
Chat control, il Parlamento Ue proroga la deroga ma esclude le chat crittografate
Con una procedura d’urgenza contestata, Strasburgo estende fino al 2028 la scansione automatica delle comunicazioni non cifrate, mentre resta in stallo il regolamento permanente.
Il Parlamento europeo ha approvato il 9 luglio la proroga fino al 3 aprile 2028 della deroga temporanea alle norme sulla privacy digitale, consentendo ai fornitori di servizi come Instagram, Snapchat, Gmail o Skype di continuare a utilizzare sistemi automatizzati per individuare materiale pedopornografico nelle comunicazioni non protette da crittografia end-to-end. L’estensione, già in vigore dal 2021 e scaduta lo scorso aprile, è stata accompagnata da un emendamento promosso dai liberali di Renew Europe che esclude esplicitamente dall’ambito di applicazione le chat cifrate, come quelle di WhatsApp, Signal o iMessage. La decisione è maturata attraverso un percorso parlamentare inusuale: dopo che a marzo l’Aula aveva respinto una proroga invariata, la presidente Roberta Metsola ha sollecitato il Consiglio a ripresentare il testo, che è stato poi calendarizzato con procedura d’urgenza su richiesta del Partito popolare europeo. Per respingere la proposta in seconda lettura serviva la maggioranza assoluta di 361 voti, ma i contrari si sono fermati a 314, rendendo così effettiva l’estensione.
Secondo fonti parlamentari, la spaccatura ha attraversato i gruppi politici e gli Stati membri. Il Partito popolare europeo, i Socialisti e democratici e Renew Europe hanno in maggioranza sostenuto la proroga, mentre i Conservatori e riformisti (ECR), i Verdi, la Sinistra e i Patrioti per l’Europa si sono opposti. All’interno della delegazione italiana, Fratelli d’Italia e Lega hanno votato contro, denunciando il rischio di sorveglianza di massa, mentre il Partito democratico si è diviso. Il Consiglio dell’Unione, che rappresenta i governi, aveva già approvato la proroga il 2 luglio, con una posizione più favorevole a strumenti di controllo estesi, ritenuti da diverse capitali – tra cui Parigi e Berlino, secondo fonti diplomatiche – indispensabili per colmare un vuoto normativo nella protezione dei minori. La Commissione europea, dal canto suo, continua a spingere per un quadro permanente che includa obblighi di scansione anche per le comunicazioni cifrate, come previsto nella proposta CSAR del 2022.
La proroga approvata, definita “Chat Control 1.0”, ripristina un regime che consente alle piattaforme di analizzare, su base volontaria, immagini e file caricati su cloud, post pubblici e messaggi scambiati su servizi non crittografati, alla ricerca di contenuti già noti alle autorità attraverso impronte digitali. L’esclusione della crittografia end-to-end, pur avendo un impatto pratico limitato – le piattaforme non possono tecnicamente accedere a quei contenuti – assume un forte significato politico in vista del negoziato sul regolamento permanente “Chat Control 2.0”, che nella sua versione iniziale prevedeva l’obbligo di scandagliare ogni conversazione privata, comprese quelle cifrate, e l’uso di algoritmi di apprendimento automatico per riconoscere nuovi materiali sospetti. Secondo gli analisti di Bruxelles, lo scontro riflette una tensione irrisolta tra la tutela della privacy, sancita dalla direttiva ePrivacy, e la necessità di strumenti investigativi efficaci contro lo sfruttamento sessuale dei minori online.
Il dossier passa ora al Consiglio, che ha tre mesi di tempo per accettare o respingere l’emendamento del Parlamento. In caso di disaccordo, si aprirebbe una procedura di conciliazione. Parallelamente, i negoziati interistituzionali sul CSAR restano in stallo: il Parlamento difende l’esclusione della crittografia, mentre il Consiglio, sotto la presidenza irlandese, cerca una sintesi tra le posizioni più restrittive di alcuni Stati membri e le richieste di un gruppo di Paesi, tra cui l’Italia, che premono per un approccio più cauto. La prossima tappa formale è attesa dopo la pausa estiva, quando il trilogo potrebbe riprendere su un testo che, secondo fonti vicine al dossier, difficilmente vedrà la luce prima del 2026.
Allarga lo sguardo
SK Hynix debutta a Wall Street con 26,5 miliardi: è il secondo IPO della storia
6 lingue · 14 testate
Da TechnologyLa Cina aggancia il razzo in mare: rientro controllato e missile nel Pacifico ridisegnano la competizione
7 lingue · 33 testate
Da Science & HealthRiad ridisegna le rotte globali: il corridoio IMEC devia sulla Siria, mentre il Canada riscopre il Golfo
2 lingue · 5 testate