
Brasile, il gol annullato a Vinicius scatena un caso diplomatico con la FIFA
La CBF contesta l'intervento del VAR e cita il gol di Messi come prova di disparità, mentre la Seleção si prepara agli ottavi contro il Giappone.
La notte di Miami ha consegnato al Brasile un primato nel Gruppo C e una controversia arbitrale destinata a riverberarsi ben oltre il rettangolo di gioco. La Seleção di Carlo Ancelotti ha travolto la Scozia per 3-0, blindando il primo posto e l’accesso ai sedicesimi di finale, ma il sigillo più discusso è stato quello che non è mai entrato negli annali: al 21’ del primo tempo, Vinícius Júnior aveva rubato palla al difensore Hendry e infilato Gunn per il momentaneo 2-0, prima che il VAR richiamasse l’arbitro messicano César Ramos a rivedere l’azione. Il fischietto ha ravvisato un fallo in attacco e ha annullato la rete, scatenando l’ira del fuoriclasse del Real Madrid – «È una vergogna» – e, a freddo, una protesta formale della Confederação Brasileira de Futebol presso la FIFA.
La lettera, firmata dal presidente Samir Xaud e indirizzata a Gianni Infantino, non si limita a contestare la singola decisione. La CBF vi argomenta che l’intervento del VAR ha tradito la filosofia adottata nel torneo, orientata a limitare le revisioni ai soli «errori chiari e manifesti». A sostegno della tesi, il documento cita le reazioni degli stessi giocatori scozzesi, i quali – secondo la federazione brasiliana – non si aspettavano né la revisione né l’annullamento, e richiama una serie di episodi analoghi in cui il giudizio di campo è stato invece preservato. Tra questi, spicca il gol che Lionel Messi ha segnato all’Austria dopo un recupero di Alexis Mac Allister su Xaver Schlager: in quel caso, l’arbitro egiziano Amin Omar non ravvisò alcun fallo e convalidò la marcatura, malgrado le vibranti proteste austriache.
La scelta di scomodare il capitano dell’Argentina non è casuale e riflette una lettura diffusa negli ambienti calcistici sudamericani, secondo cui il metro di giudizio del VAR varierebbe in modo difficilmente giustificabile. La CBF ha inoltre sollevato un secondo ordine di perplessità, chiedendo che la FIFA eviti di designare in futuro lo stesso Ramos per incontri del Brasile: il direttore di gara messicano era già stato al centro di polemiche nel 2018, quando convalidò il pareggio della Svizzera nonostante un fallo su Miranda. La richiesta, pur non avendo valore vincolante, aggiunge un tassello a un rapporto già segnato da diffidenze reciproche.
Sul piano sportivo, la vittoria ha comunque permesso al Brasile di chiudere il girone a quota sette punti, davanti al Marocco per differenza reti, e di proiettarsi verso l’incontro di lunedì 29 giugno a Houston contro il Giappone, secondo nel Gruppo F. Vinícius, autore di quattro gol in tre partite, eguaglia un primato che nella storia verdeoro apparteneva a Ronaldo e Rivaldo nel 2002, e Ancelotti ha elogiato la maturità del suo attaccante: «Non sono io ad aver scoperto Vini, è uno dei migliori al mondo». Mentre la FIFA per ora tace, il Mondiale 2026 si scopre ancora una volta attraversato da una domanda che supera i confini del campo: chi governa la coerenza del VAR?
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La vittoria schiacciante del Brasile mette a tacere ogni dibattito sulla decisione del VAR; il ritorno di Neymar ruba la scena.
Inquadrando la partita come una storia di trionfale ritorno per Neymar, il blocco minimizza la controversia come un dettaglio secondario in una narrazione più ampia di orgoglio nazionale.
Il blocco omette i dettagli della protesta e ogni critica al VAR, concentrandosi solo sul risultato positivo.
Il minutaggio di Messi è la vera questione; la protesta brasiliana è un siparietto nel torneo più grande.
Elevando la questione tattica del riposo di Messi a trama principale, il blocco implicitamente considera la protesta brasiliana meno degna di attenzione.
Il blocco omette ogni analisi della decisione del VAR stessa o delle sue implicazioni per il torneo.
La protesta brasiliana non è una notizia; la vera azione è con le squadre africane che fanno storia.
Ignorando completamente la storia e concentrandosi sui successi africani, il blocco segnala che questa controversia non è rilevante per il suo pubblico.
Il blocco omette ogni copertura della partita brasiliana, cancellando di fatto la storia dalla loro narrazione.
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