
Corruzione, stalker e pornografia: vip sotto assedio legale da Buenos Aires a Mosca
Mentre in Argentina il patrimonio dei Kirchner resta intoccabile nonostante la condanna, una popstar americana ottiene protezione e una controversa figura televisiva russa finisce agli arresti domiciliari.
A un anno dalla condanna definitiva per amministrazione fraudolenta, il caso Vialidad in Argentina si arena sul fronte patrimoniale. Il Tribunale Orale Federale N°2 attende ancora il rapporto del Banco Galicia per procedere al sequestro dei circa cinque milioni di dollari riconducibili a Florencia Kirchner, somma che giace congelata dal procedimento Hotesur. La difesa dell’ex presidente Cristina Fernández de Kirchner, condannata a sei anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ha inanellato una serie di ricorsi e impugnazioni che, secondo osservatori sudamericani, hanno di fatto paralizzato l’esecuzione patrimoniale della sentenza. A dodici mesi dal giudicato, lo Stato argentino non ha recuperato un solo peso di quanto accertato come frutto di megacorruzione, sollevando interrogativi sull’effettività della giustizia nei confronti dell’élite politica.
Sul versante nordamericano, la giustizia californiana si è mossa con maggiore celerità per proteggere la cantante e attrice Sabrina Carpenter. Un giudice del Tribunale Superiore di Los Angeles ha concesso un ordine restrittivo permanente della durata di cinque anni contro William Applegate, un trentunenne che aveva tentato più volte di introdursi nella residenza della popstar. Durante l’udienza, l’uomo ha sostenuto di far parte di un programma militare segreto che imporrebbe un contatto immediato con l’artista per ragioni di «sicurezza nazionale e globale». In almeno un episodio, Applegate ha aggredito una guardia giurata raggiungendo la porta d’ingresso dell’abitazione. Il provvedimento estende la protezione anche alla sorella e al compagno di Carpenter, segnalando come il sistema giudiziario statunitense affronti con strumenti rapidi le minacce portate da fan ossessivi alle celebrità.
In Russia, un’altra figura pubblica si trova confinata tra le mura domestiche. Diana Shurygina, divenuta celebre nel 2017 dopo la partecipazione al talk show Pust’ govoryat, è stata posta agli arresti domiciliari con l’accusa di produzione e distribuzione di materiale pornografico, reato che prevede fino a sei anni di detenzione. Le restrizioni imposte dal tribunale di Ul’janovsk sono draconiane: divieto assoluto di usare internet, di telefonare, di inviare o ricevere corrispondenza e di comunicare con chiunque, eccezion fatta per avvocati e parenti stretti. Il telefono può servire solo per chiamate d’emergenza. L’ex compagno ha dichiarato che, dopo la rottura, Shurygina avrebbe collaborato con un’agenzia ucraina girando video a contenuto esplicito. Il caso getta luce sulla zona grigia tra intrattenimento per adulti e repressione penale nello spazio post-sovietico.
Le tre vicende, pur lontane geograficamente e per contesto, disegnano un affresco dei diversi modi in cui il potere giudiziario incrocia la notorietà. In Argentina, la lentezza del recupero dei beni alimenta il sospetto di una giustizia a due velocità, capace di condannare ma non di eseguire, mentre l’ex mandataria continua a influenzare la scena politica dal suo feudo peronista. Negli Stati Uniti, l’industria dell’intrattenimento beneficia di un apparato legale reattivo che trasforma la vulnerabilità delle star in un perimetro blindato, seppure con costi umani e sociali non trascurabili. In Russia, il caso Shurygina mostra come la fama televisiva possa rovesciarsi in stigma penale, in un paese dove i confini tra moralismo di Stato e repressione selettiva restano labili. Tre storie, tre geografie, un unico interrogativo: quanto pesano, sulla bilancia della giustizia, il privilegio e la celebrità?
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La giustizia argentina tenta di confiscare i beni frutto della corruzione kirchnerista, ma a un anno dalla detenzione dell'ex presidente lo Stato non ha recuperato nulla. Al contempo, una cantante statunitense ottiene rapidamente un'ordinanza restrittiva contro un molestatore, sottolineando il divario tra l'impunità politica e la protezione delle celebrità.
Una controversa personalità televisiva russa è stata posta agli arresti domiciliari con l'accusa di produzione e diffusione di materiale pornografico. Le sono state imposte severe restrizioni alle comunicazioni e rischia fino a sei anni di carcere.
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