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Crimini & Disastrivenerdì 19 giugno 2026

Farsi giustizia da sé: dispositivi elettrici, pestaggi e folle, un’insicurezza che attraversa i continenti

Dall’Argentina alla Russia, passando per Brasile e Bangladesh, una serie di episodi recenti mostra come la sfiducia nelle istituzioni spinga i cittadini a reagire in proprio, con tecnologia o violenza.

In pochi giorni, quattro Paesi e tre continenti hanno restituito immagini di un disagio simile: cittadini che, di fronte a un crimine o a un’offesa percepita, scelgono la reazione immediata scavalcando le autorità. A Remedios de Escalada e San Martín, nella provincia di Buenos Aires, una donna ha attivato a distanza un dispositivo chiamato Shock-Bag – una cintura che eroga 6000 volt – per mettere in fuga due rapinatori che le avevano appena sottratto la moto. La scena, ripresa dalle telecamere di sicurezza, mostra uno dei ladri stramazzare a terra dopo la scossa e fuggire a piedi. La vittima, Débora, ha spiegato di aver installato il sistema dopo aver subito quattro furti analoghi e di aver agito «senza denunciare», secondo quanto riportato dalle autorità locali. La procura di Avellaneda-Lanús ha comunque aperto un’inchiesta d’ufficio.

Nella stessa provincia, a La Plata, un adolescente che tornava da scuola è stato aggredito da due uomini in moto all’incrocio tra le calles 149 e 59, nel quartiere Los Hornos. Il ragazzo è riuscito a fuggire a piedi, frustrando il tentativo di rapina. Le immagini, diffuse dalla stampa locale, mostrano i due malviventi salire sul marciapiede e colpire il minore, che reagisce d’istinto e scappa. Anche in questo caso, secondo le fonti giornalistiche argentine, i rapinatori sono fuggiti a mani vuote.

In Brasile, la dinamica si rovescia: a Ponta Grossa, nello Stato del Paraná, quattro uomini hanno aggredito il conducente di un’auto bianca che aveva perso il controllo e si era schiantato contro un muro, dopo aver urtato un motociclista poco prima. Gli aggressori, amici del motociclista, hanno picchiato anche un residente intervenuto per prestare soccorso, scambiandolo per un passeggero del veicolo. La Polícia Civil ha identificato i quattro grazie alle telecamere e li ha incriminati per lesioni e «esercizio arbitrario delle proprie ragioni», un reato che punisce chi si fa giustizia da sé. Il delegato Fernando Henrique Ribeiro Vieira ha definito «codarda» l’aggressione al soccorritore, sottolineando che «nessuno può farsi giustizia con le proprie mani».

In Bangladesh, la sfiducia nel percorso legale ha assunto una forma collettiva. A Keshobpur, nel distretto di Jessore, il proprietario di una moto rubata, insieme a una quarantina di giovani, ha preteso la restituzione immediata del veicolo già recuperato dalla polizia. Di fronte al rifiuto dell’agente di seguire la procedura, il gruppo ha aggredito il sottufficiale e si è ripreso la moto con la forza. Solo un successivo intervento della polizia, guidato dal commissario Rokhsana Khatun, ha permesso di recuperare il mezzo e arrestare un sospetto. Le autorità locali hanno dichiarato di essere ora impegnate a identificare gli assalitori.

A Murino, nella regione di San Pietroburgo, un uomo è stato picchiato da un gruppo di adolescenti dopo aver fatto loro un rimprovero. Il video, diffuso da canali Telegram russi, mostra la vittima a terra tra due auto, colpita ripetutamente, mentre la moglie tenta di fermare gli aggressori e i vicini gridano di aver chiamato la polizia. Due minorenni sono stati fermati, ha confermato il ministero dell’Interno locale. In tutti questi episodi, le telecamere di sorveglianza o i video amatoriali hanno svolto un ruolo decisivo per ricostruire i fatti, ma anche per amplificarne l’eco. Le indagini sono in corso in ciascuno dei Paesi coinvolti, mentre il dibattito sull’autodifesa e sulla legittimità di strumenti come lo Shock-Bag divide l’opinione pubblica, in Argentina come altrove.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

38%
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Stampa latinoamericanaStampa indiana e sudasiatica
Stampa latinoamericana/ Mercato
AllarmePragmatismo

In Argentina e Brasile, i cittadini ricorrono sempre più a dispositivi di autodifesa come gli shockbag per respingere i ladri di moto. I video mostrano vittime che attivano immobilizzatori elettrici, costringendo i malviventi alla fuga. Le forze dell'ordine indagano e identificano i sospetti, ma la tendenza riflette un crescente allarme per la criminalità di strada.

Stampa indiana e sudasiatica
IndignazioneUrgenza

In Bangladesh, una folla ha aggredito agenti di polizia per riprendersi con la forza una moto rubata già recuperata, scavalcando le procedure legali. Il proprietario e i suoi complici hanno picchiato un agente e sottratto il mezzo, costringendo la polizia a una nuova retata per recuperarlo e arrestare un sospetto. Le autorità ora danno la caccia agli aggressori, condannando l'azione come un attacco alle forze dell'ordine.

