
Emissioni, frontiere digitali e AI: le richieste di revisione che scuotono Bruxelles
Confindustria, Medef e BDI chiedono una riforma profonda dell'Ets, mentre nove Paesi denunciano il caos alle frontiere digitali e l'AI Act rinvia le tutele per i migranti.
Confindustria, insieme alle omologhe francese Medef e tedesca BDI, ha inviato per la prima volta una lettera congiunta alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per chiedere una revisione profonda del sistema di scambio delle quote di emissione (Ets). L'appello, che arriva in vista della proposta attesa per il 17 luglio, domanda regole più aderenti alla realtà produttiva, tenendo conto dei costi energetici ancora elevati e della concorrenza internazionale. Le tre associazioni, che rappresentano quasi cinquecentomila imprese, chiedono inoltre di rivedere la Market Stability Reserve per evitare carenze di quote e sbalzi di prezzo, di rafforzare il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) estendendolo ai prodotti trasformati, e di mantenere quote gratuite e compensazioni finché non esisteranno strumenti alternativi efficaci contro il trasferimento della produzione fuori dall'Unione. Secondo gli ambienti industriali italiani, la progressiva eliminazione delle quote gratuite rischia di penalizzare le imprese europee orientate all'export, trasformando la transizione ecologica in uno svantaggio competitivo.
Sul fronte della gestione delle frontiere, nove Stati membri – tra cui Italia, Francia, Germania e Grecia – hanno chiesto alla Commissione di prolungare oltre il 6 settembre il meccanismo di flessibilità che consente di sospendere temporaneamente la raccolta dei dati biometrici nel nuovo sistema di ingressi e uscite (Ees). Il sistema, che sostituisce i timbri sui passaporti con la registrazione digitale di impronte e immagini facciali, sta provocando code fino a tre ore negli aeroporti a causa di terminali malfunzionanti e della lentezza delle operazioni di scansione. Secondo fonti diplomatiche a Bruxelles, le difficoltà tecniche dell'Ees hanno già indotto a rinviare almeno al 2027 l'avvio del sistema europeo di autorizzazione ai viaggi (Etias), un ulteriore tassello dell'architettura di controllo che avrebbe dovuto entrare in funzione entro la fine di quest'anno. L'Agenzia dell'Unione europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala (eu-LISA) ha precisato che le decisioni individuali restano di competenza delle autorità nazionali, ma il moltiplicarsi dei soggetti coinvolti nella catena decisionale rende difficile per il cittadino individuare il responsabile di eventuali errori.
Parallelamente, il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale mostra le sue prime tensioni applicative nel settore migratorio. Il testo classifica come «ad alto rischio» diversi sistemi usati per la gestione delle frontiere e l'esame delle domande di asilo – dai rilevatori di menzogna agli strumenti di profilazione del rischio – ma una serie di emendamenti noti come «Omnibus AI» ha posticipato al 2 dicembre 2027 l'entrata in vigore degli obblighi fondamentali per queste tecnologie, come la gestione dei rischi, la qualità dei dati, la supervisione umana e la valutazione d'impatto sui diritti. Secondo le organizzazioni per i diritti digitali, il rinvio crea una zona grigia in cui le persone con minore capacità di comprendere o contestare la tecnologia restano esposte a decisioni automatizzate potenzialmente lesive. La ricerca accademica canadese sottolinea come l'intera filiera migratoria – dalla selezione algoritmica dei visti all'estrazione dei dati dai telefoni per verificare le storie dei richiedenti asilo – stia diventando un terreno di sperimentazione tecnologica, mentre le aziende europee restano libere di esportare verso Paesi terzi sistemi di sorveglianza che il diritto Ue vieta o limita al proprio interno.
I tre dossier disegnano un quadro di strumenti regolatori ambiziosi messi sotto pressione dalle difficoltà attuative e dalle resistenze degli attori economici e statali. Per l'Italia, che partecipa a tutte e tre le partite – come grande economia manifatturiera esposta ai costi dell'Ets, come Paese di frontiera esterna interessato dai flussi migratori e dal funzionamento dell'Ees, e come Stato membro chiamato a recepire l'AI Act – la convergenza delle richieste di revisione assume un rilievo immediato. La proposta della Commissione sull'Ets è attesa per metà luglio; il meccanismo di flessibilità per l'Ees scade il 6 settembre, mentre gli obblighi dell'AI Act per i sistemi migratori ad alto rischio slittano al 2027, con la possibilità che alcune aziende accelerino il lancio dei propri prodotti prima di quella data per sfuggire ai vincoli più stringenti.
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.90 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.20 | neutral |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.50 | critical |
L'Europa crea un paradosso: classifica i sistemi di controllo delle frontiere come ad alto rischio ma li usa già, senza un controllo indipendente sugli algoritmi.
Sottolinea la contraddizione tra la classificazione normativa e l'uso reale, facendo leva sul principio di precauzione.
Omette la prospettiva delle industrie europee che chiedono revisione dell'ETS e le ragioni tecniche dei ritardi.
L'industria europea chiede una revisione profonda dell'ETS per proteggere la competitività, e i governi chiedono flessibilità sul sistema di frontiera per evitare caos operativo.
Cita le principali associazioni industriali di tre grandi paesi per dare peso alla richiesta di revisione, e riporta la lettera ufficiale di nove governi come dato di fatto.
Omette la critica dei diritti umani sugli algoritmi di sorveglianza alle frontiere e le preoccupazioni etiche sollevate dalla stampa araba e atlantica.
Nove paesi chiedono alla Commissione di prorogare le flessibilità per l'EES per evitare code e guasti tecnici.
Riporta la richiesta ufficiale senza commento, affidandosi alla fonte istituzionale (Politico) per stabilire credibilità.
Omette la critica dei diritti umani sulla sorveglianza biometrica e le richieste industriali di revisione dell'ETS presenti in altri blocchi.
Il sistema di frontiera dell'UE è un disastro: i passeggeri aspettano sull'asfalto al caldo, serve una revisione completa.
Usa la testimonianza diretta di un alto funzionario (il capo degli aeroporti greci) per rendere il problema tangibile e urgente.
Omette le richieste industriali di revisione dell'ETS e la critica dei diritti umani sulla sorveglianza algoritmica presenti in altri blocchi.
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