
Cocaina, maxi sequestri nelle Americhe: dal Messico al Canada, 1,3 tonnellate in mare e 57 chili nel serbatoio
Operazioni coordinate in Argentina, Brasile, Messico e Canada intercettano carichi per decine di milioni di dollari, mentre le rotte del narcotraffico tengono sotto pressione i porti europei.
In una manciata di giorni, le forze di sicurezza di quattro paesi americani hanno inferto colpi simultanei al traffico di cocaina, sequestrando oltre una tonnellata e mezza di stupefacente e arrestando almeno dieci persone. I fatti, avvenuti tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, disegnano una geografia del narcotraffico che dalle zone di produzione andine si irradia verso i mercati del Nord America e, indirettamente, dell’Europa.
In Argentina, due operazioni distinte nella provincia di Salta hanno portato al fermo di un motociclista con 500 dosi pronte alla vendita e, soprattutto, al ritrovamento di 57,719 chilogrammi di cocaina nascosti in 76 panetti all’interno del serbatoio di una Volkswagen Amarok. Il conducente, fermato dalla Gendarmería Nacional sulla Ruta Provincial 30 all’altezza di Joaquín V. González, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare di 60 giorni emessa dal giudice federale Julio Bavio. Secondo fonti investigative argentine, l’uomo viaggiava da Santa Victoria Este verso il sud del Paese e l’odore di carburante ha insospettito gli agenti, che hanno poi scoperto i segni di manomissione del serbatoio.
In Brasile, la Polícia Civil ha arrestato in flagranza un uomo ad Areal, nello Stato di Rio de Janeiro, con oltre 13.800 involucri di cocaina. La droga, secondo le autorità, era partita dal complesso di favelas di Manguinhos, nella Zona Norte carioca, ed era destinata al municipio di Três Rios. Il conducente ha tentato la fuga prima di essere bloccato. Sul fronte messicano, la Marina ha intercettato al largo delle coste di Guerrero un’imbarcazione senza matricola con tre motori fuoribordo: a bordo, 1.296 pacchi per un totale di 1.302 chilogrammi di cloridrato di cocaina. I due occupanti, di origine straniera, sono stati posti in detenzione preventiva e il giudice ha concesso quattro mesi per le indagini complementari. In Canada, infine, un’operazione congiunta tra la polizia regionale di York e l’Agenzia dei servizi di frontiera ha portato al sequestro di 260 chilogrammi di cocaina provenienti da Panama, per un valore di mercato stimato in 20 milioni di dollari canadesi. Sei residenti di Kitchener, Ontario, sono stati incriminati per traffico e riciclaggio; le perquisizioni hanno permesso di recuperare anche 2,5 milioni in contanti.
Le rotte della cocaina verso l’Europa passano solo in parte per il continente americano, ma i sequestri di queste settimane confermano la pressione costante sui corridoi atlantici e pacifici. Secondo analisti di Bruxelles, i carichi diretti in Italia e nel resto dell’Unione vengono spesso smistati attraverso i porti di Anversa, Rotterdam e Gioia Tauro, dove le organizzazioni criminali, a partire dalla ‘ndrangheta, mantengono solidi agganci con i cartelli latinoamericani. In questo quadro, ogni tonnellata intercettata prima dell’imbarco rappresenta un duro colpo alla capacità di rifornimento delle piazze europee.
Tutti i procedimenti sono in fase istruttoria. In Argentina il giudice ha disposto perizie sui telefoni e l’accesso ai conti bancari dell’indagato; in Messico e Canada le indagini preliminari dovranno chiarire l’eventuale esistenza di reti transnazionali. Al momento non emergono collegamenti diretti tra i diversi episodi, che restano sotto la competenza delle rispettive autorità giudiziarie.
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
Le forze di polizia latinoamericane colpiscono il narcotraffico con sequestri e arresti, dimostrando l'efficacia dello stato.
La cronaca giudiziaria trasforma ogni sequestro in una vittoria legale, enfatizzando le misure cautelari e le imputazioni.
Non viene menzionato il ruolo dei paesi consumatori nel finanziare il traffico, né le rotte internazionali che collegano queste operazioni locali.
Le autorità canadesi intercettano un carico di cocaina proveniente dal Panama, proteggendo i confini nazionali.
L'operazione viene presentata come un successo della cooperazione interagenzia, spostando l'attenzione sulla minaccia esterna.
Non si fa cenno alle condizioni socioeconomiche che alimentano la produzione di cocaina in America Latina.
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