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Dragon Boat Festival: barche di plastica e salse diplomatiche per una tradizione millenaria

A Sanxia le gare su strada tra dolci locali, a Hong Kong il sole dopo il nubifragio, a Taipei gli zongzi con salsa del Belize: il Duanwu unisce memoria antica e nuove forme.

Sull’acciottolato di Sanxia Old Street, nel nord di Taiwan, una barca-drago gonfiabile avanza a colpi di pagaia tra gli edifici di epoca coloniale giapponese. I tre ragazzi della squadra della scuola elementare Chajiao si fermano a metà percorso: devono mangiare, in ordine prestabilito, ghiaccio tritato al taro, budino di tofu, tortino di sangue di maiale e il croissant dorato tipico di Sanxia. Solo dopo l’ultimo boccone possono tagliare il traguardo. In 4 minuti e 8 secondi vincono la gara, mentre un’altra competizione premia dragon boat fatte a mano con cannucce, piatti e tappi di plastica raccolti da amici e parenti. La tradizione fluviale, nata durante la dinastia Qing e spentasi quando il fiume si è insabbiato, rinasce così su una strada storica, con materiali riciclati e un percorso gastronomico.

La scena racchiude lo spirito di un festival che affonda le radici in oltre due millenni di storia. Il Duanwu, quinto giorno del quinto mese lunare, è da sempre un momento per allontanare la sfortuna e gli animali velenosi che si credeva comparissero con il solstizio d’estate. La memoria collettiva lo lega soprattutto al poeta Qu Yuan, ministro e patriota del Periodo degli Stati Combattenti, annegato nel fiume Miluo: le gare di barche-drago nacquero, narra la leggenda, dalla corsa disperata dei pescatori per recuperarne il corpo, mentre i chicchi di riso lanciati in acqua dovevano distrarre i pesci. Oggi quel riso è diventato lo zongzi, il fagottino triangolare di riso glutinoso farcito con carne brasata o noci, consumato in tutta la Cina continentale, a Hong Kong e a Taiwan.

Proprio la capacità di adattarsi ai contesti più diversi ha segnato l’edizione di quest’anno. A Hong Kong, appena ventiquattr’ore dopo due allarmi per pioggia nera, il sole è tornato a splendere sulle gare di Stanley, Aberdeen e Sha Tin. «Pensavamo che la gara sarebbe stata cancellata, invece il tempo è stato buono e siamo andati bene», ha raccontato Naomi Watanabe, insegnante di inglese e membro del Hong Kong Japanese Dragon Boat Club, mentre 185 equipaggi e quattromila atleti remavano tra le acque della baia. Sul Gran Canale di Pechino, nel distretto di Tongzhou, dieci squadre si sono sfidate su distanze di 100 e 200 metri, con il ritmo cadenzato dei tamburi che ha attirato migliaia di residenti e turisti. Secondo gli studiosi di storia cinese, il festival resta il più ricco e diversificato del calendario tradizionale, capace di generare varianti locali che vanno dalle gare in costume – a Hong Kong alcuni partecipanti indossavano maschere della divinità taoista Ne Zha – fino alle competizioni di design con materiali di recupero.

La dimensione contemporanea del Duanwu si spinge oltre lo sport e la gastronomia, toccando anche la diplomazia culturale. Il ministro degli Esteri di Taiwan, Lin Chia-lung, ha pubblicato un video in cui rifiuta la salsa piccante cinese per accompagnare i suoi zongzi e sceglie invece una salsa del Belize, alleato diplomatico dell’isola in America Centrale. «Il primo morso è il sapore familiare del Festival delle Barche Drago di Taiwan; il secondo porta i sapori appassionati del nostro alleato. Poi si chiude con un caffè guatemalteco ghiacciato», ha detto Lin, trasformando un pranzo rituale in un gesto di soft power. Lontano dai riflettori politici, migliaia di famiglie hanno osservato la tradizione dell’uovo in equilibrio: a mezzogiorno in punto, si crede che un uovo dritto assorba l’energia positiva del cielo e della terra, portando fortuna per tutto l’anno.

Mentre il festival si concludeva, la barca-drago costruita dal team Entertain Sanxia con cannucce, piatti e tappi di bottiglia restava esposta sulla via storica, piccolo monumento effimero di una tradizione che non teme di reinventarsi. Un’eco di tamburi lontani, da Pechino a Hong Kong, ricordava che la stessa acqua – quella dei canali, dei fiumi o delle strade allagate di fantasia – continua a unire gesti antichi e nuove generazioni.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa cinese
Stampa atlantica / anglosfera
distaccopragmatismo

La Festa delle Barche Drago viene descritta come una vivace tradizione antica che unisce divertimento e patrimonio culturale. Le famiglie si riuniscono per gustare zongzi e assistere alle gare, mentre la storia di oltre 2000 anni sottolinea il legame tra la Cina moderna e le sue radici. Il tono resta informativo e neutrale, senza giudizi espliciti.

Stampa cinese
pragmatismodistacco

Nonostante le recenti piogge torrenziali e gli allarmi neri a Hong Kong, il Festival delle Barche Drago si è svolto con entusiasmo e folle numerose. L'attenzione è sulla resilienza della comunità e sull'atmosfera vivace, con un netto contrasto tra il maltempo precedente e la giornata soleggiata della festa. Il racconto resta fattuale ma ottimista.

