
El Salvador: Bukele verso il terzo mandato dopo la riforma costituzionale
Il partito Nuevas Ideas lo ha nominato candidato unico per le presidenziali del 2027, in un contesto di ampio consenso sulla sicurezza ma con istituzioni sotto il suo controllo e critiche per violazioni dei diritti umani.
Nayib Bukele ha ottenuto la nomination del partito Nuevas Ideas per un terzo mandato consecutivo di sei anni, in vista delle elezioni presidenziali del febbraio 2027. La designazione, avvenuta al termine di primarie senza altri contendenti e senza la pubblicazione dei dati di voto, è l’ultimo passaggio di un percorso reso possibile dalla riforma costituzionale del luglio 2025. In quell’occasione l’Assemblea legislativa, dove il partito di governo detiene una supermaggioranza di 54 seggi su 60, ha abolito il limite dei due mandati, esteso la durata della presidenza da cinque a sei anni ed eliminato il ballottaggio. Secondo osservatori indipendenti, l’opacità del processo interno alimenta interrogativi sulla trasparenza del sistema elettorale.
Il consenso di Bukele, che i sondaggi collocano stabilmente sopra l’85%, poggia sulla drastica riduzione della criminalità ottenuta con lo stato di eccezione in vigore dal 2022. Le operazioni di sicurezza hanno smantellato le strutture delle pandillas come MS-13 e Barrio 18, portando gli omicidi ai minimi storici e guadagnando al presidente un ampio sostegno popolare, anche tra chi in passato viveva nella paura. Al contrario, organizzazioni per i diritti umani con sede a Ginevra e Washington – tra cui Amnesty International e Human Rights Watch – denunciano detenzioni di massa senza mandato, torture sistematiche e violenze sessuali nelle carceri, oltre a una progressiva limitazione delle libertà civili. L’opposizione parlamentare, ridotta a una manciata di seggi, ha definito la riforma costituzionale una “morte della democrazia”, ma non dispone della forza per incidere sul calendario elettorale.
La candidatura senza rivali credibili consolida un assetto in cui l’esecutivo controlla anche il legislativo, la magistratura e la procura, secondo analisti latinoamericani. La legge sugli agenti stranieri, approvata nel 2025, ha spinto oltre cinquanta giornalisti all’esilio e ha costretto l’associazione della stampa salvadoregna a registrarsi all’estero per la prima volta dalla fondazione nel 1936. Anche le organizzazioni non governative locali, come Cristosal, sono sottoposte a pressioni che ne limitano l’attività di denuncia. Sul piano economico, nonostante i successi nella sicurezza, cresce l’insoddisfazione per l’aumento del costo della vita, come segnalato da voci della società civile.
Sul fronte internazionale, il modello di sicurezza ha attirato l’attenzione di governi di destra in America Latina e ha trovato sponda nell’amministrazione Trump, che ha designato le gang come organizzazioni terroristiche. Tuttavia, l’immagine di Bukele è stata offuscata dal caso dei 252 venezuelani deportati e detenuti in una megacarcere, che una volta liberati hanno denunciato abusi. Nelle capitali dell’Unione Europea, secondo fonti diplomatiche, si segue con preoccupazione l’erosione dello stato di diritto, ma senza iniziative concrete. Il prossimo passaggio formale sarà l’iscrizione della candidatura presso il Tribunale supremo elettorale entro il 19 novembre 2026; le elezioni, che si terranno in contemporanea con le amministrative, vedranno i partiti tradizionali FMLN e Arena ancora alla ricerca di candidati competitivi.
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.20 | neutral |
El Salvador si avvia verso un terzo mandato di Bukele, ma la riforma che lo permette è controversa e le critiche internazionali continuano.
Giustapponendo la popolarità di Bukele con la riforma controversa, la narrazione crea un tono equilibrato ma scettico.
Bukele ha ottenuto la nomination del suo partito per un terzo mandato, un processo politico di routine.
Omettendo ogni menzione di controversia, il report normalizza la nomina come un evento standard.
La natura controversa della riforma costituzionale e le ragioni della popolarità di Bukele sono omesse.
Bukele ha vinto la nomination dopo cambiamenti legali controversi, ma l'attenzione rimane sull'aspetto procedurale.
Menzionando la controversia senza enfasi, il report presenta la nomina come un passo normale nonostante i cambiamenti legali.
L'alta popolarità di Bukele dovuta alle politiche di sicurezza e le critiche internazionali sono omesse.
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