
Cristiano Ronaldo rompe il tabù: primo gol a eliminazione diretta e record di longevità
A 41 anni, il capitano portoghese trasforma un rigore contro la Croazia, diventando il marcatore più anziano della fase a eliminazione diretta e lanciando il Portogallo verso gli ottavi con la Spagna.
Ci sono voluti vent’anni e otto partite a eliminazione diretta, ma alla fine Cristiano Ronaldo ha infranto l’ultimo tabù della sua carriera mondiale. Sul prato del BMO Field di Toronto, davanti alla Croazia nei sedicesimi di finale del Mondiale 2026, il capitano portoghese ha trasformato un penalty al 68’ che non solo ha rimesso in corsa la sua squadra, ma ha riscritto i libri di statistica: a 41 anni e 147 giorni è diventato il marcatore più anziano di sempre nella fase a eliminazione diretta della Coppa del Mondo, superando il record appena stabilito da Edin Džeko e, secondo i media sudamericani, cancellando quella che veniva ormai definita una maledizione personale.
La partita era nata in salita per il Portogallo. Ivan Perišić aveva portato in vantaggio i croati al 53’, e poco dopo un colpo di testa di Ronaldo era stato annullato per fuorigioco. Poi l’episodio decisivo: un fallo di Nikola Vlašić su Renato Veiga, lontano dalla palla, rivisto al VAR, ha consegnato a CR7 il dischetto dal quale ha firmato l’1-1. Il gol ha riaperto la contesa, ma è stato il suo sostituto, Gonçalo Ramos, entrato all’81’ tra i fischi di un Ronaldo visibilmente contrariato per il cambio, a decidere la sfida con un colpo di testa al 94’. La Croazia ha creduto di pareggiare al 103’, ma il VAR ha cancellato la rete di Joško Gvardiol per un fuorigioco millimetrico, scatenando la rabbia dei tifosi balcanici e diciannove minuti di recupero convulsi.
Oltre al tabù infranto, l’incontro ha assunto un significato storico per la longevità dei suoi protagonisti. Con Ronaldo e Luka Modrić (40 anni e 296 giorni) entrambi titolari, è stata la prima partita a eliminazione diretta con due giocatori di movimento over 40 schierati dall’inizio. Nell’ottica dei media del Sud-est asiatico, l’attenzione si è concentrata proprio sul primato anagrafico: Ronaldo è diventato il secondo marcatore più anziano in assoluto nella storia dei Mondiali, dietro soltanto al camerunense Roger Milla (42 anni nel 1994), e ha portato a 11 le sue reti iridate, consolidando il record portoghese che già aveva strappato a Eusébio. La stampa mediorientale ha invece sottolineato la reazione stizzita del fuoriclasse al momento della sostituzione, leggendovi la tensione di un campione che, pur avendo segnato in sei edizioni diverse della Coppa, non ha mai smesso di rincorrere il trofeo che manca alla sua bacheca.
Con questo 2-1 il Portogallo si guadagna l’accesso agli ottavi di finale, dove martedì 7 luglio affronterà la Spagna in un derby iberico che promette scintille. Per Ronaldo, alla sua sesta e forse ultima partecipazione mondiale, e per Modrić, uscito a testa alta tra l’ovazione dei suoi tifosi, il torneo nordamericano si conferma un palcoscenico di record e di addii annunciati, mentre la Seleção das Quinas si prepara a un confronto che potrebbe definire il destino di una generazione.
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Cristiano Ronaldo ha finalmente infranto il tabù del gol nella fase a eliminazione diretta dei Mondiali, trasformando un rigore contro la Croazia. Dopo sei edizioni senza reti negli scontri a eliminazione, il fuoriclasse portoghese cancella una delle poche macchie della sua carriera. Con questo gol diventa anche il secondo marcatore più anziano nella storia della competizione.
Cristiano Ronaldo ha stabilito un record fenomenale diventando il giocatore più anziano a scendere in campo e a segnare in una partita a eliminazione diretta dei Mondiali. A 41 anni e 147 giorni, ha superato il primato di Pepe ed è il primo over 41 a partire titolare in un knockout. Il suo gol su rigore ha garantito al Portogallo il passaggio del turno.
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