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venerdì 19 giugno 2026

Dragon Boat Festival: barche di plastica e salse diplomatiche per una tradizione millenaria

A Sanxia le gare su strada tra dolci locali, a Hong Kong il sole dopo il nubifragio, a Taipei gli zongzi con salsa del Belize: il Duanwu unisce memoria antica e nuove forme.

Sull’acciottolato di Sanxia Old Street, nel nord di Taiwan, una barca-drago gonfiabile avanza a colpi di pagaia tra gli edifici di epoca coloniale giapponese. I tre ragazzi della squadra della scuola elementare Chajiao si fermano a metà percorso: devono mangiare, in ordine prestabilito, ghiaccio tritato al taro, budino di tofu, tortino di sangue di maiale e il croissant dorato tipico di Sanxia. Solo dopo l’ultimo boccone possono tagliare il traguardo. In 4 minuti e 8 secondi vincono la gara, mentre un’altra competizione premia dragon boat fatte a mano con cannucce, piatti e tappi di plastica raccolti da amici e parenti. La tradizione fluviale, nata durante la dinastia Qing e spentasi quando il fiume si è insabbiato, rinasce così su una strada storica, con materiali riciclati e un percorso gastronomico.

La scena racchiude lo spirito di un festival che affonda le radici in oltre due millenni di storia. Il Duanwu, quinto giorno del quinto mese lunare, è da sempre un momento per allontanare la sfortuna e gli animali velenosi che si credeva comparissero con il solstizio d’estate. La memoria collettiva lo lega soprattutto al poeta Qu Yuan, ministro e patriota del Periodo degli Stati Combattenti, annegato nel fiume Miluo: le gare di barche-drago nacquero, narra la leggenda, dalla corsa disperata dei pescatori per recuperarne il corpo, mentre i chicchi di riso lanciati in acqua dovevano distrarre i pesci. Oggi quel riso è diventato lo zongzi, il fagottino triangolare di riso glutinoso farcito con carne brasata o noci, consumato in tutta la Cina continentale, a Hong Kong e a Taiwan.

Proprio la capacità di adattarsi ai contesti più diversi ha segnato l’edizione di quest’anno. A Hong Kong, appena ventiquattr’ore dopo due allarmi per pioggia nera, il sole è tornato a splendere sulle gare di Stanley, Aberdeen e Sha Tin. «Pensavamo che la gara sarebbe stata cancellata, invece il tempo è stato buono e siamo andati bene», ha raccontato Naomi Watanabe, insegnante di inglese e membro del Hong Kong Japanese Dragon Boat Club, mentre 185 equipaggi e quattromila atleti remavano tra le acque della baia. Sul Gran Canale di Pechino, nel distretto di Tongzhou, dieci squadre si sono sfidate su distanze di 100 e 200 metri, con il ritmo cadenzato dei tamburi che ha attirato migliaia di residenti e turisti. Secondo gli studiosi di storia cinese, il festival resta il più ricco e diversificato del calendario tradizionale, capace di generare varianti locali che vanno dalle gare in costume – a Hong Kong alcuni partecipanti indossavano maschere della divinità taoista Ne Zha – fino alle competizioni di design con materiali di recupero.

La dimensione contemporanea del Duanwu si spinge oltre lo sport e la gastronomia, toccando anche la diplomazia culturale. Il ministro degli Esteri di Taiwan, Lin Chia-lung, ha pubblicato un video in cui rifiuta la salsa piccante cinese per accompagnare i suoi zongzi e sceglie invece una salsa del Belize, alleato diplomatico dell’isola in America Centrale. «Il primo morso è il sapore familiare del Festival delle Barche Drago di Taiwan; il secondo porta i sapori appassionati del nostro alleato. Poi si chiude con un caffè guatemalteco ghiacciato», ha detto Lin, trasformando un pranzo rituale in un gesto di soft power. Lontano dai riflettori politici, migliaia di famiglie hanno osservato la tradizione dell’uovo in equilibrio: a mezzogiorno in punto, si crede che un uovo dritto assorba l’energia positiva del cielo e della terra, portando fortuna per tutto l’anno.

Mentre il festival si concludeva, la barca-drago costruita dal team Entertain Sanxia con cannucce, piatti e tappi di bottiglia restava esposta sulla via storica, piccolo monumento effimero di una tradizione che non teme di reinventarsi. Un’eco di tamburi lontani, da Pechino a Hong Kong, ricordava che la stessa acqua – quella dei canali, dei fiumi o delle strade allagate di fantasia – continua a unire gesti antichi e nuove generazioni.

Divergenza delle fonti

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0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale100%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa cinese
Stampa atlantica / anglosfera
distaccopragmatismo

La Festa delle Barche Drago viene descritta come una vivace tradizione antica che unisce divertimento e patrimonio culturale. Le famiglie si riuniscono per gustare zongzi e assistere alle gare, mentre la storia di oltre 2000 anni sottolinea il legame tra la Cina moderna e le sue radici. Il tono resta informativo e neutrale, senza giudizi espliciti.

Stampa cinese
pragmatismodistacco

Nonostante le recenti piogge torrenziali e gli allarmi neri a Hong Kong, il Festival delle Barche Drago si è svolto con entusiasmo e folle numerose. L'attenzione è sulla resilienza della comunità e sull'atmosfera vivace, con un netto contrasto tra il maltempo precedente e la giornata soleggiata della festa. Il racconto resta fattuale ma ottimista.

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