
Brasile e Messico, il mercato dell’auto accelera: vendite record e cinesi protagoniste
La Fenabrave rivede al rialzo le stime per il 2026, mentre in Messico il primo semestre segna il massimo storico nonostante i dazi USA mettano sotto pressione Nissan.
Il mercato automobilistico latinoamericano mostra una vitalità che ha sorpreso gli stessi operatori. In Brasile, la federazione dei concessionari Fenabrave ha rivisto al rialzo la previsione di crescita delle vendite di veicoli nuovi per il 2026, portandola dal 6,1% iniziale all’8,6%, per un totale di oltre 5,2 milioni di unità. Il primo semestre si è chiuso con un balzo del 16,01% rispetto allo stesso periodo del 2025, trainato soprattutto dalle autovetture e dai commerciali leggeri, cresciuti del 20,11%. A spingere il mercato sono stati il programma federale «Carro Sustentável», che riduce l’IPI sui modelli più leggeri ed efficienti, e l’arrivo di nuovi marchi cinesi, che ha portato all’apertura di oltre duecento concessionarie in pochi mesi.
In Messico, il quadro è altrettanto dinamico. Nei primi sei mesi dell’anno sono state immatricolate 754.394 auto nuove, il 5,3% in più rispetto al 2025 e il dato più alto mai registrato per un primo semestre. Se si includono le marche cinesi che non comunicano i dati ufficiali – come BYD, Chirey e Omoda – il volume reale sale a circa 668.928 unità, con un incremento annuo del 5,7%. Nissan resta leader di mercato, ma ha visto calare le vendite del 9% a giugno, mentre General Motors e Volkswagen sono cresciute moderatamente. A impressionare sono i marchi cinesi: Changan ha segnato un +25,4%, Geely un +159% e Jetour-Soueast un +326%, a conferma di una penetrazione sempre più aggressiva.
Il dinamismo dei due mercati convive però con segnali di sofferenza nei segmenti industriali e con le tensioni commerciali nordamericane. In Brasile, le vendite di camion e autobus sono calate del 9,09% nel semestre, e la Fenabrave prevede per l’intero anno contrazioni del 7,8% per i camion e del 9,2% per gli autobus, frenati dalla debolezza dei prezzi agricoli e dall’incertezza elettorale. In Messico, il successo delle vendite interne contrasta con la pressione dei dazi statunitensi: il CEO di Nissan, Iván Espinosa, ha dichiarato che il dazio del 25% imposto da Washington sui veicoli prodotti in Messico rende difficile vendere modelli come Sentra e Kicks negli Stati Uniti, aggiungendo un costo extra tra 2.500 e 3.000 dollari per unità. L’azienda sta lavorando per ridurre i costi di produzione, ma la situazione resta tesa mentre i negoziati sul T-MEC si prolungano oltre la scadenza del 1° luglio.
A fare da comune denominatore è l’elettrificazione. In Brasile, le vendite di auto 100% elettriche sono cresciute del 196,29% nel primo semestre, passando da 30.500 a oltre 90.400 unità, mentre gli ibridi hanno registrato un +85,07%. Anche in Messico, l’offerta di modelli elettrificati e compatti a prezzi competitivi sta ridisegnando la domanda, con i marchi cinesi che beneficiano di una percezione di convenienza tecnologica. Per l’Italia e l’Europa, questi numeri confermano che la sfida cinese non è confinata al Vecchio Continente, ma sta ridisegnando gli equilibri anche nei mercati emergenti, dove la leva del prezzo e gli incentivi pubblici accelerano la transizione.
Il secondo semestre si apre con incognite rilevanti. In Brasile, l’approssimarsi delle elezioni e il progressivo esaurirsi delle risorse per i finanziamenti agevolati potrebbero rallentare la corsa, mentre il programma per taxisti e autisti di app resta in fase di avvio. In Messico, l’esito dei negoziati commerciali con gli Stati Uniti e la capacità di Nissan di assorbire i dazi saranno i fattori da monitorare per capire se il record di vendite potrà consolidarsi o se la pressione esterna finirà per raffreddare un mercato interno finora sorprendentemente resiliente.
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