proseguono per chiarire le dinamiche esatte e le responsabilità individuali.
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Un'ondata di violenza armata a Chicago durante il fine settimana ha causato sette morti e decine di feriti, suscitando dure critiche da parte dell'ex presidente, che ha accusato i leader locali e si è vantato di poter ristabilire rapidamente l'ordine. Gli episodi hanno riacceso il dibattito sulla criminalità urbana e sull'intervento federale.
Una serie di attacchi armati nel Guanajuato e a Città del Messico durante il fine settimana ha causato almeno 12 morti e diversi feriti, tra cui adolescenti. La violenza, attribuita alla criminalità organizzata, evidenzia l'insicurezza persistente che affligge le comunità messicane.
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