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venerdì 19 giugno 2026

Farsi giustizia da sé: dispositivi elettrici, pestaggi e folle, un’insicurezza che attraversa i continenti

Dall’Argentina alla Russia, passando per Brasile e Bangladesh, una serie di episodi recenti mostra come la sfiducia nelle istituzioni spinga i cittadini a reagire in proprio, con tecnologia o violenza.

In pochi giorni, quattro Paesi e tre continenti hanno restituito immagini di un disagio simile: cittadini che, di fronte a un crimine o a un’offesa percepita, scelgono la reazione immediata scavalcando le autorità. A Remedios de Escalada e San Martín, nella provincia di Buenos Aires, una donna ha attivato a distanza un dispositivo chiamato Shock-Bag – una cintura che eroga 6000 volt – per mettere in fuga due rapinatori che le avevano appena sottratto la moto. La scena, ripresa dalle telecamere di sicurezza, mostra uno dei ladri stramazzare a terra dopo la scossa e fuggire a piedi. La vittima, Débora, ha spiegato di aver installato il sistema dopo aver subito quattro furti analoghi e di aver agito «senza denunciare», secondo quanto riportato dalle autorità locali. La procura di Avellaneda-Lanús ha comunque aperto un’inchiesta d’ufficio.

Nella stessa provincia, a La Plata, un adolescente che tornava da scuola è stato aggredito da due uomini in moto all’incrocio tra le calles 149 e 59, nel quartiere Los Hornos. Il ragazzo è riuscito a fuggire a piedi, frustrando il tentativo di rapina. Le immagini, diffuse dalla stampa locale, mostrano i due malviventi salire sul marciapiede e colpire il minore, che reagisce d’istinto e scappa. Anche in questo caso, secondo le fonti giornalistiche argentine, i rapinatori sono fuggiti a mani vuote.

In Brasile, la dinamica si rovescia: a Ponta Grossa, nello Stato del Paraná, quattro uomini hanno aggredito il conducente di un’auto bianca che aveva perso il controllo e si era schiantato contro un muro, dopo aver urtato un motociclista poco prima. Gli aggressori, amici del motociclista, hanno picchiato anche un residente intervenuto per prestare soccorso, scambiandolo per un passeggero del veicolo. La Polícia Civil ha identificato i quattro grazie alle telecamere e li ha incriminati per lesioni e «esercizio arbitrario delle proprie ragioni», un reato che punisce chi si fa giustizia da sé. Il delegato Fernando Henrique Ribeiro Vieira ha definito «codarda» l’aggressione al soccorritore, sottolineando che «nessuno può farsi giustizia con le proprie mani».

In Bangladesh, la sfiducia nel percorso legale ha assunto una forma collettiva. A Keshobpur, nel distretto di Jessore, il proprietario di una moto rubata, insieme a una quarantina di giovani, ha preteso la restituzione immediata del veicolo già recuperato dalla polizia. Di fronte al rifiuto dell’agente di seguire la procedura, il gruppo ha aggredito il sottufficiale e si è ripreso la moto con la forza. Solo un successivo intervento della polizia, guidato dal commissario Rokhsana Khatun, ha permesso di recuperare il mezzo e arrestare un sospetto. Le autorità locali hanno dichiarato di essere ora impegnate a identificare gli assalitori.

A Murino, nella regione di San Pietroburgo, un uomo è stato picchiato da un gruppo di adolescenti dopo aver fatto loro un rimprovero. Il video, diffuso da canali Telegram russi, mostra la vittima a terra tra due auto, colpita ripetutamente, mentre la moglie tenta di fermare gli aggressori e i vicini gridano di aver chiamato la polizia. Due minorenni sono stati fermati, ha confermato il ministero dell’Interno locale. In tutti questi episodi, le telecamere di sorveglianza o i video amatoriali hanno svolto un ruolo decisivo per ricostruire i fatti, ma anche per amplificarne l’eco. Le indagini sono in corso in ciascuno dei Paesi coinvolti, mentre il dibattito sull’autodifesa e sulla legittimità di strumenti come lo Shock-Bag divide l’opinione pubblica, in Argentina come altrove.

Divergenza delle fonti

Crimini & Disastri · 3 testate · 2 lingue

38%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale75%
Critico25%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa indiana e sudasiatica
Stampa latinoamericana/ Mercato
AllarmePragmatismo

In Argentina e Brasile, i cittadini ricorrono sempre più a dispositivi di autodifesa come gli shockbag per respingere i ladri di moto. I video mostrano vittime che attivano immobilizzatori elettrici, costringendo i malviventi alla fuga. Le forze dell'ordine indagano e identificano i sospetti, ma la tendenza riflette un crescente allarme per la criminalità di strada.

Stampa indiana e sudasiatica
IndignazioneUrgenza

In Bangladesh, una folla ha aggredito agenti di polizia per riprendersi con la forza una moto rubata già recuperata, scavalcando le procedure legali. Il proprietario e i suoi complici hanno picchiato un agente e sottratto il mezzo, costringendo la polizia a una nuova retata per recuperarlo e arrestare un sospetto. Le autorità ora danno la caccia agli aggressori, condannando l'azione come un attacco alle forze dell'ordine.

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