
Dalla Colombia al Ghana, la protezione sociale vacilla tra sanità e demografia
Mentre la Colombia affronta il collasso dell'accesso alle cure e gli Stati Uniti vedono calare la sicurezza sanitaria, l'Africa subsahariana cerca di riorientare la spesa verso l'infanzia e prepararsi all'invecchiamento.
La crisi del sistema sanitario colombiano è lo specchio di una frattura più ampia nei meccanismi di protezione sociale globali. Tra il 2022 e il 2025 la spesa medica pagata di tasca propria dalle famiglie è cresciuta del 57,3 per cento, colpendo in modo sproporzionato i nuclei poveri, mentre il direttore dell’ente pubblico che amministra le risorse del sistema ha denunciato un modello in cui «il business viene prima della salute». Con una popolazione che invecchia rapidamente – gli over 60 supereranno i minori di 15 già nel 2036 – la Colombia incarna la tensione tra urgenze sanitarie e sostenibilità fiscale che attraversa molte economie emergenti, e i candidati alla presidenza si dividono tra la difesa della recente riforma pensionistica e proposte di aggiustamenti minimali.
Negli Stati Uniti, il termometro dell’accesso alle cure segna il punto più basso da quando viene misurato: meno della metà degli americani può permettersi prestazioni di qualità, e l’ansia tocca anche famiglie con redditi superiori a centoventimila dollari. Sul fronte del debito, le regole successorie rivelano un’altra vulnerabilità: l’agenzia delle entrate può sequestrare beni ereditati in caso di dichiarazioni fiscali omesse, e i creditori possono aggredire il coniuge superstite per debiti cointestati o negli Stati a comunione dei beni. A offrire un riparo parziale restano i conti pensionistici aziendali, protetti dalla legge fallimentare, mentre i fondi individuali godono di tutele più limitate, lasciando scoperti i grandi patrimoni.
In Africa subsahariana, il Ghana esemplifica le contraddizioni tra ritardi e slanci innovativi. Il Parlamento lancia l’allarme sull’invecchiamento – gli over 60 passeranno da due a oltre sei milioni entro il 2050 – ma la spesa pubblica per l’infanzia resta sbilanciata: solo il 13 per cento va ai bambini sotto i cinque anni, denuncia l’Unicef, mentre istruzione e salute assorbono la maggior parte delle risorse. Il lavoro minorile nelle miniere d’oro illegali continua a sottrarre bambini alla scuola, nonostante i divieti formali. Otto milioni di ghanesi sono portatori del gene falciforme e due neonati su cento nascono con la malattia. Eppure, proprio sul fronte della drepanocitosi, un nuovo piano continentale promosso dall’Unione Africana e dall’Oms punta su diagnosi precoce e fornitura sicura di sangue, con un programma operativo – IMARA, “forte” in swahili – che cerca di unire screening, cura e trasfusioni in un’unica catena.
La giustapposizione di queste storie disegna un quadro comune: la transizione demografica impone un ripensamento radicale dei patti sociali. L’Italia e l’Europa, alle prese con la sostenibilità delle pensioni e con servizi sanitari sotto pressione, possono leggervi un monito sulla necessità di investire presto e in modo equilibrato. L’esperienza colombiana ricorda che senza dialogo e fiducia tra Stato e cittadini ogni riforma rischia di naufragare. Il Ghana, con la nuova politica per la prima infanzia, e il piano africano contro la drepanocitosi indicano che è possibile invertire la rotta, a patto di mettere la spesa pubblica al servizio dei più vulnerabili prima che le disuguaglianze diventino irreversibili.
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Il sistema sanitario colombiano è in profonda crisi: la spesa sanitaria delle famiglie è aumentata del 57,3%, colpendo soprattutto i più poveri. Le politiche del governo uscente vengono accusate di aver aggravato l'accesso alle cure e la protezione finanziaria, mentre il prossimo presidente dovrà affrontare una riforma strutturale urgente per ripristinare fiducia e stabilità. L'invecchiamento della popolazione aggiunge ulteriore pressione sui sistemi di protezione sociale, ma i candidati politici mancano di piani concreti per una vecchiaia dignitosa.
Negli Stati Uniti, meno della metà della popolazione può permettersi un'assistenza sanitaria di qualità, un netto calo rispetto agli anni precedenti che riflette una crescente tensione finanziaria anche tra le famiglie a reddito medio-alto. Gli americani sono sempre più ansiosi per la pensione nonostante risparmino di più, e molti affrontano debiti che minacciano la loro sicurezza economica, chiedendosi se la bancarotta possa proteggere i conti pensionistici. Il sistema di protezione sociale è sotto pressione mentre i costi sanitari e l'incertezza previdenziale ricadono sempre più sugli individui.
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