
Emirati e Kenya toccano record di investimenti esteri in un 2025 globale selettivo
L'Unctad registra una crescita mondiale del 6%, concentrata però in pochi Paesi: gli Emirati Arabi Uniti salgono al nono posto, il Kenya domina in Africa orientale.
Nel 2025 gli investimenti diretti esteri globali sono tornati a crescere del 6% raggiungendo 1.624 miliardi di dollari, dopo tre anni di contrazione. Ma la ripresa, avvertono gli analisti dell'Unctad nel World Investment Report 2026, è tutt'altro che uniforme: si concentra in un numero ristretto di economie ospiti e in settori ad alta intensità di capitale e tecnologia, come il digitale e l'intelligenza artificiale. In questo scenario, due Paesi hanno segnato performance record: gli Emirati Arabi Uniti, con 48,3 miliardi di dollari di flussi in entrata (+6%), e il Kenya, che ha attratto 3,2 miliardi (+37,7%), il massimo storico.
Gli Emirati, saliti al nono posto mondiale per investimenti in entrata, devono il risultato a una strategia di diversificazione che ha portato i settori non oil a rappresentare il 79% del Pil. I progetti greenfield – 1.562 nuovi impianti per una spesa in conto capitale di 34,1 miliardi – hanno trainato la crescita, con il manifatturiero e le comunicazioni in testa. In quest'ultimo ambito spicca Stargate UAE, il primo data center internazionale di OpenAI, un cluster di calcolo per l'IA da 1 GW sviluppato ad Abu Dhabi con G42. Le riforme normative – dal taglio delle licenze commerciali all'unificazione della regolamentazione finanziaria – hanno consolidato la fiducia degli investitori, spiega il ministro degli Investimenti Mohamed Hassan Alsuwaidi. Il governo punta ora a raggiungere 65 miliardi di dollari di flussi annui e uno stock di 600 miliardi entro il 2031, obiettivi della Strategia nazionale per gli investimenti.
In Africa orientale, il Kenya ha contribuito da solo a più della metà dell'aumento dei flussi regionali, portando la propria quota di mercato al 21,9%. Il rapporto Unctad attribuisce il balzo a riforme fiscali mirate e a un vantaggio competitivo unico: quasi il 90% dell'elettricità proviene da fonti rinnovabili, in particolare geotermia. Questo ha attratto un pacchetto di investimenti da un miliardo di dollari per un data center alimentato a geotermia, mentre il polo tecnologico di Konza Technopolis e un sandbox normativo per le TIC hanno favorito la sperimentazione nell'economia digitale. Restano tuttavia interrogativi sulla capacità del Paese di mantenere la competitività di fronte a una corsa globale sempre più selettiva.
A livello regionale, il Medio Oriente ha guidato la crescita della spesa in conto capitale greenfield (+72,4%), con gli Emirati che da soli hanno generato il 38% di quella spesa. L'Arabia Saudita ha visto i flussi in entrata crescere del 52,9% a 32,6 miliardi, mentre il Qatar ha registrato un'impennata percentuale che riflette però una base di partenza molto ridotta. Per l'Italia e l'Europa, questi dati confermano che la competizione per i capitali si gioca sempre più su infrastrutture digitali, energia pulita e agilità normativa. Il prossimo banco di prova sarà la capacità degli Emirati di tradurre i record in un avanzamento costante verso i target del 2031, mentre per il Kenya l'attenzione resta sulla tenuta delle riforme in un contesto globale incerto.
| Stampa africana subsahariana | +0.30 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | +0.90 | aligned |
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.50 | aligned |
Il Kenya si presenta come una destinazione di investimento emergente e resiliente, capace di attrarre capitali grazie a riforme interne e settori innovativi.
Il blocco utilizza dati concreti e un tono fattuale per legittimare la narrazione di un successo nazionale, senza confronti con altri paesi.
Il blocco omette il contesto globale dei record degli Emirati Arabi Uniti, che avrebbero ridimensionato l'unicità del risultato keniota.
Gli Emirati Arabi Uniti si autoproclamano potenza globale dell'investimento, attribuendo il successo alla leadership illuminata e alla stabilità economica.
Il blocco utilizza dichiarazioni di alti funzionari e cifre impressionanti per creare una narrazione di inevitabile trionfo, senza menzionare criticità o confronti con altri paesi in via di sviluppo.
Il blocco omette il record del Kenya e di altri paesi, che mostrerebbero una tendenza globale più ampia e non esclusiva degli Emirati.
Gli Emirati Arabi Uniti si affermano come il leader indiscusso degli investimenti in Asia occidentale, utilizzando il confronto con i vicini per rafforzare la propria posizione.
Il blocco adotta una strategia di gerarchia regionale, confrontando i dati degli Emirati con quelli di Arabia Saudita e Qatar per dimostrare una superiorità sistemica.
Il blocco omette il record del Kenya, che avrebbe offerto un confronto con un paese non del Golfo e mostrato una concorrenza più ampia.
Allarga lo sguardo
Trump avvia la revoca dello status di Stato sponsor del terrorismo per la Siria
8 lingue · 28 testate
Da TechnologyL’intelligenza artificiale ridisegna lavoro e pensiero: tra premi salariali e rischi cognitivi
3 lingue · 4 testate
Da Science & HealthL’Oms lancia l’allarme: i casi di cancro potrebbero quasi raddoppiare entro il 2050
6 lingue · 11 testate