
Filippine, sparatoria in una scuola superiore: tre morti e sette feriti, fermati due studenti
Due minorenni armati hanno aperto il fuoco in un istituto di Tacloban; le autorità indagano sul movente, forse legato a episodi di bullismo.
Lunedì mattina, due studenti di 14 e 15 anni hanno aperto il fuoco all'interno della San Jose National High School di Tacloban, nella provincia di Leyte, nel centro delle Filippine. Secondo la polizia filippina, tre studenti sono morti e altre sette persone sono rimaste ferite – tre per colpi d'arma da fuoco e quattro nella fuga precipitosa dalle aule. I due aggressori, entrambi minorenni, sono stati arrestati: uno subito dopo l'attacco, l'altro si è consegnato o è stato catturato poco dopo in un'abitazione vicina.
Le armi utilizzate – una pistola calibro 9 mm e un revolver .38 – sono state recuperate sulla scena, dove gli investigatori hanno raccolto circa quaranta bossoli. Il portavoce della polizia nazionale, colonnello Allen Rae Co, ha dichiarato che la pistola 9 mm risulta registrata a una donna poliziotto, zia di uno dei sospettati, ora in custodia; il revolver è invece riconducibile a un'agenzia di sicurezza privata di Cebu City. Le autorità stanno verificando come i due ragazzi siano riusciti a introdurre le armi nel campus, che al momento dell'attacco era sorvegliato da un solo guardiano per più ingressi.
Secondo le prime dichiarazioni rese agli inquirenti, i due giovani – descritti come amici stretti e senza precedenti penali – avrebbero agito spinti da un «rancore» legato a episodi di bullismo subito a scuola. La polizia ha tuttavia precisato che il movente è ancora in fase di accertamento e che non è chiaro se le vittime fossero obiettivi premeditati. Alcuni media locali riferiscono che sui profili social di uno dei sospettati erano stati individuati video violenti in cui maneggiava armi, segnali che, secondo il portavoce Co, «se monitorati avrebbero potuto prevenire l'accaduto».
Le sparatorie in ambito scolastico sono un fenomeno raro nelle Filippine, dove però la violenza armata è diffusa, alimentata da un vasto mercato nero di armi nonostante una normativa restrittiva. L'ultimo episodio analogo risale al luglio 2022, quando un uomo aprì il fuoco durante una cerimonia di laurea all'Ateneo de Manila University, uccidendo tre persone per motivi personali. Il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha ordinato un'indagine approfondita e il rafforzamento della sicurezza in tutte le scuole, mentre il ministero dell'Istruzione ha annunciato una revisione dei protocolli di sicurezza e delle politiche anti-bullismo. Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato l'attacco, esprimendo cordoglio alle famiglie delle vittime.
Al momento, i due minorenni sono stati affidati ai servizi sociali; il quattordicenne, in base alla legge filippina, potrebbe non essere perseguibile penalmente. La polizia ha invitato la popolazione a mantenere la calma e a collaborare fornendo informazioni utili all'inchiesta, che resta aperta per chiarire tutti i dettagli della dinamica e le responsabilità indirette.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Un raro episodio di violenza scolastica nelle Filippine ha causato tre morti e cinque feriti. Le autorità hanno arrestato due sospetti, ma il movente resta ignoto. La cronaca sottolinea l'eccezionalità dell'accaduto in un paese dove sparatorie a scuola sono quasi inesistenti.
Immagini raccapriccianti e le grida degli studenti atterriti dominano la copertura della sparatoria scolastica nelle Filippine. I media diffondono i primi video dal luogo dell'attacco, puntando sull'impatto emotivo e sullo shock della comunità. La notizia è trattata come un evento sconvolgente che ha gettato nel panico la scuola.
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